Moscara, condanna a 20 anni per tentato omicidio Spennato e Afendi

Casarano, guerra tra clan della sacra corona unita dopo l’assassinio del boss Augustino Potenza. Condannato Giuseppe Moscara. Due perizie lo scagionano, ma la condanna è dura

 

Condannato a vent’anni di reclusione Giuseppe Moscara, ritenuto il responsabile di due tentati omicidi di mafia a Casarano, e per essere stato affiliato al clan di Tommaso Montedoro.

Secondo il gup Michele Toriello, fu Giuseppe Moscara a sparare contro Luigi Spennato, uomo di fiducia del boss Augustino Potenza, e contro Antonio Amin Afendi che, dopo la morte di Potenza, prese in mano le redini del clan.

Spennato, secondo la procura e in base alla sentenza di primo grado, fu ridotto in fin di vita da Moscara, che insieme ad Antonio Andrea De Genio, cercò di farlo fuori con una raffica di colpi esplosi da un fucile sten e da due kalashikov.

Spennato è sopravvissuto all’attentato, sebbene sia ridotto su una sedia a rotelle e sia non vedente.

Più complessa la dinamica del tentato omicido di Afendi, compagno della vedova di Potenza, a cui succedette nella gestione del clan.

Una perizia dell’ingegnera informatica Luigina Quarta ha dimostrato, attraverso analisi biometriche, che l’uomo ripreso dalle telecamere non può essere Moscara: claudicante, di corporatura più alta e snella, l’uomo catturato dall’occhio delle telecamere di un supermercato, mentre Moscara è più basso e sovrappeso.

Ma i giudici non hanno tenuto conto delle evidenze scientifiche della perizia dell’ingegnera Quarta e neanche di quella dei Ris di Roma depositata dalla procura, che certifica che nella macchina di Moscara non c’era traccia di polvere da sparo dopo il tentato omicidio di Afendi.

Tutte prove che sicuramente la difesa valorizzerà in appello.

Per saperne di più:

Colpo di scienza: “Non è Moscara l’attentatore di Afendi”

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Sacra corona unita: la mafia dimenticata

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