Clan Sambito, quando la mafia di Taranto procura posti di lavoro. E chiede parte dello stipendio

DOSSIER/4 L’inchiesta Tabula Rasa della Dda, delegata alla Finanza, ha ricostruito anche l’interesse dei fratelli Antonio e Cataldo Sambito, ritenuti a capo del gruppo, nella ricerca di posti di lavoro per gli affiliati: in cambio pretendevano che una quota della retribuzione fosse girato al gruppo. Il caso di Claudio Pugliese e del versamento di 500 euro su 1.300 dopo l’ingresso nella società La Multiservizi Srl come vigilantes sulla tratta ferroviaria Martina-Taranto, di pertinenza della Ferrovie Sud Est. Ricostruiti anche episodi di danneggiamento e furto dei cavi elettrici   Di  Stefania…

Leggi tutto

Taranto, clan Sambito: il capo, l’assunzione e la scalata nell’Amiu, la società per la raccolta rifiuti del Comune

DOSSIER/3 Il gip: “Rapporto confidenziale con alcuni dirigenti”. Antonio Sambito “sfruttava il potere d’intimidazione per scalare le gerarchie lavorative, arrivando a mansioni di controllo delle squadre di operai”. Le intercettazioni svelano anche che il presidente pro tempore della società si rivolge al dipendente dopo il furto della sua auto. La partecipata spiega: “Interventi speciali a sostegno dell’occupazione, archivio distrutto da un evento atmosferico nel 2015”. Nessuna richiesta del certificato penale per assumere l’uomo del clan.   Di Stefania De Cristofaro   LA SCALATA IN DIECI ANNI: IL SALTO DI LIVELLO…

Leggi tutto

Taranto, l’ombra della Scu sulle elezioni: “Sostegni al candidato di una lista civica e a una donna di Forza Italia”

Scambio elettorale: 20 euro a voto. Elezioni comunali, regionali e politiche a Taranto controllate dalla mafia DOSSIER/2 Le mani della Scu sul cinema di Puglia/Elezioni e mafia Elezioni comunali, regionali e politiche sotto il controllo della mafia: nell’inchiesta Tabula Rasa della GdFc’è anche il filone elettorale per le tornate 2017 e 2018: voti raccolti dal clan dei fratelli Sambito in favore di Filippo Illiano, in corsa per il Consiglio, poi non eletto, indagato a piede libero assieme a un dipendente comunale. Il pm: “Scambio elettorale, 20 euro a voto”. Per…

Leggi tutto

Sacra corona unita, le mani sul cinema di Puglia

DOSSIER/1 Le mani della Scu sul cinema di Puglia. Taranto, l’inchiesta “Tabula rasa” della Finanza, svela l’interesse del clan dei fratelli Antonio e Cataldo Sambito nel periodo delle riprese del film di Sergio Rubini “Il grande spirito”, prodotto da Fandango: guardiania e comparse nella mani del clan di Stefania De Cristofaro   TARANTO – Blasone mafioso anche sul set cinematografico, in occasione dei ciak per il film del regista tarantino Sergio Rubini “Il grande spirito”, girato nel capoluogo ionico, nel rione Tamburi, fra ottobre e novembre 2017. Blasone dei fratelli Antonio e Cataldo…

Leggi tutto

Colpo di scienza: “Non è Moscara l’attentatore di Afendi”

macchina di Antonio Afendi

Il colpo di scena arriva dalla scienza. La perizia sul cellulare di Moscara e sul video delle telecamere di sorveglianza, dell’ingegnera Luigina Quarta esclude che sia stato Moscara a sparare all’ “erede” del clan della scu di Augustino Potenza di Marilù Mastrogiovanni Il colpo di scena arriva dalla scienza. Depositate due perizie di parte nel procedimento che vede imputato Giuseppe Moscara, accusato del tentato omicidio di Antonio Afendi, “erede” degli affari del clan della sacra corona unita retto da Augustino Potenza, ucciso a colpi di kalashnikov il 26 ottobre del…

Leggi tutto

Mafia, come riconoscerla? Lo spiega la Cassazione

Mafia

DOSSIER. La pronuncia sul clan Fasciani di Ostia, destinata a fare giurisprudenza in tema di associazioni per delinquere: “Il metodo determina la mafiosità”. Esaminato il caso delle cosiddette mafie non tradizionali e senza nomi. Il parere di Antonio De Donno, procuratore capo di Brindisi e dei penalisti Massari e Talò Di Stefania De Cristofaro Ci sono mafie che non hanno un nome e neppure una storia alle spalle. Sfuggono alle denominazioni “note” e tradizionali di ‘cosa nostra’, ‘camorra’, ‘ndrangheta’ e ‘sacra corona unita’, ma sono di fatto associazioni per delinquere di stampo…

Leggi tutto

Casarano: la mafia che non si dice ma si fa

di Marilù Mastrogiovanni Il tentato omicidio a colpi di kalashnikov di Afendi, compagno della vedova del boss della scu Augustino Potenza traccia la pista dell’evoluzione del clan salentino     Casarano ripiomba nel terrore. In realtà dal terrore non ne è mai uscita. Un agguato mafioso ha quasi ucciso Antonio Afendi, ventottenne di origine marocchina residente a Casarano (Le). Colpito da un kalashnikov al collo e alla spalla, in via Alessandro Manzoni, non è in pericolo di vita. Ma volevano ucciderlo. La macchina usata per l’attentato è probabilmente quella trovata…

Leggi tutto

Montedoro confessa: a Casarano mi hanno chiesto i voti

Operazione “Diarchia”, nel lungo esame dinanzi al pm Guglielmo Cataldi, il boss ha parlato dei suoi rapporti con la politica locale: “Non ho ricevuto favori”   di Marilù Mastrogiovanni   Tommaso Montedoro oggi ha parlato per sei ore in collegamento dal carcere di Rebibbia, dove è detenuto. Ma i colpi di scena non sono arrivati sull’assassinio del boss Augustino Potenza, quanto su alcuni dettagli relativi ai rapporti tra il clan e la politica locale. Sull’assassinio di Augustino Potenza, boss insieme a Montedoro della “diarchia” che ha gettato “morte e terrore”…

Leggi tutto

Igeco, infiltrazioni mafiose: arriva l’interdittiva

Dopo sei anni di inchieste giornalistiche che il Tacco ha condotto su IGECO in beata solitudine, una prima grande vittoria collettiva   Interdittiva antimafia per Igeco Spa. Dopo sei anni di inchieste in solitaria, minacce, querele temerarie, richieste di risarcimento danni per centinaia di migliaia di euro, isolamento e paura. E un cambio radicale di vita. Igeco Spa è la società che in diversi Comuni del Salento ha gestito per anni il servizio di raccolta rifiuti. E’ proprietaria, insieme ai Comuni di Gagliano del Capo e Brindisi, del porto turistico…

Leggi tutto

Sacra corona di Puglia, unita grazie al silenzio generale

di Maria Grazia Mazzola e Marilù Mastrogiovanni È un’organizzazione mafiosa potente e radicata, eppure a dare ascolto ai media locali (e non solo) il problema non pare esistere Nessun si offenda – oltre che nessun dorma – per un articolo a quattro mani. L’idea è venuta grazie a Pippo Fava, assassinato 34 anni fa a Catania da Cosa Nostra. Invece di dircele tra noi le cose è meglio scriverle, ci ha suggerito: “A volte basta omettere una sola notizia e un impero finanziario si accresce di dieci miliardi; o un malefico personaggio…

Leggi tutto