Life After Oil International Film Festival, a Brindisi la rassegna su ambiente e diritti umani

Il sindaco Riccardo Rossi: <<Siamo protagonisti del dibattito sulla transizione energetica che vedrà la decarbonizzazione della centrale termoelettrica Enel Federico II>>. Maurizio Portaluri, Medicina Democratica: <<Dopo lo studio “Sentieri” sugli effetti dell’inquinamento, c’è stato un calo d’interesse, sarebbe il caso di verificare cosa è successo ad oggi>>.

BRINDISI – Life after oil. La vita dopo il petrolio e più in generale dopo le fonti combustibili. I temi ambientali e i diritti umani sono al centro del Life After Oil International Film Festival 2021, la rassegna cinematografica internazionale giunta all’ottava edizione che, per la prima volta, approda in Puglia e arriva a Brindisi, città che per il suo vissuto industriale figlio di una politica concepita negli anni Sessanta, ha molto da raccontare e da rivendicare, partendo dal voler essere protagonista della transizione ecologica.

Il direttore Massimiliano Mazzotta: Il festival nasce dopo 2 inchieste

L’evento è stato presentato oggi nella sala università di Palazzo Nervegna, a Brindisi, dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; dalla presidente della Fondazione Apulia Film Commission Simonetta Dellomonaco; dal direttore artistico Massimiliano Mazzota; dalla direttora della testata Il Tacco d’Italia, Marilù Mastrogiovanni, giornalista pugliese e presidente della giuria del premio mondiale Unesco per la libertà di stampa “Guillermo Cano” e dal rappresentante dell’associazione Medicina Democratica, Maurizio Portaluri. 

La rassegna è nata nel 2014 su iniziativa del documentarista Massimiliano Mazzotta, leccese d’origine e sardo d’adozione e si svolgerà il 17 e il 18 settembre nella città adriatica. La seconda parte dell’evento sarà ospitata a Villanovaforru, paese della provincia del Sud Sardegna, dal 22 al 26 settembre. Mazzotta è il direttore dell’evento.

“Il festival nasce dopo 2 inchieste che ho fatto sulla società Saras della famiglia Moratti, il primo chiamato Oil e il secondo dopo che morirono nella raffineria tre ragazzi il 26 maggio 2009 e Life after oil è non solo la mia vita dopo quei lavori, ma quella di tutti quanti noi se vogliamo pensare a un’alternativa vera su cosa sarà la nostra vita dopo”, racconta. Non è stata semplice la vita del regista perché dopo il lavoro cinematografico ci sono state denunce con diffida alla proiezione del film. Il lungometraggio ha vinto il premio come miglior documentario italiano e la menzione speciale di Legambiente CineAmbiente 2009. Ed è finito anche sotto lo zoom del Garante della Privacy, come si legge nella biografia di Mazzotta, ottenendo il semaforo verde la diffusione perché il lavoro è stato definito di interesse nazionale.

“Il cinema può essere un modo per riflettere su cosa sarà il nostro futuro dopo le fonti combustibili fossili e offrire, quindi, il suo contributo”, sottolinea.

Con l’ottava edizione si realizza in tal modo un abbraccio virtuale fra due realtà che, seppur distanti dal punto di vista geografico, hanno una serie di punti in comune guardando all’industria e al suo sviluppo e alle iniziative civiche per chiedere il rispetto della vita e dell’ambiente, tematiche che la regista brindisina Valentina Pedicini, scomparsa il 20 novembre 2020, ha portato nel suo cuore e sugli schermi. In Sardegna, infatti, volle girare il film dal titolo “Dal profondo”, per raccontare la realtà del Sulcis. Alla regista sarà dedicato il premio al miglior mediometraggio della sezione “Diritti umani”.

La presidente di Apulia Film Commission: “La transizione ecologica è urgenza della nostra società”.

“Sono infinite le connessioni possibili tra il tema centrale di Life after oil, le politiche regionali in tema di ambiente e il luogo che ospita la manifestazione, Brindisi”, dice la presidente della Fondazione Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco. “La transizione ecologica è già un’urgenza della nostra società e una manifestazione che mette al centro questa tematica non può che avere il sostegno di Apulia Film Commission e della Regione Puglia”, sottolinea.

“Una manifestazione speciale, che utilizza il cinema come mezzo per una comunicazione importante perché permette la sensibilizzazione della popolazione ai grandi temi dell’attualità attraverso l’audiovisivo. Ed è questa è una strada che stiamo percorrendo già da qualche anno: lo abbiamo fatto attraverso progetti come il Social Film Fund, ma anche collaborando con istituzioni come l’Aress e la Protezione Civile”, conclude.

Il sindaco di Brindisi: “Decarbonizzazione per la centrale Enel”.

“Il festival è un’occasione importante per aumentare la consapevolezza di ognuno di noi rispetto alle condizioni sociali e ambientali e per immaginare assieme nuove strade”, dice il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi.

“La nostra città ha vissuto un grande processo industrializzazione che è partito negli anni 60”, ricorda il primo cittadino. “Ma quel processo oggi ci consegna danni ambientali e al tempo stesso una necessaria riflessione su quel che sarà dopo: ci deve essere salvaguardia della vita e dell’ambiente e c’è bisogno di ripensare a un mondo dopo i fossili e la plastica che stanno destando preoccupazione. Questa è appunto una fase di transizione”, prosegue. “Le industrie pesanti hanno inquinato il nostro territorio, il paesaggio naturale e hanno avuto gravi ricadute anche sulla salute dei cittadini. È un destino che conoscono bene in Sardegna. A Brindisi, siamo protagonisti del dibattito sulla transizione energetica che vedrà la decarbonizzazione della centrale termoelettrica Federico II”, aggiunge riferendosi al futuro prossimo del sito Enel che si trova a Cerano.

Medicina Democratica: “Con il petrolio non possiamo andare avanti, necessarie nuove indagini epidemiologiche”

 “Con il petrolio non potremo andare avanti”, ribadisce Maurizio Portaluri, di Medicina Democratica. “Il cinema è uno strumento di conoscenza immediata. “Medicina Democratica ha contributo alla realizzazione di un docu-film a Manfredonia, sito di interesse nazionale per le bonifiche come Brindisi, dove vorremmo realizzarne uno sulla situazione ambientale”, dice Portaluri. “A Taranto siamo presenti nel processo Ambiente svenduto sull’ex Ilva, così come è avvenuto a Manfredonia con riferimento all’incidente avvenuto ormai 45 anni fa”, prosegue.

Quanto al futuro dell’acciaieria tarantina, al centro del dibattito nazionale, Portaluri rimarca la necessità di una proposta in grado di coniugare i temi del lavoro e della salute, entrambi di rango costituzionale.

“Solo un lavoro interdisciplinare con contributi di conoscenza e di saperi potrà produrre una proposta che tenga conto delle esigenze del lavoro e della salute”, dice. “In Puglia, sugli effetti dell’inquinamento, c’è stato uno studio, peraltro molto apprezzato, anche se tace su alcuni aspetti che si era ripromesso di indagare, come le gravidanze abortive, mi riferisco allo studio Forastiere, ma dopo osserviamo un calo dopo l’interesse delle istituzioni e della popolazione”, osserva Portaluri. “ A Brindisi, per esempio, è fermo dal 2013: sarebbe interessante capire cosa è successo nel frattempo e indagare sugli effetti”, rimarca facendo riferimento ai risultati dello studio di coorte sugli effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali della popolazione residente in Puglia, con particolare riferimento alle aree industriali (Brindisi e Taranto).

Le opere in concorso: 7 sezioni dedicate all’ambiente e ai diritti umani

Sono 7 le sezioni competitive dell’edizione del festival: lungometraggi ambiente, cortometraggi ambiente, mediometraggi diritti umani, cortometraggi diritti umani, world panorama, animazioni, sperimentali. Le proiezioni si terranno a Brindisi tra il cinema Arena Eden in viale Francia e il cinema Teatro Impero in via De’ Terribile e Villanovaforru in piazza Costituzione(in caso di maltempo CAS Centro di accoglienza straordinaria Hotel I Lecci Viale del Rosmarino).

Quattro i film nella sezione dei lungometraggi sui temi ambientali: due si concentrano sul rapporto tra l’uomo e la terra e un modo coltivare tradizionale e sostenibile: Earth Muted”, girato in Cina dagli svedesi Asa Ekman, Mikael Kristersson e Oscar Hedin, e il peruviano “Mothers of the land” firmato da Alvaro e Diego Sarmiento. In concorso anche “Ophir” di Alexandre Berman e Olivier Pollet sulla rivolta indigena in Papua Nuova Guinea e “Inferno in paradiso” (anteprima italiana) di Tiziana Caminada sul contrasto tra bellezza e inquinamento nel Salento. Compongono la giuria il regista e docente di documentario Lorenzo Hendel, il critico cinematografico Giampiero Raganelli, il giornalista Pietro Dommarco.

La sezione dedicata ai mediometraggi sui diritti umani

Tra i film iscritti nella sezione, pensata sia per lunghi sia per mediometraggi, i selezionatori hanno scelto soltanto lavori che per durata rientrano nella seconda categoria. Per questo motivo sarà una sfida tra 4 mediometraggi quella del concorso riservato alle opere che per tema fanno parte della sezione. Da “Bedu Beddna Naiesh” di Tekla Taidelli che ripercorre la storia dei beduini, al lavoro di archivio sulle miniere del Sulcis fatto da Daniele Atzeni con “Inferru”, dall’indagine sulla rete WikiLeaks proposta da Luc Hermann, Nicolas Vescovacci e Paul Moreira con “Julian Assange: The Price of Truth” (anteprima italiana) al documentario “The Lost Kids of Kalahari” di Niccolò Bruna sulla scuola come speranza per i giovani delle comunità africane. I tre giurati della sezione sono il regista Michael Niermann, la produttrice Barbara Conforti, lo scienziato Annibale Biggeri.

La sezione dedicata i cortometraggi sull’ambiente

Sono 9 i brevi film che fanno parte della sezione corti dedicati alle problematiche ambientali. Tra questi “Il muro bianco” di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi che affronta in versione fiction il tema della presenza di amianto nelle scuole italiane, “It’s look sunshine” del coreano Kim Seunghwan che racconta una storia dove viene sottolineata l’emergenza causata dalla plastica in mare, “Padenti” del sardo Marco Antonio Pani sulla raccolta del sughero, il documentario “The waste on the hills” girato da Himawan Pratista in una discarica in Indonesia. La giuria è formata dalla giornalista Valeria Serra, il regista Andrea Mura e la critica cinematografica Adriana Rosati.

La sezione dei cortometraggi dedicata ai diritti umani

Sono 8 lavori della sezione corti sui diritti umani. Dei numerosi brevi film visionati la commissione di selezione ha deciso di portare in concorso, tra gli altri, il documentario “Pugni Chiusi – Il Pugilato in Carcere” di Alessandro Best che segue la vicenda di alcuni detenuti del carcere milanese di Bollate e della loro voglia di riscatto attraverso il pugilato, la fiction “Batyr” della regista kazaka Yelena Lissassina che racconta una dura storia di violenza sulle donne, e il mockumentary “Cracolice” di Fabio Serpa sul traffico dei rifiuti in un paesino sulla costa del Mar Tirreno. A scegliere il migliore tra questi film saranno il giornalista Luca Mirarchi, il fotoreporter Gabriele Torsello e Carlotta Lucato, direttrice del Posada Film Fest.

La sezione dedicata alle animazioni

Sempre belle sorprese regala il linguaggio dell’animazione al quale il festival dedica una sezione specifica. Nella selezione si trovano lo svizzero “Heart Food” di Muharrem Hakan Cavdar, sul tema del cibo, “This Side, Other Side” dell’iraniana Lida Fazli che tocca l’argomento della guerra, e altri sei lavori arrivati da diverse parti del mondo. 8 cortometraggi che saranno votati, per decretare il vincitore, dalla Consulta Giovani di Villanovaforru composta da Alessandro Mandis, Chiara Pistis, Matteo Mandis, Michele Farris, Nicola Garau, Sara Cilloco e Silvia Mandis.

La sezione per i lavori sperimentali

Altri 8 film, diversissimi tra loro, sono stati scelti per la categoria di lavori sperimentali. Dall’originale sguardo su Teulada di Emanuele Massa in “S’espropriu” al videoclip sui fanghi tossici in Brasile confezionato da Virginia De Ferrante in “Lama”, al corto “Smile of the Mask” dell’iraniano Abbas Ghazali che affronta il tema delle donne sfigurate dall’acido. A scegliere il miglior lavoro di questa sezione sarà un gruppo di studenti del Conservatorio di Cagliari (sezione musica elettronica) composto da Alberto Zucca, Emanuela Orrù, Giulia Arduino, Giovanni Alborghetti, Marco Fadda, Margherita Lavena, Mattia Scioni, Mauro Pani, Ylenia Lampis. A coordinarli il docente Daniele Ledda.

WORLD PANORAMA cortometraggi / Tema libero

“Inverno” di Giulio Mastromauro, già vincitore del David di Donatello, e Nikola Tesla – The man from the future diretto da Alessandro Parrello e incentrato sul visionario scienziato serbo che fu un pioniere in diversi campi e in particolare dell’elettromagnetismo sono due degli 8 titoli che compongono la sezione in cui trova spazio anche il nuovo lavoro del regista sardo Matteo Incollu intitolato “Male Fadàu”. La giuria è composta da un gruppo di migranti richiedenti asilo presenti nel centro di accoglienza straordinaria di Villanovaforru: Balde’ Yaya, Ben Salem Kaoutar, Ben Salem Nesrine, Ejere Joy, Idowu Osas, Merouani Narimane, Okoduwa Terry, Osadeba David, Sunday Success.

I premi previsti per l’ottava edizione del festival

Le opere in concorso si disputeranno i premi e le menzioni nelle diverse sezioni del festival. Al miglior lungometraggio sui temi dell’ambiente andrà il Premio Giuseppe Ferrara, 1000 euro offerti dal comune di Brindisi e una scultura dei Giganti di Mont’e Prama omaggio del comune di Villanovaforru. Il miglior mediometraggio sui diritti umani riceverà il Premio Valentina Pedicini, 1000 euro dal comune di Ottana e la maschera tipica del carnevale dello stesso paese barbaricino. Il miglior cortometraggio della sezione ambiente verrà premiato con un coltello di Pattada. Il miglior cortometraggio della sezione diritti umani avrà invece come premio una maschera della Sartiglia donata dal comune di Oristano. Al miglior lavoro sperimentale una maschera sarda grazie al Conservatorio di Cagliari e a quello d’animazione una scultura pintadera consegnata dalla Consulta giovani di Villanovaforru. Una pergamena andrà al vincitore della categoria World Panorama. Previste inoltre una menzione speciale per la sezione diritti umani che verrà attribuita da Emergency Gruppo Sassari, una per il miglior cortometraggio che verrà assegnata da Italia Nostra, una per il miglior film del festival attribuita da Medicina Democratica e una menzione speciale per il miglior film sull’ambiente che verrà data dal WWF di Sassari.

I partner dell’ottava edizione del festival

Il festival è organizzato dall’associazione culturale Life After Oil con il contributo dei seguenti enti: Comune di Brindisi, Comune di Villanovaforru, Regione Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, Apulia Film Commission, Fondazione di Sardegna, Medicina Democratica.

L’evento ha ottenuto il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Oristano, Comune di Ottana, Comune di Pattada, Ministero della transizione ecologica, Ministero della Cultura, Conservatorio di Cagliari.

L’ottava edizione è realizzata in collaborazione con Animas de Sardinia di Gian Paolo Marras, Ottana (NU), Apostrophe Cultura e Spettacolo di Alberto Pisu, S.T.Gallura (SS), Associazione Culturale TiConZero, Cagliari (CA), Associazione Pro loco, Villanovaforru (SU), Be Project, Lecce (LE), Ceramiche Sale di Alessio Sale, S.T.Gallura (SS), Consulta Giovani di Villanovaforru, Cooperativa Servizi Sociali, Capo d’Orlando (ME), Emergency Gruppo di Sassari, FINS Federatzione Isport Natzionale Sardu, Grandi Luci di Tony Grandi, Sassari (SS), Italia Nostra, Parco e Museo Genna Maria, Villanovaforru (SU), Polisportiva Villanovaforru, Posada Film Festival, Posada (NU), Sardex Pay, Serramanna (VS), Sportello Linguistico Regionale della Regione Autonoma della Sardegna, Spunk Srl, Sanluri (SU), Subiddanoesu, Villanovaforru (SU), Turismo in Marmilla Soc. Coop., Villanovaforru (SU) e WWF Sassari.

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