Noemi, uccisa a 16 anni dall’ex: la mamma lancia una petizione al Capo dello Stato per chiedere nuove indagini

Iniziativa on line di Imma Rizzo: “Mia figlia non ha ancora avuto giustizia”. Tra i firmatari, c’è Jessica Notaro, sfregiata in volto con l’acido dall’ex compagno. Gli avvocati della donna si sono opposti alla richiesta di archiviazione delle indagini aperte nei confronti dei genitori dell’ex fidanzato della ragazza, Lucio Marzo condannato in via definitiva a 18 anni e 8 mesi per l’omicidio. Madre e padre sono indagati per soppressione e occultamento di cadavere. Il corpo senza vita della giovane venne trovato sotto un cumulo di pietre a Castrignano del Capo (Lecce), il 3 settembre 2017

di Stefania De Cristofaro

LECCE – Ha gli occhi lucidi ogni volta che parla del suo angelo che qualche volta fa capolino dietro un arcobaleno. Noemi Durini è stata sepolta viva sotto un cumulo di pietre, a Castrignano del Capo (Lecce). Aveva 16 anni. Nel ricordo del suo sorriso, la mamma Imma Rizzo, ogni giorno riesce a trovare la forza di sopravvivere a un dolore che toglie il respiro, alimentata dal desiderio di giustizia che l’ha portata a lanciare una petizione on line per chiedere nuove indagini su quella morte atroce.

LA PETIZIONE ON LINE LANCIATA DALLA MAMMA DI NOEMI DURINI

Una petizione dal valore fortemente simbolico, rivolta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla procura di Lecce e alla gip che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione delle indagini per soppressione e occultamento del cadavere della ragazza, a carico dei genitori dell’ex fidanzato della 16enne, Lucio Marzo (all’epoca dei fatti 17enne), condannato in via definitiva a 18 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio.

Su change.org è possibile firmare indicando il proprio nome e il cognome, assieme all’indirizzo di posta elettronica.

L’hastag che accompagna l’iniziativa è nuoveindaginiperNoemi. In pochi giorni sono state raccolte più di 2.800 firme. L’obiettivo è arrivare a 5mila prima che si arrivi alla pronuncia del giudice sulla richiesta di archiviazione che è stata discussa, in camera di consiglio, lo scorso 23 aprile davanti alla gup Alessandra Sermarini.

Accanto alla mamma della ragazza c’è l’associazione Maison Antigone di Roma e ci sono una serie di organizzazioni non profit, tra le quali figurano Casa Noemi e Astrea di Scorrano (Lecce).

LA MAMMA DI NOEMI: MIA FIGLIA NON HA ANCORA AVUTO GIUSTIZIA

Noemi non ha ancora avuto giustizia”, dice Imma Rizzo. “Chiedo che le indagini vadano avanti per avere la verità su quello che è stato fatto a mia figlia. Tra le adesioni alla petizione, c’è quella di Jessica Notaro, la ragazza alla quale l’ex fidanzato ha sfregiato il volto con l’acido”, dice Imma Rizzo.

“Noi ci rivolgiamo anche alla procura di Lecce e al gip che deve pronunciarsi sulla richiesta di archiviazione del procedimento aperto nei confronti dei genitori di Lucio Marzo perché vogliamo sapere se qualcuno l’ha aiutato a nascondere il corpo di mia figlia”, spiega la donna.

Con l‘avvocato Claudia Sorrenti del foro di Roma, penalista dell’associazione Doppia Difesa, si è opposta alla richiesta di archiviazione delle indagini per soppressione e occultamento del cadavere della ragazza, a carico dei genitori dell’ex fidanzato della 16enne, Lucio Marzo.

Già una volta la procura ha chiesto l’archiviazione di questo procedimento penale e il gip ha disposto ulteriori indagini”, spiega l’avvocato Valentina Presicce dell’associazione Astrea di Scorrano (Lecce), nata per sostenere le donne e i minori vittime di violenze, tra le firmatarie della petizione. “Chiediamo approfondimenti investigativi per arrivare a una verità autentica”.

TRE ELEMENTI DA APPROFONDIRE ATTRAVERSO NUOVE INDAGINI

Gli elementi ritenuti importanti sono tre, stando a quanto evidenziato dall’avvocato Sorrenti nell’opposizione all’archiviazione. Il primo è costituito da un fermo immagine in cui si vede un’auto, una Fiat 500 di colore bianco, identica a quella in uso ai genitori dell’ex fidanzato di Noemi Durini, percorrere una stradina di campagna di Castrignano del Capo, vicina alla zona in cui è stato trovato il cadavere.

Il secondo elemento è il traffico telefonico che l’avvocato di Imma Rizzo ha chiesto di analizzare per verificare quali utenze hanno agganciato la cella di Castrignano del Capo quel giorno. L’ultimo è un’impronta parziale trovata sullo sportello dell’auto dei genitori dell’ex fidanzato di Noemi Durini, lato del guidatore. 

“Noemi aspetta giustizia”, ribadisce Imma Rizzo. “Andrò avanti fino a quando non arriverà”.

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