Notte della taranta a Castrignano dei Greci

Ecco la tradizione

Inchingolo e Villani, Alfio Antico e Zimbaria in concerto, mentre prosegue il Convegno Internazionale di Studi sulla Danza Etnica

Seconda giornata per il Convegno Internazionale di Studi sulle Danze Tradizionali dell'Europa Mediterranea dal titolo La danza etnica oggi in Italia e nell’Europa mediterranea: resistenze, contaminazioni, dislocazioni, vecchie e nuove funzioni in corso di svolgimento a Palazzo Baronale De’ Gualtieris di Castrignano de' Greci. Si tratta di uno dei progetti culturali di questa decima edizione del festival, organizzato dall’Ass. Cult. Taranta di Firenze e dell’Istituto Diego Carpitella di Melpignano per confrontarsi con altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo ed individuare analogie di repertorio e di contesto. Un tentativo di rispondere all'appello che l’UNESCO lancia da tempo richiamando l'attenzione degli addetti ai lavori sull'urgenza di una “protezione” delle danze etniche come beni immateriali che rischiano un'affrettata agonia. Dopo la prima giornata (lunedì 13) che è stata dedicata all'analisi della situazione internazionale con interventi di prestigio dei più importanti esperti del settore, martedì 14 sarà la giornata italiana del convegno dal titolo Terre fertili di corpi danzanti e terre di passi perduti, sotto la direzione di Paolo Apolito. Questo il programma: Mattina, h. 10: Presidenza: Paolo Apolito; Relatori: D'Ajello Caracciolo Gabriele (Campania), Tamara Biagi (Basilicata), Tiziana Miniati (Abruzzo), Davide Monaco (Puglia). Dibattito Pomeriggio, h. 16: Tavola rotonda: Ombre e luci del ballo popolare meridiano. Dal folklore alla riproposta e al folklorismo, dalla ricerca filologica al reinvenzione della tradizione. Intervengono: Gianni Amati, Mario Gennai, Livio Greco, Davide Monaco, Ada Metafune. Modera: Giuseppe Gala. Segue dibattito pubblico. Ore 18: Etnodanza in video (film documentari sulla danza tradizionale europea). Ore 19.30: conclusioni A partire dalle 21.30 sempre a Castrignano de' Greci (zona 167/b) spazio alla musica con il concerto di Ruggiero Inchingolo e Salvatore Villani. Entrambi si sono formati alla scuola di Roberto Leydi, fondatore della moderna etnomusicologia italiana. Il duo mette in campo le competenze acquisite durante la ventennale frequentazione di alcuni grandi maestri della tradizione: il violinista del tarantismo Luigi Stifani di Nardò e Andrea Sacco di Carpino, interprete originale della famosa Tarantella del Gargano. Ai due si aggiungono la voce di Cinzia Villani e il tamburello di Carlo De Pascali, oltre a Giuseppe Volpe alla fisarmonica, Pino Santagada alla chitarra, Michele De Lucia al basso e Moana Casciaro alla danza. La performance coreutico-musicale, oltre alla valorizzazione dei tratti peculiari e rappresentativi delle varie tradizioni pugliesi, prevede anche la riproposizione di brani di importanti folksinger regionali e musiche di recente composizione. A seguire ospite del festival sarà Alfio Antico, rappresentazione di una sintesi tra cultura agropastorale siciliana e tecnica percussiva del tamburo a cornice. Nelle sue mani il tamburo esprime sonorità impensabili, che ci fanno comprendere le risorse estreme di questo strumento. «Io sono il tamburo», sussurra Alfio in perfetta simbiosi col suo strumento, volendo significare unità fra la viva pelle della sua mano e quella morta e antica che torna a nuova vita cantandoci storie d’amore e poesie. A chiudere la serata un maestro della tradizione salentina, immancabile ospite del festival, Pino Zimba, erede di una famiglia di cantori e musicisti tradizionali che dal 1993 – quando nasce Officina d’Arte Zoè – continua a coltivare la sua passione per la musica popolare. Da allora una lunga e intensa attività di concerti in Italia e all’estero lo conferma quale una delle figure più rappresentative della musica tradizionale salentina. Nel 2002 fonda il gruppo Zimbaria. I concerti avranno inizio come sempre alle 21.30. Info per il pubblico 0836 434056, 0832 821.827

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!