On. Ginefra e Vico (PD): risposta pilatesca del Governo

Le politiche del Governo sulla mobilità – sia persone, che merci – sono del tutto insoddisfacenti e sbilanciate sugli investimenti in infrastrutture che stimolano il trasporto su gomma

“Un'adeguata politica dei trasporti, delle infrastrutture e della mobilità rappresenta un potente fattore di crescita della produttività e di sviluppo di ogni altro settore dell'economia, ovvero di competitività complessiva del Paese. Le politiche del Governo sulla mobilità – sia persone, che merci – sono del tutto insoddisfacenti e sbilanciate sugli investimenti in infrastrutture che stimolano il trasporto su gomma, e appare paradossale e poco credibile la «presa di coscienza» – affermata negli ultimi documenti programmatici – della necessità di investire in modo rilevante su misure per ridurre lo squilibrio modale, su forme di mobilità sostenibile e su misure per potenziare il trasporto pubblico collettivo, sia in ambito prettamente urbano, sia per quanto riguarda il cosiddetto «pendolarismo», fenomeno che caratterizza marcatamente le grandi aree urbane. Richiamare l'esclusiva responsabilità delle Regioni sui tagli ai treni dei pendolari e sul rincaro dei biglietti operati da Trenitalia, così come ha fatto rispondendo alla nostra interrogazione quest'oggi il Sottosegretario Giachino, è atto pilatesco e di grande irresponsabilità. L'attuale manovra economica comporterà, infatti, la riduzione dei corrispettivi per la fornitura dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) (ferroviario, filoferrotranviario e su gomma) derivanti dall'ex Fondo Nazionale Trasporti e successiva rivalutazioni e integrazioni, trasferiti alle regioni, per un ammontare variabile tra il 30 ed il 50 per cento. Secondo quanto stabilito nel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, inoltre, ove, «per assicurare i necessari servizi di trasporto pubblico al fine della stipula dei nuovi contratti di servizio con Trenitalia S.p.A.» è stata autorizzata una spesa di 480 milioni di euro per gli anni 2009, 2010 e 2011, adeguando finalmente, dopo molti anni, l'ammontare degli stanziamenti pubblici ex Fondo Nazionale Trasporti. La legge n. 33 del 2009 ha però imposto alle regioni di affidare i contratti di servizio per il trasporto ferroviario locale alla società Trenitalia S.p.A., soggetto monopolista di cui F.S. è azionista, pena la perdita dei finanziamenti del decreto-legge n. 185, quando detti contratti di servizio si sarebbero potuti affidare mediante gare ad evidenza pubblica europea, conseguendo risparmi economici nonché miglioramento della qualità dei servizi. I costi di esercizio del trasporto pubblico, ed in particolare di quello ferroviario, potrebbero essere notevolmente inferiori semplicemente mediante la revisione delle norme che ne regolano l'esercizio, con benefici sulla velocità commerciale e quindi maggiore soddisfazione da parte dell'utenza. Si evidenzia così la duplice responsabilità di un Governo miope che da un lato ostacola la libera concorrenza nei trasporti regionali creando di fatto un regime di monopolio in favore di Trenitalia nel trasporto regionale, dall'altro taglia i fondi alle Regioni condizionandole nella stipula del contratto di servizio con Trenitalia. Nelle politiche del Governo sono peraltro del tutto assenti le necessarie misure di sostegno economico ai pendolari: secondo i dati CENSIS, i pendolari in Italia sono oltre 13 milioni (pari al 22,2 per cento della popolazione residente). Di questi il 14,8 per cento – circa due milioni di persone – utilizza normalmente il treno, come unico mezzo di trasporto o in combinazione con altri mezzi, per spostarsi in ambito locale e metropolitano. Gli utenti dei servizi di trasporto pubblico locale, in gran parte, rappresentano quella fascia di cittadinanza che più delle altre risente degli effetti della crisi economica. Nella manovra 2011 non è stata prevista alcuna agevolazione fiscale per l'acquisto di abbonamenti mensili ed annuali ai servizi di trasporto pubblico urbano e ferroviario, una che misura scaduta il 31 dicembre 2009, non è stata più prorogata nonostante le insistenti pressioni dei gruppi di opposizione. Emerge in questo quadrola totale inadeguatezza dell'azione di questo Governo che ci auguriamo possa essere arrivato davvero all'ultima stazione”. Roma, 1 dicembre 2010

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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