Foggia, tsunami al Comune: arrestati sindaco e due consiglieri comunali, indagati altri politici

Nell’inchiesta su tangenti per appalti, finisce ai domiciliari Franco Landella della Lega, dimissionario dal 3 maggio, dopo la perquisizione e la scoperta di 7mila euro nella sua abitazione, all’indomani dell’arresto dell’ex presidente delle Assise Leonardo Iaccarino che, nel frattempo, ha confessato. Il primo cittadino è accusato di tentata concussione per una richiesta iniziale di mezzo milione di euro, poi scesa a 300mila euro, per un project financing del valore di 53 milioni, per la pubblica illuminazione e di corruzione per una tangente da 32mila euro. Domiciliari per gli esponenti di maggioranza Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo. Sospesa dal lavoro la moglie di Landella, Daniela Di Donna, dipendente comunale. Il gip: “Diffuso malcostume politico-amministrativo”. Il questore: “Tradito dono ricevuto dagli elettori”. Il procuratore chiedeva il carcere: “Chi sa parli e denunci”

di Stefania De Cristofaro

FOGGIA – Le prime scosse a febbraio, le seconde a fine aprile per mazzette e oggi lo tsunami giudiziario che ha portato ai domiciliari il sindaco dimissionario di Foggia, Franco Landella (Lega), due consiglieri comunali della maggioranza di centrodestra e un imprenditore. Diversi gli indagati a piede libero: la moglie del primo cittadino, Daniela Di Donna, dipendente comunale, sospesa dal lavoro, e altri esponenti politici locali. Altri i cui nomi sono, per ora, secretati.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI FOGGIA SUGLI APPALTI INDETTI DAL COMUNE

Non è finita. Non ancora. L’inchiesta prosegue con zoom sugli appalti comunali indetti nei due mandati di Landella, volto storico di Forza Italia nella Capitanata, per poi passare alla Lega, eletto per la prima volta l’11 giugno 2014 e ricandidato nel 2019, con vittoria al ballottaggio.

Landella è accusato di tentata concussione per una richiesta iniziale di mezzo milione di euro, poi scesa a 300mila euro, per un project financing del valore di 53 milioni, per la pubblica illuminazione, e di corruzione per una tangente da 32mila euro per il rinnovo di una convenzione urbanistica. Domiciliari per gli esponenti di maggioranza Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo e per Paolo Tonti della società Coer srl, interessata al rinnovo, accusati di corruzione con la moglie di Landella.

LA PROCURA CHIEDEVA IL CARCERE: REGISTRAZIONI DI COLLOQUI E CONFESSIONE DI UN CONSIGLIERE

La Procura chiedeva il carcere di fronte ai gravi indizi, fra intercettazioni telefoniche ambientali, in aggiunta alla registrazione che l’imprenditore parte offesa della tentata concussione ha fatto e consegnato agli investigatori, nella quale il sindaco dice che avrebbe mandato tutto all’aria, usando un’espressione colorita.

C’è anche la confessione resa di recente dall’ex presidente del consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, arrestato il 30 aprile e condotto in carcere, per essere posto ai domiciliari 10 giorni dopo aver sostenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Foggia Antonio Sicuranza. A fine aprile, viene arrestato ai domiciliari anche Capotosto.

Iaccarino, tuttora ristretto ai domiciliari per corruzione, tentata induzione a dare o promettere e peculato, è indagato nel troncone costato l’arresto di Landella. Agli onori della cronaca, finisce qualche giorno dopo Capodanno, quando sui social diventa virale il video in cui lo si vede sparare dal balcone della sua abitazione, la notte del 31 dicembre 2020, con una pistola giocattolo. Episodio per il quale viene sfiduciato dal Consiglio. Per la cronaca, Capotosto si astiene.

LA PERQUISIZIONE A CASA DI LANDELA: TROVATI 7MILA EURO. E LA LETTERA DI DIMISSIONI

L’ordinanza di custodia cautelare per Landella e gli altri è firmata dallo giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, Antonio Sicuranza, su richiesta dei sostituti Roberta Bray ed Enrico Infante, ai quali Landella rilascia dichiarazioni spontanee il 17 maggio scorso, alla presenza del suo difensore di fiducia, Michele Curtotti del foro di Foggia.

L’istanza viene presentata dal penalista, all’indomani della perquisizione a casa di Landella, il primo maggio, durante la quale sono sequestrati i telefonini cellulari e la somma di 7mila euro. Perquisizione, a sua volta, disposta dai pm dopo gli arresti di Iaccarino e Capotosto. Che ci fosse altro, in quei giorni doveva essere chiaro al sindaco. Fatto sta, dopo la scossa di terremoto con gli arresti dalla copia Iaccarino-Capotosto, al termine di una riunione con le forze politiche di maggioranza, Landella rassegna le dimissioni. La lettera è protocollata a Palazzo di città il 3 maggio e diventerà efficace il 24 maggio. Sino a lunedì gli assessori hanno fatto sapere – in una nota – di garantire la continuità amministrativa. Landella e i due consiglieri comunali già nel pomeriggio sono stati sospesi dal prefetto Raffaele Grassi.

IL GIP: DIFFUSO MALCOSTUME DEL MONDO POLITICO AMMINISTRATIVO A FOGGIA

Le ipotesi di reato contestate e le ragioni alla base degli arresti sono state illustrate questa mattina dal procuratore capo Vaccaro nel corso della conferenza stampa che si è tenuta negli uffici della questura di Foggia. L’esecuzione del provvedimento è stata delegata agli agenti della Mobile diretti da Mario Grassia.

Scrive il gip: “Diffuso mal costume politico-amministrativo dai risvolti penali di indubbia gravità e di allarme, di cui sono attori principali i vertici del comune e gran parte dei consiglieri comunali di Foggia”. Questo passaggio del provvedimento è stato letto dal questore di Foggia, Paolo Sirna, nel corso della conferenza stampa. Secondo il gip, alla luce degli elementi raccolti, “il sistema che appare essere collaudato” avrebbe portato a un “asservimento ai propri interessi” da parte di “soggetti politici” o che “rivestono compiti amministrativi”, “che dovrebbero essere dediti agli interessi della comunità”, ha scritto ancora il gip.

“Quanto scritto dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare può essere tradotto con queste altre parole: fare il pubblico amministratore è un dono, Invece questo dono è stato tradito”, ha detto Sirna. “E’ un dono che si riceve dagli elettori e gli elettori danno questo mandato agli eletti affinché la cosa pubblica venga gestita secondo la legge”, ha spiegato. “Queste inchieste mettono in luce come l’esercizio della funzione pubblica sia stata piegata ai fini personalistici.

“Questa inchiesta è un’altra tappa di un percorso iniziato con l’attività svolta dalla guardia di finanza con le indagini Nuvola d’oro e che adesso prosegue attraverso altre attività investigative”. Il questore ha fatto riferimento al blitz del 9 febbraio scorso con gli arresti di quattro persone per tentata induzione a dare o a promettere, in relazione al servizio di archiviazione informatica dei dati, indetto dal comune di Foggia, nel 2017, per un valore di 371mila euro. In quella occasione furono arrestati il consigliere comunale Bruno Longo, un ex dipendente comunale, un medico in pensione e un imprenditore, tutti rimessi in libertà a distanza di settimane dall’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Foggia, Domenico Zeno. 

L’attività delle forze di polizia, della magistratura, della prefettura sono volte a ripristinare la legalità e la giustizia proprio perché è importante che la collettività non si senta tradita e che possa avere fiducia nelle istituzioni e nello Stato. Per questo penso che l’operazione abbia una funzione sociale molto importante ed è testimonianza del rapporto indissolubile che c’è, non soltanto tra le istituzioni statali ma tra le istituzioni statali e la cittadinanza”, ha concluso il questore.

“Le indagini sono ancora in corso”, ha sottolineato il procuratore capo Vaccaro. “Ci sono altri indagati e per questo vi dico che non possiamo rispondere alle domande dei giornalisti: in questa occasione le parole vanno misurate. Avevamo pensato di non fare la conferenza stampa, ma la comunità ha diritto a essere informata, in maniera precisa, senza voci”, ha detto. “Informazione precisa anche nell’interesse degli stessi indagati, altrimenti si creano polveroni, nell’ottica della presunzione di con colpevolezza”, ha precisato il procuratore capo di Foggia. 

TENTATA CONCUSSIONE: RICHIESTA DI MEZZO MILIONE, SCESA A 300MILA, SU PROGETTO DI 53 MILIONI. E LA CORRUZIONE

Due sono gli episodi contestati al sindaco dimissionario di Foggia: il primo si riferisce a un tentata concussione che ha per oggetto il project financing per i lavori di riqualificazione e adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione del comune, con una richiesta iniziale di 500 milioni di euro, poi scesa a 300mila, rivolta a un imprenditore. Progetto del valore complessivo di 53 milioni di euro, in piedi dal 2016

L’altro episodio contestato a Landella è la corruzione con il coinvolgimento dei quattro indagati destinatari di ordinanza: la tangente era finalizzata a ottenere il rinnovo della proroga per una convenzione urbanistica è stata raccolta dal sindaco di Foggia. Le indagini hanno documentato un incontro il 15 agosto 2020, giorno in cui diventa definitiva la delibera alla quale era interessato l’imprenditore Raffaele Tonti della Coer srl. Parte della somma corrisposta è stata poi consegnata dalla moglie del sindaco agli altri consiglieri comunali indagati. Due tranche con duemila euro a testa.

COMMISSIONE DI ACCESSO PER VERIFICARE CONDIZIONAMENTI O INFILTRAZIONI MAFIOSE AL LAVORO DAL 9 MARZO

A guidare il comune sarà il vice sindaco,Antonio Nembrotte Menna, come stabilito dall’articolo 26 dello Statuto del Comune di Foggia. Sarà al timone sino al 24 maggio, quando diventeranno definitive le dimissioni di Landella e a quel punto si procederà allo scioglimento del Consiglio con contestuale nomina del commissario.

Stando alla legge 58 del 3 maggio 2021, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio, ‘Disposizioni urgenti per lo svolgimento di elezioni per l’anno 2021’ e sono inserite nel turno tra il 15 settembre e il 15 ottobre anche le elezioni amministrative nei comuni i  cui  organi  devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, se le condizioni che ne rendono necessario il rinnovo si verificano entro il 27 luglio 2021″.  Resta però il punto interrogativo che si riferisce alle conclusioni a cui arriverà la commissione d’accesso, nominata dal prefetto su delega del ministero dell’Interno, il 9 marzo scorso, per verificare se ci siano stati o meno pericoli di infiltrazione o condizionamenti da parte della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale.

I primi tre mesi scadono il 9 giugno. E’ possibile il rinnovo per altri 3. Al prefetto sono riconosciuti 45 giorni dal momento in cui la commissione di accesso rassegna le proprie conclusioni per inviare al ministero una relazione sulla sussistenza o meno degli elementi per lo scioglimento, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica. L’eventuale scioglimento viene disposto con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione della relazione. Ma intanto Palazzo di città trema.

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