Aida brilla di gioielli salentini

LA STORIA DELLA DOMENICA. Lecce. “Gioielli all’opera”. I 50 pezzi realizzati dal designer orafo Gianni De Benedittis per l’Aida di Ozpetek saranno il 26 giugno in mostra al Castello Carlo V

LECCE – “Celeste Aida” adornata da splendidi gioielli. Mentre risplende in tutta la sua bellezza il pettorale di Amneris tra rame e argento impreziosito da pietre naturali. E luccichii si infondono tra fibule e bracciali arricchiti da pietre dure naturali. Ecco giochi di Lapislazzuli e Turchesi in un tripudio alla bellezza. Alla bellezza di un’opera “Aida” andata in scena per il 74esimo Maggio Musicale Fiorentino, con la magistrale regia di Ferzan Ozpetek, la direzione di Zunbin Mehta, che ha riscosso tanti applausi. Un luccichio tutto salentino, perchè il regista ha affidato la realizzazione dei gioielli indossati da Aida, Amneris, Amonasro, dai prigionieri etiopi, dai sacerdoti egizi, alla creatività e alla genialità di un salentino doc, per il quale nutre stima e apprezzamento visto che già per il suo ultimo film “Mine vaganti” lo aveva voluto per realizzare i gioielli indossati dalle attrici, Gianni De Benedittis del brand futuro Remoto. Ed ecco che i 50 pezzi saranno il 26 giugno in mostra al Castello Carlo V: “Gioielli all’opera”. Gioielli splendidi e unici. La creatività del designer orafo salentino Gianni De Benedittis ha allargato lo sguardo abbracciando così il mondo della lirica. Il mondo di un antico Egitto ripercorrendo le tecniche e gli stili degli orafi egizi. Ha voluto così rivisitare le forme tradizionali del passato, senza tradire quel rigore di linee pulite, tipico dell’arte orafa antica, tutto in armonia con le tonalità cromatiche dei costumi di Alessandro Lai. Corallo naturale e madrepora per i pettorali indossati da Aida, Amonasro e dagli altri prigionieri. Solide geometrie di ottone, rame e argento per le fibule e i numerosi bracciali indossati dai sacerdoti egizi, tutti cesellati a mano. I fasti di un antico Egitto ad inaugurare la mostra il grande regista Ferzan Ozpetek.

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