Prestiti agli studenti. L’Udu ripete: ‘no’

Lecce. Secondo gli studenti sarebbero più utili borse di studio o il miglioramento di edilizia scolastica e trasporti

LECCE – L’avevano detto e lo ripetono: il bando sui prestiti fiduciari per gli studenti, pubblicato dalla Provincia di Lecce, agli studenti non piace. Perlomeno non piace agli esponenti dell’Udu che, dopo la conferenza stampa di ieri durante la quale il presidente Antonio Gabellone ha presentato l’iniziativa, ribadiscono la propria contrarietà all’iniziativa precisando come avrebbero preferito, piuttosto che prestiti, la possibilità di accedere a bandi o servizi per la formazione. “Secondo la provincia – dice l’Udu – un prestito con tasso del 5% fisso più un tasso variabile è da considerasi agevolato, in più se lo studente non riesce a pagarlo o non possiede qualcosa che possa essere pignorato a rimetterci sarà la provincia o le banche. Questo vuol dire – commenta – che paradossalmente ad uno studente, dopo aver beneficiato del prestito converrebbe non possedere a e non avere un lavoro (se non in nero) per non pagare il debito”. Ma gli studenti hanno da ridire anche sul termine fissato da Gabellone per valutare l’efficacia dell’iniziativa: novembre. “Secondo l'amministrazione provinciale i primi risultati su cui bisogna fare un analisi arriveranno già a novembre, tuttavia la realtà è ben diversa. Per verificare se ci sarà un effetto America in cui molti studenti non possono pagare il debito, bisognerà aspettare almeno sette anni”. Quindi l'Udu esprime ancora una volta la sua ferma contrarietà al progetto. I fondi vincolati dalla provincia, infatti, secondo i rappresentanti potrebbero essere spesi in maniera “più proficua” in favore degli studenti. “Se non le borse di studio (che sembrano essere una pessima idea secondo Gabellone) – dicono – allora i trasporti, o l'edilizia scolastica per le scuole superiori. Tanti sono i problemi e tante sono le cose da fare in una città che si definisce universitaria, ma l'amministrazione provinciale preferisce dare corda alle banche, più che provare a migliorare i servizi agli studenti”. Articoli correlati: Giovani, attenti al buco Prestiti agli studenti: fino a 10.500 da restituire dopo aver trovato lavoro Gli studenti: ‘Vogliamo borse, non debiti'

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