Forum giornaliste Mediterraneo: la voce delle inviate su tutti i fronti di guerra

Frontiere e racconti di frontiera, come giornaliste e come ricercatrici sul campo. La seconda giornata del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo a Lecce, nella sala del rettorato dell’Università del Salento, ha proseguito l’approfondimento dei temi trattati  a Bari, temi caldi, perché caldi sono i luoghi in cui si recano o operano le giornaliste. In frontiere di guerra, frontiere sociali ed economiche, frontiere lavorative.

A Lecce si è parlato anche di queste. Lo ha fatto Sandra Amurri, che nel corso della sua carriera ha intervistato personalità molto forti come Madre Teresa di Calcutta, Fidel Castro, Arafat, e che si è trovata a condividere una parte del percorso con Maria Grazia Cutuli,  la giornalista assassinata in Afghanistan nel 2001: “Un’inviata alla memoria”, ha sottolineato Amurri per ricordare che la fatica e l’impegno non sono sempre riconosciuti come dovrebbero e che spesso non sono questi i criteri per un contratto di lavoro.

A fare gli onori di casa è stato il prorettore Domenico Fazio per poi dare spazio alle ragioni della ideazione e nascita del Forum, spiegate da Marilù Mastrogiovanni e Rossella Matarrese (Gi.U.Li.A Puglia), Maria Teresa Manuelli, segretaria nazionale di Gi.U.Li.A.  Ragioni che partendo dall’oggettiva difficoltà dello svolgere da donne questo come altri “mestieri” arriva al linguaggio, come espressione di visioni e dunque passaggio fondamentale per una diversa percezione del “genere”. “Le donne si aspettano che i media le nominino in modo corretto “, ha sintetizzato la Manuelli, anticipando il contenuto del protocollo sull’utilizzo del linguaggio di genere nei media e nelle Pubbliche amministrazioni che è stato illustrato in chiusura dei lavori della due giorni.

Del protocollo si farà attivo portavoce il presidente del Corecom Puglia, Felice Blasi, che ha ribadito l’importanza del linguaggio e cercherà di promuoverne l’utilizzo di genere coinvolgendo gli altri Corecom regionali.

Del fronte di guerra ha parlato ancora Ceyda Karan, giornalista turca condannata nel suo paese per la pubblicazione di vignette di Charlie Hebdo, consapevole della progressiva perdita di libertà nel suo paese, dove la “sharia” non è dichiarata ma si afferma nei fatti.

Con un punto di vista diverso, nella concezione dell’Islam soprattutto, Asmae Dachan, giornalista italo-siriana nata ad Ancona da genitori fuggiti dal regime. Non ha conosciuto la Siria fino al 2011, quando si è infiltrata clandestinamente oltre il confine turco, da free lance, e ha conosciuto i campi in cui erano costretti a vivere molti suoi connazionali, potendo farsi raccontare, in quanto donna, episodi brutali subiti da altre donne siriane. Un orrore continuo che, portando il mondo a ragionare in termini binari (Assad-Isis) rischia di far “consegnare all’oblio il popolo siriano. Un popolo che, nelle sue diversità, aveva la percezione della propria unità nella pace”.

Quegli orrori, orrori simili attraversano anche la narrazione di Carmela Giglio, inviata di Rai Radio 1, veterana del fronte. Il suo mezzo è la voce, i suoi reportage sono tutti basati sull’uso della parola, che ha un impatto e una forza ancora ineguagliabili. Del resto in alcuni luoghi la radio resta ancora l’unico mezzo di comunicazione possibile.

La ricerca della verità, cronachistica o storica, accomuna il lavoro svolto da Marisa Forcina, Samuela Pagani, Paola Davoli (che ha consegnato il suo racconto alla voce di una collega), Rosita D’Amora, Claudia Sunna, Arianna Tondi, docenti dell’Università del Salento che hanno raccontato il duro e delicato lavoro di scavo e ricerca in ambienti spesso molto ostili, non solo culturalmente, affrontando anche la paura.

A Crstina Franchini, dell’Unchr, è stato affidato anche a Lecce il compito di consegnare a poche parole il senso del Forum. “Libertà”, ha detto, “in tutte le sue manifestazioni”, consegnando al Forum una magnifica poesia di Warsan Shire, che conclude:

nessuno lascia casa sua se non quando essa diventa una voce sudaticcia
che ti mormora nell’orecchio
vattene,
scappatene da me adesso
non so cosa io sia diventata
ma so che qualsiasi altro posto
è più sicuro che qui.

 

 

 

IL PROTOCOLLO SUL LINGUAGGIO DI GENERE

Il linguaggio per restituire alle donne visibilità e riconoscibilità dei ruoli è stata una delle prime battaglie di Gi.U.Li.A. . Per questo la due giorni si conclude con la proposta da parte dell’Associazione  di un Protocollo d’Intesa per l’utilizzo del linguaggio di genere nei documenti della Pubblica amministrazione, chiamando a raccolta i massimi esponenti di Istituzioni, sindacati, mondo accademico e associativo. Il protocollo sarà pubblicato su tutti gli output di progetto, in modo da essere messo a disposizione come best practice delle  P. A. di altre realtà regionali.

 

Il Forum è organizzato da Giulia giornaliste su un’idea di Marilù Mastrogiovanni grazie al contributo di: FNSI (Federazione nazionale stampa italiana), Corecom della Regione Puglia, Consigliera di parità della Regione Puglia e con il Patrocinio della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, Accademia della Crusca, Articolo 21, Ossigeno per l’Informazione, USIGRai, Università degli Studi di Bari, Archivio di Genere presso Uniba, Università del Salento, Laboratorio Interdisciplinare del Mediterraneo e Centro Studi Osservatorio donna presso Uni Salento.

 

 

PROGRAMMA

BARI, 23 novembre, Sala Aldo Moro, Università degli studi, ore 9.30-13; 14.30-18

Introduce i lavori Marilù Mastrogiovanni: Gi.U.Li.A. giornaliste, direzione Forum, con i saluti di Marina Cosi, presidente nazionale Gi.U.Li.A. giornaliste e Rossella Matarrese, coordinatrice regionale Gi.U.Li.A. giornaliste.

Saluti istituzionali

Antonio Felice Uricchio – Rettore dell’Università di Bari

Beppe Giulietti – Presidente FNSI

Raffaele Lorusso – Segretario nazionale FNSI

Mario Loizzo – Presidente del Consiglio della Regione Puglia

Felice Blasi – Presidente Corecom Puglia e presidente del coordinamento dei Corecom italiani

Serenella Molendini – Consigliera regionale di parità della Regione Puglia

LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI

Ore 15.30-18

Saluti istituzionali

Aurora Vimercati – Docente di Diritto del Lavoro e presidente CUG Università di Bari
Valentino Losito – Presidente Ordine giornalisti Puglia

Bepi Martellotta – Presidente Assostampa Puglia

LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE INVIATE OSPITI

 

 

LECCE, 24 novembre, sala del Rettorato, Università del Salento, ore 9.30-13; 14.30-18

Introduce i lavori Marilù Mastrogiovanni: Gi.U.Li.A. giornaliste, direzione Forum, con i saluti di Marina Cosi, presidente nazionale Gi.U.Li.A. giornaliste e Rossella Matarrese, coordinatrice regionale Gi.U.Li.A. giornaliste.

 

Vincenzo Zara – Rettore dell’Università del Salento

Felice Blasi – Presidente Corecom Puglia e presidente del coordinamento dei Corecom italiani
Serenella Molendini – Consigliera regionale di parità della Regione Puglia

LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI

Ore 14.30-18

Saluti istituzionali

Rosario Coluccia – Accademia Della Crusca

Stefano Cristante – Delegato del Rettore alla comunicazione Istituzionale Università del Salento

 

LE GIORNALISTE PUGLIESI DIALOGANO CON LE GIORNALISTE OSPITI

 

 

DOVE

Bari 23 novembre 2016, aula Aldo Moro, Università degli Studi, ore 9.30-13; 14.30-18

Lecce 24 novembre, Sala del Rettorato, Università del Salento, piazzetta Tancredi, ore 9.30-13; 14.30-18

 

Info: www.giornaliste.org

[email protected]

Facebook: Forum of Mediterranean Women Journalists

Twitter: ‏@FMWJournalists 

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