Briciole di quarantena
L’idea è questa: proviamo a raccogliere i pensieri, per come riusciamo, per come possiamo.
Siamo tutti scollegati, eppure connessi. Ciascuno chiuso in casa propria, ma quella casa poi pian piano la sta aprendo al mondo. I racconti sono frammentati: sui social, in tutte le forme, sui mezzi d’informazione, che stillicidiano dati e previsioni.
Serve l’arte, serve la poesia, serve il racconto, servono altre parole, per restituirci il senso di quello che sta accadendo.
E il senso non sempre, non necessariamente, è restituito da una narrazione lucida, con un inizio, una fine, un eroe, un antieroe, poi l’ostacolo, poi il superamento dell’ostacolo, poi la vittoria finale e l’epilogo.
Forse la struttura sta da un’altra parte.
Dobbiamo cercarla.
Proviamoci.
Proviamo a mettere insieme i pezzi di questa nostra frantumazione. Di questa nostra alienazione condivisa. Un’alienazione condivisa. 
Siamo tutti nelle stesse condizioni e tutti in modi diversi.
Siamo briciole, ma insieme possiamo essere pane, e lievitare.
Siamo briciole di quarantena. Raccontiamoci. Scriviamo col cuore, magari troveremo il senso e lo metteremo in un libro. O forse servirà solo a sentirci parte di una comunità, un progetto condiviso. 
Come fare?
Dovete pubblicare sul vostro profilo Instagram e Facebook associando alla vostra poesia, racconto, pensiero, foto, video, disegno, illustrazione l’hashtag #briciolediquarantena, taggando  @ilTaccoditalia (per Facebook) e @ilTaccoditalia_inchieste (per Instagram). Va bene qualunque forma artistica. Vanno bene anche video di voi che parlate, che danzate, che semplicemente fissate la telecamera. Fate quello che vi va. L’importante che sia una briciola di quarantena, un pezzo del vostro vissuto.
Il Tacco lo pubblicherà automaticamente sulla propria home page. 
E vedremo che cosa ne viene fuori. Un mosaico di noi. Il nostro ritratto ai tempi del covid19.
#Briociolediquarantena @ilTaccoditalia @ilTaccoditalia_inchieste

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Marilù Mastrogiovanni

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