Sisri, Lupiae e Telerama. Una guerra di carte bollate

Quando i conti non tornano

Tra la società del Comune di Lecce e l’emittente televisiva la causa si è aperta lo scorso 2 ottobre: Telerama non avrebbe pagato dei lavori di ristrutturazione realizzati dalla Lupiae per un ammontare di 175.485 euro. Ma c’è un contenzioso anche tra Telerama e Sisri

Pagare quattro soldi (18mila euro l’anno, per la precisione, poi ridotti a 10mila euro in contanti) per l’affitto di un immobile che ne vale molti di più (più di un milione di euro) e usufruire di lavori di ristrutturazione senza sborsare un euro. La vicenda è stata illustrata nel dettaglio da Nuovo Quotidiano di Puglia, nell'inchiesta firmata da Alfredo Ancora. Secondo la ricostruzione di Quotidiano, i protagonisti di questa storia sono tre: il Consorzio Sisri, la Lupiae Servizi e l’emittente televisiva Telerama (o meglio la Ccc, Cooperativa Centro Comunicazione). Telerama e la CCC hanno sede da tempo presso i locali di proprietà del Sisri, destinati a scuola materna e dati in affitto ad un canone molto più basso del reale valore. Nel contratto di affitto era inoltre precisato che l'affittuario non avrebbe potuto apportare lavori di modifiche all’immobile che, si precisava nel documento, non era in possesso dei requisiti di agibilità per il servizio cui sarebbero stati destinati. Dunque alla Ccc il contrato vietava di fare modifiche alla struttura se non previa autorizzazione del proprietrio, cioè il Sisri. E in effetti i lavori vennero commissionati alla Lupiae servizi (per un ammontare di 175.485 euro) da Telerama. La quale non versò nemmeno un centesimo per pagarli. Così i nuovi amministratori della Lupiae hanno fatto notificare un atto di citazione a Telerama il 2 agosto 2007 per una causa che si è aperta lo scorso 2 ottobre. Intanto, per tornare al Sisri, i lavori di ristrutturazione della sede e del suo adeguamento da scuola materna ad emittente televisiva vennero realizzati, secondo quanto afferma Carlo Benincasa, presidente del Consorzio, ma senza che venisse rilasciata, pare, alcuna autorizzazione. Insomma, il contratto con la Ccc è scaduto lo scorso 30 settembre e, senza disdette, si è automaticamente rinnovato allo stesso prezzo. Ci sono però delle società che vorrebbero rilevare l’immobile. L’avviso per affittarlo avrà evidenza pubblica, ma solo dopo che il contenzioso tra le parti sarà stato risolto. Ma le televisioni pugliesi sono sotto i riflettori anche per la questione dei finanziamenti statali (legge 448/98) per ottenere i quali le emittenti presentano domanda al Corecom (Commissione regionale per le comunicazioni, di emanazione ministeriale) della regione di pertinenza. Lo scorso martedì, il gruppo Cardamone (Studio 100) ha inviato una richiesta a Pietro Pepe, presidente del Consiglio regionale e a Domenico Giotta, direttore del Corecom, affinchè si faccia luce su eventuali illeciti prima che il Corecom licenzi la graduatoria per i contributi 2008. Nei giorni scorsi, infatti, la Guardia di finanza di Lecce si è recata presso gli uffici baresi dell’organo che gestisce i finanziamenti per le tv ed ha acquisito una serie di documenti sull’erogazione dei contributi a favore delle televisioni private pugliesi. Obiettivo delle indagini è verificare le procedure di autodichiarazione, e la veridicità delle stesse, da parte delle stesse emittenti per accedere ai finanziamenti. (fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia) Riportiamo in allegato la rassegna stampa su questo argomento.

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