Il Tar: “Sì allo spostamento dei chioschi da S. Oronzo”

Via anche l'ultimo chiosco

Per valorizzare l'angolo dell'anfiteatro romano, del Sedile e della chiesetta di San Marco, il Tar dice sì allo spostamento dell'ultimo chiosco rimasto in piazza sant'Oronzo

Gianni Garrisi, assessore al Contenzioso del Comune di Lecce, rende noto che con ordinanza n. 675 del 21 giugno il Tar di Lecce (Presidente Aldo Ravalli e Relatore Ettore Manca) ha ritenuto legittimo lo spostamento dell'ultimo chiosco di piazza S. Oronzo (posto in adiacenza ai portici INA) su via Costa, disposto dall'amministrazione comunale per tutelare il centro storico ed i monumenti di rilevante interesse artistico e archeologico e per garantire uno sviluppo civile della città e per incrementare le sue potenzialità turistiche. “Siamo evidentemente soddisfatti – commenta Garrisi – perché riusciamo ad attuare un certo tipo di azione amministrativa volta a valorizzare piazza S. Oronzo. Nello specifico abbiamo deciso di spostare i chioschi destinati alla vendita di souvenir in quanto disarmonici dal punto di vista ambientale e del decoro urbano e lesivi del più generale interesse alla fruibilità piena degli spazi. Un elemento di forte contrasto, insomma, con la vocazione turistica di Lecce ormai città d'arte e capitale del Barocco”. L'amministrazione comunale aveva già instaurato un rapporto di dialogo con i titolari dei chioschi e aveva già concordato ed ottenuto con alcuni lo spostamento nell'area prospiciente Porta Napoli e con altri nello spazio posto tra via XXV Luglio e via Costa in adiacenza della villa comunale. Il titolare di uno dei chioschi, però, ha rifiutato qualsiasi tipo di accordo ed è insorto contro la decisione dell'amministrazione comunale proponendo ricorso giurisdizionale. Il Tar di Lecce ha condiviso la tesi difensiva sostenuta dai legali dell'avvocatura del Comune di Lecce (Maria Luisa De Salvo e Laura Astuto), volta a dimostrare la ragionevolezza del contemperamento degli opposti interessi operato dall'amministrazione. In particolare ha ritenuto correttamente perseguito l'interesse pubblico generale ad un corretto utilizzo degli spazi pubblici e al tempo stesso salvaguardato l'interesse privato del titolare del chiosco a svolgere la sua attività commerciale in quanto il nuovo sito si trova comunque in una zona centrale ed interessata da significati flussi pedonali e turistici e dai frequentatori della Villa Comunale. “In tal modo – conclude l'assessore – si raggiungerà il risultato di valorizzare ulteriormente l'angolo dell'anfiteatro romano, del Sedile e della chiesetta di San Marco eliminando un chiosco che si pone in evidente contrapposizione con questi monumenti soggetti al vincolo previsto dal Codice dei Beni Culturali”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!