Seconda giornata nazionale dell’ortopedia e traumatologia e primo report su iniziativa a favore dei profughi ucraini

Venerdì 3 giugno, dalle 11:00 alle 14:00, presso la sede SIOT di Via Nicola Martelli 3 a Roma, presenteremo la Seconda Giornata Nazionale dell’Ortopedia e Traumatologia, evento patrocinato dal Ministero della Salute che si svolgerà l’indomani in tutta Italia.
Dopo il successo della prima giornata (il 4 giugno 2021) dedicata al tema della resilienza e della ripartenza post pandemia (http://siot.it/wp-content/uploads/2021/06/RASSEGNA-STAMPA-SIOT-giornata-Ortopedia-min.pdf), la Società Scientifica degli Ortopedici italiani ha deciso di dedicare questa 2a “giornata” del 4 giugno 2022 al miglioramento della comunicazione tra medico e paziente, nell’ambito del progetto “Primum non Tacere”.
Interverranno:


• Prof. Paolo Tranquilli Leali (Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – SIOT),
• Prof. Alfredo Schiavone Panni (Presidente dell’Accademia Universitaria di Ortopedia e Traumatologia –
AUOT),
• Dott. Vincenzo Caiaffa (Presidente Ortopedici Traumatologi Ospedalieri D’Italia – OTODI)
• Prof. Rocco Papalia (Presidente Società Italiana Chirurghi Ortopedici dell’Ospedalità Privata – SICOOP)


i quali presenteranno i dettagli della campagna di sensibilizzazione, che riguarda non solo gli Ortopedici ma tutta la categoria dei Medici, e che si struttura in: corsi di formazione a distanza, elaborazione di un sondaggio tra gli specialisti (survey), un vademecum con consigli pratici per i medici, campagna sui social network, il potenziamento del servizio di consulenza gratuito per i pazienti “[email protected]”, una tavola rotonda tecnica che si terrà nel corso del congresso nazionale di novembre 2022 e il premio Albero d’Oro SIOT che, sempre nell’ambito del congresso, sarà assegnato a due personalità che si sono distinte per migliorare la relazione medico-paziente.
La conferenza stampa sarà anche l’occasione per fare un punto della situazione sull’altra iniziativa della SIOT a favore dei profughi ucraini, con numerosi bambini, donne e anziani in fuga dalla guerra già in cura presso diverse Cliniche ortopediche nazionali.

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