Casarano, nuovo Statuto

Nella seduta di ieri il Consiglio ha modificato lo Statuto per introdurre la figura del dirigente. Ce ne saranno tre, uno per ogni area comunale

La macchina amministrativa di Palazzo dei Domenicani sarà basata sul modello della “Toyota”. Lo schema inventato dalla casa automobilistica giapponese, adottato da grandi e piccole organizzazioni in tutto il mondo, sarà utilizzato anche dal Comune di Casarano per rendere più snella la sua struttura burocratica. E’ la filosofia con cui l’esecutivo cittadino ha proposto al Consiglio comunale, riunitosi ieri pomeriggio, una specifica modifica allo Statuto comunale nella parte che riguarda il titolo V (Ordinamento degli uffici e dei servizi). La relativa deliberazione è stata approvata a maggioranza (15 a quattro) con il voto favorevole dei gruppi dell’alleanza che sostiene il sindaco, Ivan De Masi. Il provvedimento prevede, in sostanza, l’inserimento nella struttura organizzativa del personale del dirigente. Gli uffici e i servizi del Comune saranno divisi in tre aree (Affari generali, Servizi tecnici e Servizi finanziari) che saranno guidate appunto da tre dirigenti, i quali si interfacceranno con l’amministrazione comunale. Bisogna sottolineare, tuttavia, che all’indomani della sua elezione De Masi aveva anticipato questa riforma, nominando tre coordinatori d’area e mettendo in soffitta la precedente organizzazione. “Oggi non c’è la figura del dirigente – ha spiegato il sindaco –; finora la macchina burocratica era gestita da 13 funzionari, i cosiddetti ‘apicali’, e rapportarsi con tante persone diventava molto macchinoso. Con la nuova organizzazione, basata su un modello tra i più affidabili, sarà più dinamica e comunque – ha concluso De Masi – una città degna di questo nome non può non avere nella propria struttura la figura del dirigente”. Diverse sono state, naturalmente, le considerazioni dei consiglieri di opposizione. Giampiero Marrella (Pdl) ha definito “sconfortante” il modo in cui l’esecutivo ha presentato la proposta di modifica. “Per un Comune – ha affermato il capogruppo del Pdl – modificare lo Statuto è come cambiare la Costituzione per lo Stato italiano. E’ un’operazione che doveva avere il massimo della condivisione e doveva almeno essere discusso in commissione. Come al solito – ha aggiunto Marrella – la minoranza viene esclusa dal partecipare a riforme importanti”. Sulla stessa linea l’intervento di Claudio Casciaro che ha motivato il voto negativo del suo gruppo “per la forma in cui questo argomento è arrivato in Consiglio comunale”.

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