SCU, gli ultimi verbali dell’aspirante pentito Andrea Romano: proposta di affiliazione al clan ‘ndrangheta Bellocco-Olivieri, affari con leccesi

DOSSIER 2/L’ASPIRANTE PENTITO ANDREA ROMANO/I legami con la ‘ndrangheta, il canali di approvigionamento della droga, il ruolo decisivo di alcuni agenti penitenziari. Andrea Romano, aspirante pentito: “La ‘ndrangheta voleva darmi la carica di mamma santissima”. Romano ha svelato ai pm della Dda salentina i contatti con il nipote di Umberto Bellocco, detto “Assu i mazzi”, di Rosarno, ritenuto storico capo dell’omonima cosca della ‘ndrangheta. La droga? Arriva da “Spagna, Grecia e Albania”. Nell’interrogatorio del 31 marzo scorso rivela il ruolo di alcuni agenti penitenziari: “Agevolavano i miei incontri in carcere…

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Mafia, tutte le confessioni dell’aspirante pentito Andrea Romano: in carcere comunicavano attraverso tubature dei lavandini

DOSSIER 1/L’ASPIRANTE PENTITO ANDREA ROMANO/La Dda di Lecce ha depositato copia del verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione del brindisino, all’ergastolo per l’omicidio di Cosimo Tedesco, avvenuto il primo novembre 2014, e di recente condannato a 20 anni per mafia e droga, senza lo sconto di pena per chi passa dalla parte dello Stato. Le dichiarazioni sono state rese nel corso di 12 interrogatori dal 18 dicembre 2020 al 6 giugno scorso, nell’ambito dell’inchiesta “Old generation”: “Avevo la dote di crociata, superiore a padrino, facevo parte del gruppo di fuoco,…

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Carovigno, infiltrazioni SCU nelle elezioni comunali 2018: imputato ex sindaco con altri otto

Il gup di Lecce ha disposto il rinvio al giudizio del tribunale per Massimo Lanzillotti, ex primo cittadino, eletto per una decina di voti, con il sostegno di una coalizione di centrosinistra, per l’ex presidente del consiglio, Francesco Leoci e per l’ex presidente del consorzio di gestione di Torre Guaceto, Elio Lanzillotti: sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, la frangia locale della Sacra Corona Unita ritenuta riconducibile ai fratelli Andrea, Giovanni e Cosimo Saponaro, interessati alla gestione dell’area parcheggio della riserva naturale. L’inchiesta della Dda mise in evidenza…

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Inchiesta sull’ex procuratore di Taranto: accordi corruttivi e lobbying per la nomina

Il gip di Potenza ha ricostruito la ragnatela attorno all’ex magistrato Carlo Maria Capristo: a conclusione dell’incarico a Trani accetta il contributo dell’avvocato siciliano Piero Amara, già consulente Eni, per raccomandare il suo nome in cambio dello stabile asservimento agli interessi personali del legale interessato a incarichi conferiti da Ilva in Amministrazione straordinaria. Relation man del professionista è considerato il poliziotto Filippo Paradiso che si attiva su piani politici, giudiziari e imprenditoriali. Ricostruito anche il cosiddetto complotto Eni ai danni di De Scalzi. La procura precisa: Nessuna indagine sulla liceità della condotta di alcuni componenti del Csm

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Ilva, ex procuratore Capristo sotto accusa: “Condotte strumentali agli interessi dell’acciaieria”

DOSSIER CAPRISTO&ILVA /1/ Il gip del tribunale di Potenza:“Non vi è dubbio che abbia assecondato e portato a conclusione le trattative per il patteggiamento proposto nell’inchiesta Ambiente svenduto”. In quel periodo l’ex magistrato, indagato per corruzione in atti giudiziari, era a capo della Procura di Taranto e per l’accusa ha garantito un “riposizionamento” dell’ufficio nei confronti della società rispetto al suo predecessore. A supporto della tesi, le dichiarazioni del commissario Enrico Laghi, della pm Giovanna Cannalire e di Angelo Loreto avvocato della persona giuridica Ilva in As. La difesa: “Pronti…

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Traffico di rifiuti dalla Campania al Salento: “lo schifo” all black, tutto nero

DOSSIER/1. Arrivata a conclusione l’inchiesta All Black della Dda salentina: 10 in carcere e 3 ai domiciliari con braccialetto elettronico: rischiano il processo anche gli altri a piede libero. Il gip:“Dalle intercettazioni emerge vicinanza del tarantino Roberto Scarcia ad ambienti della malavita organizzata anche calabrese”. Tra il 2018 e il 2019 le province di Lecce e Taranto teatro di numerosissimi episodi di smaltimento di scarti anche pericolosi, criminosamente sversati sul terreno e in alcuni casi tombati o dati alle fiamme, in spregio delle più elementari regole di rispetto dell’ambiente, a…

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“Ho speso 30mila euro e mi sono comprato il giudice”: in carcere gip e avvocato

DOSSIER. Il magistrato Giuseppe De Benedictis è accusato di corruzione in atti giudiziari con aggravante mafiosa per aver ricevuto denaro allo scopo di concedere i domiciliari ai clienti del penalista Giancarlo Chiariello, tra i quali c’erano indagati per mafia. Intercettazioni audio e video nella stanza del tribunale, somme da 4mila a 30mila euro. Il denaro nelle prese elettriche dell’abitazione. Accuse già mosse nel 2012 dal collaboratore di giustizia Matteo Tulimiero e riferite a febbraio 2020 da Domenico Milella. Il magistrato ha ammesso gli addebiti. Il difensore: “E’ uscito da un…

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Mafia, “Alta tensione”, tornano i riti d’iniziazione: la croce incisa sulla spalla con una lametta

DOSSIER/2 Nell’inchiesta Alta tensione della Dda, i verbali di Filippo Cucumazzo, 47 anni, sotto protezione dopo aver confessato di aver ucciso a colpi di pistola Fabrizio Andolfi, 33 anni, il 14 gennaio 2018: “Ascoltavo i comandi di Vincenzo Anemolo, se dicevo no dovevo essere chiamato villacchione, non mi dava più da mangiare”. Ha riferito ai pm anche di aver ricevuto “un innalzamento nel grado di camorra, con l’attribuzione della sesta”: alla cerimonia, oltre al boss, “c’era Francesco Cascella come esecutore materiale dell’incisione della croce sulla schiena, con una lametta, all’altezza…

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Bari, guerra tra clan mafiosi e omertà: è “alta tensione”

DOSSIER/1 “Alta tensione”, l’ultima inchiesta della Dda del capoluogo regionale ricostruisce l’omicidio avvenuto la sera del 14 gennaio 2018, anche grazie alla recente collaborazione di Filippo Cucumazzo: ha ammesso di aver sparato e ucciso Fabrizio Andolfi perché era passato dagli Anemolo ai Capriati. Per il gip la sua “resa delle armi” è autentica: già trasferito ai domiciliari in una località protetta. Ruolo di mandanti contestato a Vincenzo Anemolo, ritenuto boss della zona, e Francesco Cascella   BARI – “Se non ammazzi, non sei boss. Quella è una guerra, è la…

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Giudice arrestato, minacce ai genitori di un bimbo disabile per avere 150mila euro

DOSSIER/2 A Brindisi, negli uffici della Finanza, il racconto in lacrime della coppia: “Il giorno più brutto della nostra vita, disse che ci avrebbe tolto nostro figlio perché conosceva tutti, sindaco, assessori e gente della criminalità. Abbiamo pagato, dopo aver ottenuto il risarcimento danni dalla Asl. Che avreste fatto al posto nostro? Voleva che comprassimo una piccola casa in Grecia, in modo che venendo lui con la sua barca a vela, poteva attraccare e fare una sosta ” Di Stefania De Cristofaro BRINDISI – “Crudeltà gratuita” e “compiacimento” nel caso…

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