La SIOT promuove la diagnostica dell’Osteoporosi REMS

La società scientifica degli Ortopedici italiani organizza tre seminari a Roma, Torino e Bari per illustrare le caratteristiche della tecnologia sviluppata dall’azienda biomedica italiana Echolight, spin-off del CNR di Lecce

Roma, Torino e Bari sono le tre tappe scelte dalla SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) per spiegare le caratteristiche delle nuova tecnologia REMS che, attraverso una scansione ecografica basata su ultrasuoni e senza radiazioni, consente la diagnosi precoce e non invasiva dell’osteoporosi, malattia subdola perché silente non essendoci campanelli d’allarme. I workshop si svolgeranno tra ottobre e novembre prossimi e sono rivolti ai medici ortopedici (la partecipazione è gratuita).

REMS è l’acronimo di Radiofrequency Ecographic Multi Spectrometry: la tecnologia è stata brevettata dall’azienda biomedica italiana Echolight, spin-off del CNR di Lecce e a ottobre 2021 è stata inserita nelle Linee Guida Ministeriali sulla Diagnosi, Stratificazione del Rischio e Continuità Assistenziale delle Fratture da Fragilità, dopo che l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha validato i risultati del lavoro svolto da otto società scientifiche con il contributo di 16 associazione di pazienti.

In questo percorso, SIOT ha svolto il ruolo di capofila con l’obiettivo di arrivare alla stesura di un manuale di facile consultazione per la gestione delle fratture da fragilità.

“Le Linee Guida REMS hanno valore di codice univoco per rendere omogenea l’attività clinica e hanno riconosciuto REMS come best practice”, dice il presidente della SIOT, Prof. Paolo Tranquilli Leali “SIOT per illustrare le caratteristiche e le modalità di svolgimento dell’esame con REMS ha organizzato tre seminari, scegliendo altrettanti capoluoghi italiani, in modo tale da coprire nord, centro e sud Italia”, spiega.

Il primo workshop su REMS si svolgerà il 7 ottobre a Roma presso il Policlinico Universitario Tor Vergata e sarà tenuto dal Prof. Umberto Tarantino; il secondo è in programma  il 10 ottobre a Torino presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Città della Salute e della Scienza, con il Prof. Alessandro Massè e l’ultimo si svolgerà il 4 novembre a Bari presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico con il Prof. Biagio Moretti. Tutti i seminari avranno inizio alle 14 e si concluderanno alle 18.

I tre workshop sono inseriti nel progetto della SIOT “Primum non tacere” nato per migliorare il rapporto tra medici e pazienti, messo a dura prova durante il periodo della pandemia per la diffusione del Covid-19. “Nello spirito del progetto, la dimostrazione dell’esame con REMS non sarà effettuata su modelli o modelle come avviene generalmente, ma dagli stessi ortopedici partecipanti sui propri colleghi”, sottolinea il presidente della società scientifica.

La tecnologia REMS è il primo metodo al mondo che, attraverso una scansione ecografica basata su ultrasuoni, senza l’impiego di radiazioni ionizzanti, fornisce informazioni per valutare lo stato di salute dell’osso”, spiega l’ingegnere Sergio Casciaro, CEO e founder della società Echolight SpA, nata nel 2010 per sviluppare nuove tecnologie diagnostiche non invasive per la caratterizzazione dei tessuti tumorali senza eseguire biopsie. “La scansione ha per oggetto i siti anatomici assiali, come colonna e femore, rispetto ai quali viene misurata la densità minerale. In questo modo è possibile avere una carta d’identità dell’osso per i pazienti di tutte le età”, sottolinea. “La tecnologia permette di sovra campionare in 20 secondi il sito osseo acquisendo matrici e si crea la base statistica per avere l’informazione diagnostica sulla salute delle ossa”, conclude.

“In questo modo la tecnologia permette al medico di verificare se il paziente sia affetto da Osteoporosi e conoscere la qualità delle ossa”, evidenzia la direttrice clinica di Echolight, la dottoressa Paola Pisani. “Poiché lo svolgimento dell’esame con REMS non comporta radiazioni, non è necessario avere la disponibilità di un ambiente protetto e questo permette di sottoporre a visita il paziente dovunque si trovi, a letto, nel caso sia immobilizzato, o presso il suo domicilio”, aggiunge. “L’esame, inoltre, proprio perché non impiega radiazioni, può essere eseguito anche su pazienti pediatrici, sui fragili e sulle donne in gravidanza abbracciando la popolazione in toto ai fini dello screening in chiave preventiva”.

Lo scorso mese di giugno, da uno studio indipendente di Health Technology Assessment (HTA) effettuato dalla SDA Bocconi, è emerso che l’impiego di REMS rispetto alla tradizionale densitometria ossea “garantirebbe significativi risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale”. L’analisi dei costi ha riguardato sia quelli correnti per ciascuna prestazione diagnostica, sia quelli una tantum legati all’acquisto del device e alla formazione del personale sanitario.

La tecnologia, inoltre, ha ricevuto dall’Associazione Italiana Ingegneri clinici (AICC) il premio come “Migliore lavoro” nella categoria “Applicazione innovative di bioingegneria” per “Prevenzione e diagnosi precoce delle fratture da fragilità”. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito del congresso AICC che si è svolto a Riccione, sulla base delle valutazioni della giuria guidata da Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe.

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