Depurazione dei frutti di mare. A rischio il centro di Gallipoli

Nuovo di zecca. Ma non in regola

Mancanza di autorizzazione per svolgere attività commerciale e dei necessari requisiti igienico-sanitari. 15 quintali di frutti di mare sono stati sequestrati nel nuovo centro di depurazione di Gallipoli. E sul futuro dell’attività la parola sta al sindaco Vincenzo Barba

Rischia la chiusura il centro per la depurazione dei frutti di mare tra Rivabella e Torre Sabea, a Gallipoli, inaugurato appena due settimane fa. Tocca a Vincenzo Barba, sindaco della città bella, pronunciarsi sulla richiesta di chiusura presentata dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli e del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) di Taranto. L’Arma gli ha infatti chiesto di emettere un’ordinanza sindacale dopo aver constatato che il centro sarebbe privo delle autorizzazioni per svolgere attività commerciale e dei necessari requisiti igienico-sanitari. I carabinieri, che intanto hanno ritirato frutti di mare per 15 quintali, hanno inviato in Procura una informativa in cui sottolineano i presupposti per procedere al sequestro dello stabile e dei macchinari. Gli investigatori stanno ora accertando come l’imprenditore abbia potuto avviare l’attività, essendo privo delle dovute autorizzazioni.

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