Perché lo smart-working va in pensione e in che modo il mondo del gaming poteva essere d’ispirazione

Quando un anno fa cominciava la seconda ondata di Covid, i dubbi erano pochi: tutto digitale così come aveva voluto la prima ondata, tutto elettronico e tutto a distanza. In primis il lavoro, in un lungo processo di “industria 5.0”. Ma con la fine dell’emergenza pandemica, che ormai pare essersi definitivamente avviata, la storia cambia ancora e risulta essere diversa.

Esemplare, in questo senso, quanto sta accadendo a New York. Il lavoro fisico, “in presenza” per capirci, pare essere in serio pericolo. Professionisti e migliaia di dipendenti infatti stanno ritornando alla normalità e alla routine d tutti i giorni, al tamtam mattutino e all’alternanza dei turni. Ma non tutti sono pronti ed anzi, molti erano disposti anche ad un taglio in stipendio pur di vivere una vita lavorativa più flessibile e gestibile da questo punto di vista. Insomma, puntare tutto sulla transizione digitale. Lo smartworking e la rivoluzione che ne poteva conseguire, per ora, sembrano dover andare in pensione.

Anche nel mondo della pubblica amministrazione italiana, infatti, la “vecchia” normalità sta riprendendo gli spazi che il Covid aveva improvvisamente sottratto. Ci si aspettava, in questo senso, una direzione indicata dai governi nazionali: la nuova realtà, tangibile, creata dal Covid, aveva bisogno di essere indirizzata. Lo smart-working invece è stato bistrattato come se fosse un prodotto del Covid e quindi riciclabile alla prima occasione utile. Un esperimento socio-economico non valorizzato forse a sufficienza, come invece avvenuto in altri settori che oggi sono considerabili interamente online.

Il più importante è quello dei migliori casinò online italiani. Il settore del gioco è popolarissimo in Italia, come testimoniano i dati e le entrate del Fisco.  Si può dire che questo ramo dell’industria sia divenuto predominante e che abbia basato tutto il suo successo interamente sul fronte digital. Pronto ad essere impreziosito anche dall’avvento della Rete 5G. A ben guardare il settore online del gaming avrebbe potuto dare non pochi spunti per un futuro diverso e per una vera “nuova” realtà  post-pandemica.

Nel settore confluiscono tutte le migliori innovazioni dell’ultimo decennio, non ultime quelle legate ai dispositivi tecnologici come pc, tablet e soprattutto smartphone. Internet e la rete in generale hanno permesso a milioni di giocatori di potersi connettere giorno e notte senza spostarsi, in un momento in cui lo spostamento era considerato fin troppo dannoso.

Dal punto di vista dei lavoratori, che in questo caso sarebbero gli operatori del settore, il tutto è stato semplificato e migliorato grazie anche all’immediatezza disponibile per i mezzi. Settore un po’ fisico, un po’ digitale. Che ha vinto una sfida impegnativa, guardando avanti. Senza il pericolo di tornare indietro, come pare stia facendo il mondo.

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