Lecce. Niente acqua nella zona industriale

Gravi i danni alle imprese

Da ieri mattina l’Acquedotto Pugliese ha interrotto la fornitura dell’acqua alle aziende della zona industriale di Lecce

La gravissima decisione provoca immediati e pesanti danni alle imprese in termini tecnico produttivi, con l’interruzione della produzione, e in termini sociali, con l’obbligato ricorso alla cassa integrazione, ed espone le stesse imprese al rischio di gravi responsabilità di natura penale derivanti dalla impossibilità di garantire l’igiene e la salubrità degli ambienti di lavoro. Di fatto l’Acquedotto Pugliese si è assunto la gravissima responsabilità di interrompere un fondamentale servizio pubblico: l’acqua rimane un bene pubblico o è diventato in queste ore un bene privato? Le imprese della zona industriale di Lecce, oltre che scontare le decisioni dell’Acquedotto Pugliese, continuano a pagare le inefficienze del Consorzio Sisri. Invece di assistere al “balletto delle poltrone” per l’individuazione del nuovo presidente del Consorzio, del direttore e dei soci, non ci si poteva concentrare sullo stato canceroso al quale siamo arrivati, come da tempo sollecitato da Confindustria Lecce? In attesa della ricostituzione delle condizioni minime di operatività, Confindustria Lecce si è attivata su tutti i fronti per chiedere il ripristino tempestivo del servizio, interessando il presidente della Regione Nichi Vendola, il quale ha assicurato un immediato intervento. Peraltro, Confindustria Lecce ritiene non più rinviabile la questione del rapporto tra le aziende, il Consorzio Sisri e l’Acquedotto Pugliese, per far sì che le imprese possano stipulare direttamente con l’Acquedotto i contratti di fornitura. Confindustria Lecce si riserva di tutelare le aziende associate della zona industriale in tutte le sedi civili e penali per i danni subiti e subendi.

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