ESCLUSIVO/5 Andrea Romano, 35 anni, di Brindisi, lo scorso 22 gennaio ha disegnato davanti ai pm dell’Antimafia la rotta degli approvvigionamenti della droga, in gergo chiamata “la b”: “Il nostro clan si è avvalso del canale gestito da Renato De Giorgi, droga stoccata nel porto e poi trasferita a Bari, Roma e Napoli”. Collegamenti coi clan calabresi.
IL VERBALE DEL 22 GENNAIO SCORSO SULLE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO DELLA DROGA
Cosa ha riferito sul capitolo droga, con particolare riferimento ai carichi della sostanza stupefacente più richiesta, è leggibile nel verbale firmato il 22 gennaio scorso, a un mese di distanza dall’inizio del percorso ufficiale della collaborazione. Copia del verbale è stata depositata dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce in occasione dell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale salentino, in cui Romano è imputato per narcotraffico.
COCAINA DELLA GRECIA: CARICHI DA 40 CHILI AL MESE SU NAVI
Grecia come “canale di approvvigionamento della cocaina: “Avveniva – si legge – con l’appoggio di Renato De Giorgi, un vecchio affiliato al clan Coffa e in particolare a Mario Coffa, padre di Alessandro Coffa, deceduto presso il carcere di Sulmona nel 1993”.
“Da quel momento, De Giorgi è passato come affiliato a Maurizio Coffa, fratello di Mario, e il nostro clan si è avvalso del canale greco gestito da De Giorgi già dagli anni 2014-2015. De Giorgi si era trasferito direttamente in Grecia, dove gestiva il traffico di cocaina sulle navi. Ogni carico si aggirava intorno ai 30-40 chilogrammi”, ha detto Romano.
“I viaggi avvenivano con una frequenza mensile. La cocaina veniva stoccata dapprima nel porto di Brindisi e successivamente nascosta per essere distribuita non solo nel Brindisino, ma anche in altre città”.
LA FIGURA DI RENATO DE GIORGI, ATTUALMENTE DETENUTO IN CARCERE IN GRECIA
Renato De Giorgi, 52 anni, è attualmente detenuto in carcere in Grecia con l’accusa di traffico di droga. E’ ristretto a Preveza dal 2017, dopo la scoperta di quasi 30 chili di cocaina in un negozio a lui riconducibile ed è finito sotto processo.Il nome di De Giorgi, inoltre, è venuto a galla nell’inchiesta della Guardia di Finanza di Roma, chiamata Re Mida, sul traffico di droga nella Capitale, con base del quartiere di Montespaccato.
IL CONTATTO PER I VIAGGI IN GRECIA FINALIZZATI ALL’ACQUISTO DI COCAINA
Il collaboratore ha riferito altro e ha consegnato all’Antimafia anche un altro nome: “Il nostro contatto con De Giorgi era Abele Martinelli che molto spesso – si legge nel verbale del 22 gennaio scorso – effettuava viaggi in Grecia per prendere accordi diretti con lo stesso De Giorgi per l’acquisito di cocaina. Ricordo che quando De Giorgi rientrava a Brindisi, era solito frequentare il rione Sant’Angelo, dove vi era un autosalonea lui riconducibile”.
“Questi erano quelli che ricevevano direttamente da Alessandro Coffa le direttive, anche quando quest’ultimo era detenuto. Mellone, in particolare, era quello che aveva un maggiore numero di acquirenti di sostanza stupefacenti e che riusciva a smerciare la cocaina in più breve tempo, tant’è che allorquando vi era necessità di avere maggiore liquidità, si provvedeva a far recapitare la sostanza a Mellone che riusciva a smerciarla rapidamente”.
“Ricordo – ha detto Romano – che talvolta era Annarita Coffa che gestiva lo spaccio con i figli Mario Salvatore e Gianluca Volpe, a far recapitare tramite Campicelli la sostanza a Mellone per la successiva cessione”. E ancora: “La sostanza stupefacente che veniva trattata prevalentemente da Alessandro Coffa e da tutti gli altri soggetti che gli orbitavano attorno era cocaina, chiamata in gergo la biaba o la ‘b’, intendendo la bianca. Preciso che vi era altresì la disponibilità di hashish e marijuana: in particolare facevamo arrivare grossi quantitativi di marijuana anche da una famiglia calabrese”. Il nome dei componenti di questa famiglia non è leggibile, essendo stato omissato”.
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