Kiev, più abbracci meno armi

DIARIO DI PACE / 5

di Marilù Mastogiovanni

Angelo Moretti, racconta un po’ come è nata questa chiamata, non alle armi, ma agli abbracci: “E’ un progetto che nasce dalla cittadinanza attiva, non nasce da una rete che fa questo  per mestiere, siamo tutti cittadini attivi che hanno detto una cosa semplice: non possiamo stare a guardare.

Siamo qui, per due motivi:

perché non abbiamo il “potere” ma la volontà e la possibilità di aumentare il “tuo” potere con la nostra presenza.

E seconda cosa: siamo qui perché è una guerra che accade in Europa, quindi questa guerra. . .

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