Il parco di Ugento a rischio cemento

La seconda parte dell'inchiesta del Tacco

Continuano i lavori di urbanizzazione primaria per il complesso turistico ricettivo nel territorio di Ugento. Lì dove dovrebbe essere istituito un parco naturale. Il cui iter invece appare bloccato.

Tema del mese è la questione dell’istituzione di un parco naturale nel territorio di Ugento. Nello scorso numero, il “Tacco d’Italia” ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. La zona “Litorale di Ugento” (1.000 ettari), infatti, nel 2000, è stata riconosciuta dalla Comunità europea come pSIC (proposto sito di importanza comunitaria; direttiva Cee 92/43), cioè habitat naturale di specie animali e vegetali in via di estinzione e, dunque, territorio da proteggere, secondo determinati vincoli paesaggistici. Nel 2001 il Comune di Ugento delibera di proporre l’area per l’inserimento tra quelle previste dalla legge regionale 19/97, che impone maggiori vincoli di gestione ed edificazione sui territori interessati. Nel 2002 il Comune invia all’assessore regionale all’Ambiente, Michele Saccomanno, una proposta di perimetrazione del SIC eseguita dal Laboratorio di Botanica dell’Università di Lecce. Nel 2003 la Regione, nella persona di Luca Limongelli, responsabile del Settore Ecologia, esprime parere favorevole all’istituzione del parco naturale. Basterebbe, a questo punto, predisporre la deliberazione di giunta regionale sull’aggiornamento dell’elenco dei parchi naturali in Puglia, ma la deliberazione non arriverà mai. E il 27 settembre 2004, lo stesso Limongelli firma il “a osta” all’edificazione di una struttura turistico-ricettiva (ditta richiedente, la “Ugento S.r.l.”) da 800 posti letto e 160.000 mq, proprio all’interno della zona pSIC (determinazione n.320, pubblicata sul B.U.R.P. del 27 ottobre 2004). In un mese (il tempo che è trascorso da quando il “Tacco d’Italia” ha pubblicato la prima parte dell’inchiesta) è cambiato poco. L’iter per la concessione edilizia della struttura alberghiera è ancora fermo. Ciò significa che l’albergo non ha ancora concessione edilizia (non richiesta come variante al piano regolatore, cioè attraverso conferenza di servizi e sportello unico), ma, nel frattempo, porta avanti le opere di urbanizzazione primaria, con il paradosso che se la concessione edilizia non dovesse mai arrivare, si saranno realizzati, in zona umida e da proteggere, servizi e strade che non portano a a. A regolamentare la conduzione di tali opere di urbanizzazione primaria, esiste una convenzione edilizia sottoscritta, il 6 settembre 2001, dal Comune di Ugento e dalla ditta richiedente la costruzione del complesso turistico-ricettivo, la “Ugento S.r.l.” (una volta “Orex S.r.l.”; amministratore unico Damiano Reale). Tale convenzione stabilisce che la “Ugento S.r.l.” si impegna alla cessione delle aree relative alle opere di urbanizzazione primaria al Comune di Ugento e che queste, interamente a suo carico, sono soggette a costanti controlli da parte dell’Ufficio Tecnico comunale; che solo dopo il collaudo definitivo favorevole delle opere da parte dell’Ufficio Tecnico, potranno essere rilasciate le licenze di agibilità o abitabilità delle opere e degli edifici; che una volta terminate e collaudate, le opere di urbanizzazione primaria saranno trasferite gratuitamente al Comune, che, da quel momento, ne assumerà la manutenzione; che in caso di inadempienza della “Ugento S.r.l.” ad una qualsiasi clausola della convenzione, il Comune può sospendere i lavori ed il rilascio delle concessioni edilizie nelle aree che riterrà interessate dalle inadempienze. Nella convenzione non è contemplata l’eventualità che, una volta terminati i lavori di urbanizzazione primaria, l’albero non ottenga concessione edilizia. L’unica novità rispetto al mese scorso è stata la lettera, inviata il 7 luglio 2005, dal consigliere provinciale Donato Margarito a Nichi Vendola, presidente della regione, a Michele Losappio, assessore regionale all’Ecologia, e agli assessori e ai consiglieri regionali di Lecce, con la quale si richiede un intervento a modifica della legge regionale 19/97 per l’inclusione della zona, da Margarito denomina “Costa e Macchia della Marina di Ugento”, tra le aree naturali protette. In realtà, nei fatti, il senso della lettera di Margarito è però già stato superato, in quanto la zona, che si chiama “Litorale di Ugento”, ha già ottenuto, come detto in precedenza, il parere favorevole per il riconoscimento di area protetta (Luca Limongelli, 5 maggio 2003).

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