Ora anche Facebook trasmette malattie

Il reparto di Psichiatria del policlinico Gemelli di Roma ha predisposto un ambulatorio per curare chi è affetto da “Facebook-mania”. L'intervento di un nostro lettore a proposito

Egregio Direttore, sono sempre più basito. Non passa giorno che non venga a conoscenza di notizie incredibili, che rasentano il ridicolo e la stupidità. Nei mesi scorsi c'e stato l'allarme, strombazzato con toni allarmistici ed apocalittici su tutti i media, del nuovo virus pandemico H1N1, da noi meglio conosciuto come “influenza A”, che avrebbe dovuto sterminare mezza Europa; di qui la corsa da parte dei paesi UE all'acquisto di milioni di dosi di vaccino “a titolo preventivo e cautelativo”. Risultato? La tanto attesa e desiderata – forse solo per la Novartis, azienda produttrice del vaccino – pandemia non solo è stata ampiamente ridimensionata, ma sarà di gran lunga meno aggressiva della semplice cara vecchia influenza. Milioni di euro buttati nelle tasche della summenzionata compagnia farmaceutica svizzera, non nuova a comportamenti simili, in cui si cerca di ingigantire un problema creando un allarmismo del tutto ingiustificato per meri fini commerciali. L'allarme comunque sembrerebbe essere rientrato. Ci sono però sempre nuove e pericolosissime malattie dietro l'angolo, pronte a minare e compromettere la nostra integrità psico-fisica! Alcuni giorni addietro, mentre sfogliavo un noto quotidiano nazionale, mi sono imbattuto in un interessante articolo riguardante un non meglio identificato nuovo “disturbo” legato all'utilizzo di Facebook, il social network più diffuso attualmente. Non sapevo se ridere o se piangere. La tesi: la “Facebook – mania”, oltre certi limiti, è dannatamente pericolosa. Ma non c'e da preoccuparsi, ora si può “curare” presso il nuovo ambulatorio appositamente predisposto all'interno dal reparto di Psichiatria del policlinico Gemelli di Roma. Rivolto a coloro i quali di Facebook e degli altri social network simili proprio non possono fare a meno, nel giro di poche settimane si potrà intraprendere un percorso riabilitativo che includerà cicli di sedute di gruppo e addirittura il ricorso ai farmaci! Una malattia, quindi, tremendamente seria!! Questa nuova “patologia” (così è stata definita) è stata “scoperta” da un ricercatore britannico che, forse per vedere il proprio nome affiancato a tale malattia pubblicato nella prossima edizione del DSM – vera e propria “bibbia” delle malattie psichiatriche – l'ha definita “friendship addiction”, cioè dipendenza da amicizia! Ma come dipendenza da amicizia?! A me hanno sempre insegnato che l'amicizia è tutto fuorché pericolosa e che, anzi, e proprio lo scambio di idee, di confidenze e di opinioni con gli amici che mantiene sano il nostro equilibrio mentale. I presunti “sintomi”, poi, sono un vero spasso. Cito dall'articolo: “Chi ne è affetto magari nemmeno sa di esserlo..”. Ma dai?! Già, grave malattia questa dipendenza. “Il più delle volte, anzi, trova perfettamente normale passare 24 ore su 24 attaccato a un innocuo (almeno apparentemente) social network e avere migliaia di amici in rete”. Su questo possiamo anche parzialmente concordare, anche se sfido chiunque a passare 24 ore al giorno davanti al pc, anche solo per lavorare! Ma il meglio arriva ora, tenetevi forte: “Il fatto è che chi soffre di questa malattia più amici ha e meglio si sente”. Eh, certo, un chiaro sintomo di squilibrio mentale il fatto che avere molti amici faccia sentir tremendamente meglio le persone! Avere tanti amici è PERICOLOSISSIMO, soprattutto se questo CI FAR STAR BENE!! Ma, dico io, stiamo scherzando? Spero di si. Non sono un medico, ma penso di essere una persona seria, responsabile e mentalmente sana. Questi autoproclamatisi “esperti” mi sembra invece abbiano bisogno loro di cure, perche pervertono la realtà, facendo passare un valore intrinseco e basilare nella natura umana qual e l'amicizia come un qualche apparato o attributo “fisico” che deve essere “controllato” perché potenzialmente dannoso, se non addirittura curato.!! Certo, come in tutte le cose l'eccesso alla fine può nuocere ed e bene non abusare di a, in nessun campo. Vorrei comunque ricordare che i “virus” informatici sono tali perché si trasmettono da macchina a macchina e non dal video di un pc al cervello di un uomo. Quindi, nessuna “malattia”, nessuna “droga che offusca la mente (cit.)” che crea dipendenza e crisi d'astinenza e che dev'essere trattata alla stregua delle dipendenze da sostanze psicotrope, quelle sì, reali e dagli effetti devastanti comprovati. M.G.

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