Peppino, rompi le scatole anche da morto

di Marilù Mastrogiovanni Sono passati 12 anni e noi non dimentichiamo. Sei stato ammazzato nella notte tra il 14 e 15 giugno. L’arma, un coltello, non è mai stato ritrovato. Sono stati incolpati e messi in prigione due innocenti, assolti con formula piena. Un anziano cardiopatico e un adolescente di 17 anni che vogliono solo dimenticare. E’ stata utilizzata una bambina di 5 anni come testimone, per poi capire che era inattendibile perché il suo ricordo era frutto dell’elaborazione dei racconti ascoltati in famiglia. C’è una strada chiusa e mille…

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Ecolio 2, l’impianto che puzza. Di marcio

INCHIESTA/ Ecolio2 è un piccolo impianto che tratta e smaltisce reflui speciali e pericolosi. Si trova a Presicce nel Sud Salento e con Ecolio (che si trova a Melendugno, stesso Comune dove passa Tap) e Solvic di Canosa fa parte della costellazione delle imprese di Italo Forina, già rinviato a processo per traffico illecito di rifiuti nel processo Petrolgate. Da tempo i cittadini si oppongono al suo ampliamento, perché subiscono esalazioni nauseabonde che rendono l’aria irrespirabile. Seguendo la scia della puzza abbiamo trovato qualche verità e tante domande senza risposta.…

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DEA ossigeno, non c’è due senza tre

Terza acquisizione di documenti da parte delle Fiamme gialle presso la Asl di Lecce. L’indagine punta a fare luce sulla gestione dell’emergenza e sugli appalti pubblici di Marilù Mastrogiovanni   Non c’è due senza tre. Le Fiamme gialle coordinate dal colonnello Di Sabato hanno acquisito per la terza volta nuova documentazione relativa alla modifica dell’impianto di fornitura di gas medicali del Dea di Lecce. Il Dipartimento per l’emergenza, nato come polo indipendente rispetto all’ospedale Vito Fazzi, grazie alla realizzazione di una “bretella” di collegamento dei tubi di ossigeno, né è…

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Clan Sambito, a Taranto traffico di droga sotto copertura: contatti nel mercato della frutta. Cessioni anche alla troupe del film

DOSSIER/5 Il capo del gruppo, Antonio Sambito, sfruttava la qualifica di coordinatore degli operatori ecologici della municipalizzata Amiu e organizzava forniture e consegne quando raggiungeva il sito Me.Ta. Fornitori dalla Calabria. Prezzo all’ingrosso: da 1.300 euro al chilo per l’hashish a 35mila euro per la cocaina. Ricostruita anche la consegna di fumo chiesta dal regista Rubini.   Di Stefania De Cristofaro   LA CESSIONE DI HASHISH AD ALCUNI COMPONENTI DELLA TROUPE DEL FILM IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI LE INTERCETTAZIONI: “COMBÀ, CON QUESTO PUOI FUMARE 7-8 MESI” IL COSTO DELL’HASHISH:…

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Clan Sambito, quando la mafia di Taranto procura posti di lavoro. E chiede parte dello stipendio

DOSSIER/4 L’inchiesta Tabula Rasa della Dda, delegata alla Finanza, ha ricostruito anche l’interesse dei fratelli Antonio e Cataldo Sambito, ritenuti a capo del gruppo, nella ricerca di posti di lavoro per gli affiliati: in cambio pretendevano che una quota della retribuzione fosse girato al gruppo. Il caso di Claudio Pugliese e del versamento di 500 euro su 1.300 dopo l’ingresso nella società La Multiservizi Srl come vigilantes sulla tratta ferroviaria Martina-Taranto, di pertinenza della Ferrovie Sud Est. Ricostruiti anche episodi di danneggiamento e furto dei cavi elettrici   Di  Stefania…

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Dea Lecce, ossigeno: illegalità diffusa, continuano i lavori eseguiti senza contratto

IGS, lavori senza contratto

INCHIESTA/Il tubo per la fornitura di gas medicali dal Fazzi al DEA, è stato realizzato senza progetto e senza autorizzazione. Ora, viene riparato da una ditta senza contratto L’emergenza è finita, ma l’illegalità alla Asl di Lecce continua. Oggi infatti la ditta IGS ha eseguito lavori sui tubi che portano i gas medicali dall’ospedale Vito Fazzi al DEA, il dipartimento dell’emergenza. Si tratta di lavori eseguiti senza alcun progetto autorizzato con delibera o determina della Asl. La ditta inoltre non ha alcun contratto, e dunque non ha alcun titolo a…

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Taranto, clan Sambito: il capo, l’assunzione e la scalata nell’Amiu, la società per la raccolta rifiuti del Comune

DOSSIER/3 Il gip: “Rapporto confidenziale con alcuni dirigenti”. Antonio Sambito “sfruttava il potere d’intimidazione per scalare le gerarchie lavorative, arrivando a mansioni di controllo delle squadre di operai”. Le intercettazioni svelano anche che il presidente pro tempore della società si rivolge al dipendente dopo il furto della sua auto. La partecipata spiega: “Interventi speciali a sostegno dell’occupazione, archivio distrutto da un evento atmosferico nel 2015”. Nessuna richiesta del certificato penale per assumere l’uomo del clan.   Di Stefania De Cristofaro   LA SCALATA IN DIECI ANNI: IL SALTO DI LIVELLO…

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Taranto, l’ombra della Scu sulle elezioni: “Sostegni al candidato di una lista civica e a una donna di Forza Italia”

Scambio elettorale: 20 euro a voto. Elezioni comunali, regionali e politiche a Taranto controllate dalla mafia DOSSIER/2 Le mani della Scu sul cinema di Puglia/Elezioni e mafia Elezioni comunali, regionali e politiche sotto il controllo della mafia: nell’inchiesta Tabula Rasa della GdFc’è anche il filone elettorale per le tornate 2017 e 2018: voti raccolti dal clan dei fratelli Sambito in favore di Filippo Illiano, in corsa per il Consiglio, poi non eletto, indagato a piede libero assieme a un dipendente comunale. Il pm: “Scambio elettorale, 20 euro a voto”. Per…

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Sacra corona unita, le mani sul cinema di Puglia

DOSSIER/1 Le mani della Scu sul cinema di Puglia. Taranto, l’inchiesta “Tabula rasa” della Finanza, svela l’interesse del clan dei fratelli Antonio e Cataldo Sambito nel periodo delle riprese del film di Sergio Rubini “Il grande spirito”, prodotto da Fandango: guardiania e comparse nella mani del clan di Stefania De Cristofaro   TARANTO – Blasone mafioso anche sul set cinematografico, in occasione dei ciak per il film del regista tarantino Sergio Rubini “Il grande spirito”, girato nel capoluogo ionico, nel rione Tamburi, fra ottobre e novembre 2017. Blasone dei fratelli Antonio e Cataldo…

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Acque chiare, costa devastata: 223 famiglie vittime, ma nessuno paga

Acqua chiare villaggio Brindisi

Lottizzazione abusiva sulla costa di Brindisi: 223 famiglie vittime incolpevoli. Condanne in appello ma reati prescritti. L’immenso villaggio costruito in zona agricola ridotto ad uno scheletro. Nessun ordine di demolizione. Il danno e la beffa del corto circuito di una giustizia ingiusta perché lenta. Tutto scritto dalla Cassazione e dalla CEDU   Di Stefania De Cristofaro   BRINDISI – Fine di un incubo. Sulla parete della cucina di una villetta del villaggio Acque Chiare, c’è ancora il calendario di 12 anni fa. La pagina è di maggio 2008: l’inizio dell’odissea penale…

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