Interventi alla Grotta di Capelvenere

Sistemazione e di riqualificazione del costone roccioso

Necessari e urgenti gli interventi di sistemazione e di riqualificazione del costone roccioso della Grotta di Capelvenere. L’Amministrazione comunale ha già previsto un intervento integrale nella zona

Gli interventi di sistemazione e di riqualificazione del costone roccioso sono necessari e urgenti, e l’Amministrazione comunale ha già previsto un intervento integrale nella zona. “Condivido quanto denunciato sulla stampa nei giorni scorsi a proposito dell’antiestetico scheletro del sostegno della “stella cometa” che si trova sopra la Grotta di Capelvenere – ha dichiarato l’Assessore all’Urbanistica e Ambiente, Mino Natalizio – e nell’ambito del piano strategico di “Area Vasta Lecce”, infatti, il Comune di Nardò ha presentato una scheda progetto per l’intervento di consolidamento e messa in sicurezza del costone roccioso e della grotta di Capelvenere in località S. Caterina, ricadenti nel Parco naturale di Portoselvaggio – Palude del Capitano”. L’Amministrazione comunale, attraverso il vicesindaco con delega alle Politiche comunitarie Giancarlo De Pascalis, ha ritenuto di inserire, tra gli interventi prioritari, questo progetto in Area Vasta in quanto si tratta di luoghi ad alta frequenza turistica ed è necessario scongiurare i possibili pericoli di crollo. La forte disarticolazione della formazione rocciosa e della scarpata che incombe sulla strada sottostante rendono urgente un intervento al fine di non precludere la fruibilità dei luoghi. L’intervento nel suo complesso, oltre agli inevitabili aspetti ambientali, assume notevole importanza in quanto la grotta di Capelvenere ha particolare interesse storico, archeologico e paleontologico. All’interno della stessa, infatti, sono state rinvenute prove di frequentazione dell’ “Homo Neandertalensis” e c’è il rischio che la volta della grotta possa crollare, compromettendo oltre al patrimonio archeologico, anche la possibilità di fruizione del sito in un’ottica di sviluppo dei percorsi storico-archeologici che l’Ente di gestione del Parco sta sviluppando. “Provvederemo pertanto – ha concluso Natalizio – ad eliminare le strutture in ferro presenti, dopo aver accuratamente accertato la fattibilità dei lavori di rimozione senza mettere in pericolo la compattezza degli strati rocciosi”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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