Parte la rassegna “Poesia detta”

Rassegna di poeti e di poesia

Con La poesia detta, rassegna di poeti e di poesia che avrà luogo a Martignano il 16, 17, 18 agosto presso il Parco Turistico Culturale “G. Palmieri”, la Notte della Taranta continua la linea di ricerca legata alla scrittura contemporanea con una sezione del Festival dedicata all’oralità (poesia detta, appunto) che ospita concerti e recital di “parole”

La rassegna è curata dal Fondo Verri e dai Presidi del libro. In collaborazione con il Comune di Martignano e il Parco Turistico Culturale “G. Palmieri”. Letture pubbliche di poesia, più o meno seguite da un vasto pubblico, ci sono sempre state e sempre ci saranno; ma accade solo in determinati ed imprevedibili momenti storici che i poeti, servendosi dell’oralità, siano indotti a sperimentare nuove soluzioni espressive, a saggiare la resistenza del mezzo, a verificare limiti e possibilità. “La Poesia detta” si costruisce di atti che mischiano la naturalezza del dire con i suoni e la tecnologia digitale. Un “teatro” essenziale ed intenso che propone voci e sollecita ascolto. In scena: l’attrice Anna Garofano e il gruppo vocale delle Faraualla in ContrOdissea per la regia di Stefano Di Lauro; le poetesse Annamaria Ferramosca, Giorgia Angiuli, Sara Ventroni ed Ilaria Seclì; i poeti Elio Coriano, Rossano Astremo, Giuseppe Semeraro e Roberto Corradino, le attrici Gabriella Rusticali e Patrizia Oliva, gli attori Adamo Toma, Piero Rapanà, Simone Giorgino e Renato Grilli per gli omaggi ai salentini Antonio Verri e Salvatore Toma; i videomaker Fernando Bevilacqua, Carlo Michele Schirinzi, Carlo Di Brina, Monica Petracci, Silvia Bianchi. La cura dei suoni sarà a cura di Claudio Prima, degli Adria, delle Anime bianche, di Giorgio Viva, di Rocco Nigro e Nadia Martina. Info: http://salentopoesia.blogspot.com Ecco le serate previste: – giovedì 16 agosto dalle ore 20.30 a Martignano, presso Parco Turistico Culturale “G. Palmieri” Con la poesia e la forte voce di Elio Coriano si apre, a Martignano, giovedì 16 agosto, con inizio alle ore 20.30, la prima edizione de “La poesia detta” rassegna di poeti e di poesia del Festival della Notte della Taranta curata dai Presidi del Libro e dal Fondo Verri in collaborazione con il Parco Turistico Culturale “G. Palmieri”. Il poeta di Martignano leggerà accompagnato dai suoni delle Anime Bianche dal suo “H, letture pubbliche”. “Vorrebbe trasformare il mondo con le parole, Elio Coriano. Come ogni poeta che si acceca per rimanere nel sogno di poter riuscire a trasformare il mondo. Ma possono trasformare il mondo le preghiere? Possono trasformarlo le bestemmie? Può trasformare il mondo una poesia, e qualsiasi cosa fatta dal vapore di parole che abbiano natura diversa da quella dell’imperativo di un potente che comanda avanzate o ritirate? È mai accaduto? Potrà accadere mai?”. A questi interrogativi prova a dare una risposta Annamaria Ferramosca, poetessa nata a Tricase, romana da molti anni, che propone, in un recital accompagnato dalle tessiture sonore degli Adria, “La poesia dell’incontro”. Ancora protagoniste le parole, capaci di accogliere ogni identità, di rendere solidali. Alle mille domande di senso la poesia di Annamaria Ferramosca risponde con una parola grata per tutto ciò che nella fragilità dell’oggi lascia intravedere una sola via d’uscita: quella indicata dalle metaforiche planetarie “curve di livello”, capaci di unire ogni cultura in legami limpidi di comprensione-ascolto. Una spiazzante fiducia nella forza empatica della parola, quella che sa tenere la distanza dal frastuono massmediatico e che può indicare un nuovo modo per sopravvivere insieme. Ma la poesia non è solo parola nel suo essere gioco e leggerezza si confonde con l’osare dei suoni, sgrammatica, rompe le forme mischia i linguaggi corrispondendo al desiderio di “rimanere con gli occhi chiusi con le cuffie indosso, come in un carcere dalle sbarre dorate e farsi travolgere dai suoni e dalle immagini in un labirinto soffice e ‘profumoso’. Suonare, toccare, guardare, odorare semplicemente “immaginare” su un pentagramma spontaneo, timido e inatteso”. Questo è SudOdorando performance di Giorgia Angiuli che suona il laptop, i giocattoli, un pianetto e la chitarra, di Patrizia Oliva che suona la sua voce e di Silvia Bianchi che ci mostra immagini “sognificando”. Sogno e presenza, fuga e scavo, di quante tensioni son fatti i versi? Tanti da farsi anche banda magnetica, frame digitale. Di questa materia è fatta la poesia di Fernando Bevilacqua che presenta il dialoghetto mitico de “I ciechi”, un piccolo film agreste di sapore “pasoliniano” interpretato da Agostino Casciaro (Tiresia) e Carlo Bevilacqua (Edipo) che parla le ossessioni dei “Dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese. – venerdì 17 agosto dalle ore 20.30 a Martignano presso Parco Turistico Culturale “G. Palmieri” Con un Omaggio ad Antonio Verri di Piero Rapanà e Simone Giorgino con i suoni dell’ensamble di Claudio Prima si apre la seconda serata de La poesia detta. Un atto dovuto che ripercorre l’appassionato lavoro letterario del poeta di Caprarica, motore ed essenziale nutrimento dell’ultima generazione di scrittori salentini con il suo ‘fate fogli di poesia poeti!’. A seguire la poetessa romana Sara Ventroni, apprezzata interprete dei suoi versi presenta Nel gasometro. La lettura sarà corredata dalle immagini di Carlo Di Brina realizzate nel 2005 in un rudere di archeologia industriale, in una solfatara e intorno a Roma Ostiense. Il gasometro è per Sara Ventroni, ossessione e figurazione densa di significazioni. Residuo d’un paesaggio industriale che persa la sua originaria funzione punteggia le grandi città d’Occidente, il gasometro s’impone anzitutto come volume e come forma. Per la Ventroni la forma-Gasometro è emblema della nostra archeologia industriale, del lavoro spietatamente duro ma anche dei catastrofici nodi incontrati dal pettine novecentesco nello spazzolare la storia contropelo (il gas è pure lo strumento della Shoah). Infine, il Gasometro, allegoria d’un universo di senso circolare e coerente che da molto tempo appare tramontato: in esso si riverbera il mito di una modernità ormai fossile ma tuttora durevole: rugginosamente splendente. Ilaria Seclì La sposa nera (Produzione del Fondo Verri) In chiusura di serata una divagazione nel teatro e nel testo di ispirazione classica per La poesia detta con ContrOdissea una produzione di Terrae e Faraualla, in scena: l’attrice Anna Garofano, e le voci-strumento di Gabriella Schiamone e Teresa Vallarella, per la regia di Stefano di Lauro. Ulisse non c’è, ci sono le donne, le sue donne, che raccontano di lui, e si raccontano: Euriclea, Anticlea, Calipso, Circe, Atena, Nausicaa, Penelope, le Sirene. Il rapporto tra Mito e Storia, Poesia e Vita, Erotismo e Sapienza; il rovescio femminile di Ulisse; il contrappasso delle metamorfosi; il tramonto di un’era arcaica e del suo Olimpo. Tutti motivi già nel testo e nelle successive leggende, segrete profezie, interrogativi lanciati al futuro. La poesia digitale è affidata alle visioni di Carlo Michele Schirinzi con due lavori “Palpebra su pietra” che guarda il barocco leccese attraverso il battito di ciglia, anima straniata e straniante del salento, carezza che mai s’appropria e fa memoria e “L'ultima vhs di krapp” frame ispirati a Samuel Beckett. – sabato 18 agosto dalle ore 20.30 a Martignano presso Parco Turistico Culturale “G. Palmieri” Ancora un omaggio in apertura: un poeta-icona, nume di una contemporaneità densa di esperienze. Laterale al mondo, selvatico allevatore di cani, preferiva il bosco alla caciara magliese lo incontra Renato Grilli in un Omaggio a Salvatore Toma costruito con i toni d’una lezione di liceo. Anche qui il teatro e le doti attoriali incontrano il dire poesia. Grilli indaga il verso e lo amplifica, lo balbetta, lo grida svelandolo al pieno le significazioni emozionali e le tensioni esistenziali che abitano la scrittura di Toma. La performance sarà accompagnata dai suoni di Rocco Nigro e dalla voce di Nadia Martina. A seguire ancora una parola energica, Rossano Astremo accompagnato dai suoni di Giorgio Viva presenta L’incanto delle macerie. Un poetare che incontra i vigori e le visioni di una forte verve beat ma contagiata e cullata dai confini culturali d’un Meridione che guarda sempre più a Sud e a Est dove i rumori crescono. Mare che mischia e amplifica l’incanto delle macerie, resti dell’orrore di un presente che mastica la Storia, la strugge in un “non” senza orizzonte. Il poeta si ferma, respira, prosegue in avanti con il petto legato ai seni della donna che è con lui. Ne accoglie i respiri, rincuora, ancora nutre. In un incanto che solo può venire Al pomeriggio degli ulivi. Questo il titolo del recital dell’attore e poeta Giuseppe Semeraro. Una poesia che non lascia indifferenti la sua, di voce soffiata, poggiata al sussurro che considera. Poesia che entra nel cuore, fortemente emotiva, ottenuta attraverso una sapiente ricerca lessicale e ritmica, mai sfociante in complicazioni snervanti, nell’urgenza “d’impugnare la voce con incoscienza / santo naufragio senza appello / giusto imbroglio che ci sveglia sempre dopo la rivoluzione / il mio urlo è una vocazione che non sta più sui fogli / imbratta l’aria di voci selvagge / dipinge il cielo di nuove tristezze”. A seguire Roberto Corradino attore ed autore teatrale che con Diario 2006/2007 ci porta sul bilico d’una scena sapientemente eccedente preludio necessario ad introdurre Esse (essere senza ‘re’ finale) opera a quattro mani di Gabriella Rusticali, mitica attrice del Teatro della Valdoca e Monica Petracci. Un tempo guidato dal ritmo. Lo spazio è libero da scenografie, le immagini si materializzano guidate dai suoni di Mirko Fabbri, dando vita al luogo e lasciando libero l' immaginario dello spettatore. L'attrice indossa un abito da sera colore blu notte, come per una festa che forse c'è già stata. Memoria e presente sono strettamente intrecciati. Le immagini sommergono, spazio e attrice diventando un tutt' uno. Le parole e il canto si stagliano alternandosi, per tutta la durata dell'opera. La voce, il volto, la bocca della Rusticali si deformano e ne scaturisce una sorta di monologo interiore. Note cadenzate, strascicate, parole e puro suono. Parole che pulsano dentro il corpo prima di vivere attraverso la voce. In chiusura il concerto degli Adria.

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