Ex Ilva. Processo Ambiente Svenduto. Il ruolo chiave di Liberti

Di Daniela Spera

Si avvia alla conclusione il processo ‘Ambiente svenduto’. Dopo le richieste di condanna dei Pubblici Ministeri, per 35 soggetti, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari e corruzione in atti giudiziari, concussione e omicidio colposo, ora dovranno esprimersi gli avvocati delle parti civili e degli imputati.

Tra ex proprietari, ex dirigenti ed ex politici è fitto l’intreccio degli interessi celati dietro il proseguimento dell’attività siderurgica. Ma la figura che, senza dubbio, colpisce di più è quella dell’ex consulente della procura di Taranto Lorenzo Liberti. Persona chiave che avrebbe tradito la procura lasciandosi accarezzare dalle allettanti offerte del ‘tuttofare’ Girolamo Archinà, uomo di fiducia dei Riva. Ecco perché, per lui, arriva la pesante richiesta di 17 anni di reclusione. Lorenzo Liberti, secondo il pm Mariano Buccoliero, aveva assunto qualifica di pubblico ufficiale sia per investitura ricevuta dal magistrato sia per lo svolgimento di un incarico ausiliario all’ esercizio della funzione giurisdizionale ed in quanto pubblico ufficiale aveva il dovere di ‘obiettività ed imparzialità per il perseguimento di interessi pubblici e quindi di accertamento della verità’.

UN’ATTIVITA’ CRIMINALE CHE ANDAVA BLOCCATA

Dice Mariano Buccoliero nella requisitoria del 15 febbraio: ‘Abbiamo una serie di elementi insuperabili, derivanti dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, che ci dicono come l’attività di consulenza Liberti-Primerano sia stata condizionata e concordata con Ilva, in senso favorevole ovviamente al siderurgico. Quest’accordo era diretto a nascondere la verità, quale era nel fatto, che la diossina ritrovata negli animali era da attribuire ad Ilva. Altro dato incontestabile poi derivante ovviamente dall’incidente probatorio che confermava in pieno questa verità. Quindi Taranto, non ci sono dubbi, è stata venduta alla grande industria, possiamo dire. Il comportamento dei consulenti Primerano e Liberti risulta gravissimo perché essi avevano l’occasione e il dovere di bloccare questo mercimonio che ha portato Taranto al disastro che è sotto gli occhi di tutti. ‘Malattia e morte’, come dicono i periti, e purtroppo ancora negli anni continuerà a seminare malattia e morte. Avevano questa occasione di intervenire, di consentire il blocco di questa attività criminale. Non è stato. E per tre anni ancora, perché la consulenza è stata depositata il quattro agosto del 2009, il siderurgico ha potuto diffondere tra la popolazione i suoi veleni.

ECCO COME LIBERTI POTEVA IMPEDIRE L’EVENTO PERICOLOSO

Secondo il pm, Liberti avrebbe potuto e dovuto avviare una catena di azioni, finalizzate a proteggere i cittadini di Taranto: ‘Liberti era nelle condizioni uniche e idonee di impedire questo, di impedire che l’evento pericoloso per la pubblica incolumità potesse continuare e alimentarsi. Egli era l’unico nella sua qualità di consulente del pm in grado di riferire fedelmente i fatti accertati, di consentire al pm di formulare l’inevitabile richiesta di sequestro del siderurgico che attenderà invece, come sappiamo, tre anni. Attraverso il suo dovere di verità, obiettività ed imparzialità, aveva il potere di impedire la prosecuzione dell’evento pericoloso per la pubblica incolumità, derivante dalle emissioni nocive dell’Ilva di Taranto.’

IL PM CITA LA RECENTE SENTENZA DEL TAR DI LECCE

Liberti aveva quindi l’obbligo giuridico di impedire la prosecuzione dell’attività emissiva. Obbligo che, secondo il pm, gli derivava sia dal conferimento dell’incarico ricevuto sia dalla qualifica di pubblico ufficiale ma anche dalla situazione che aveva accertato nel corso della sua attività di consulente e che aveva celato:

‘Lui doveva venire in procura e dire ‘guarda Pubblico ministero qua dobbiamo bloccare l’impianto perché è un’iradiddio’. Esattamente la stessa cosa che ha detto il TAR di Lecce sabato. Che l’area a caldo va spenta. E stiamo parlando di una sentenza fatta a otto anni da tutte quelle attività con cui si è cercato di risollevare l’impianto, pensate un po’ come doveva essere l’impianto. E’ di ieri, di sabato: l’area a caldo va spenta perché crea un pericolo gravissimo per la salute dei cittadini di Taranto.’

Il commento dei Verdi: ‘richieste di pena importanti per ex Ilva, speranza di riconversione culturale’

I Portavoce dei Verdi dell’Associazione cittadina di Taranto, la Commissaria di Manduria e la Co-portavoce della Federazione provinciale dei Verdi Taranto, Mino Briganti e Eliana Baldo, Anna Mariggiò, Elvira Sebastio, hanno definito dure le richieste di pena per gli imputati accusati ma hanno ricordato che il disastro ambientale ancora oggi colpisce la città di Taranto:

Il punto é proprio questo. Bene le richieste perché si comprenda che è finito il tempo di fare impresa puntando solo al profitto a danno della salute dei lavoratori e dei cittadini. Urge un nuovo percorso culturale che spinga verso una idea di imprenditorialità che sia rispettosa dell’ambiente, del territorio, dei lavoratori, dei cittadini e delle istituzioni. In sostanza una imprenditorialità in cui non prevalga l’avidità di denaro. Con queste prospettive auspichiamo che per Taranto si inizi a lavorare seriamente per la riconversione; in un periodo così rivoluzionario, le idee non mancano.’

 

IL CALENDARIO DELLE PROSSIME UDIENZE

Entro il mese di febbraio dovrebbero concludersi le discussioni delle parti civili mentre a partire dal mese di marzo sarà la volta degli avvocati degli imputati. Dopo la sentenza della Corte Europea e quella del Tar di Lecce, riflettori accesi, dunque, sul maxiprocesso per disastro ambientale più importante d’Italia. Di seguito le prossime date.

Parti civili: 22-23-24 febbraio 2021.

Responsabili civili: 24 febbraio 2021, Avv. Amato per la Regione Puglia, Avv. Garzone per Partecipazioni Industriali S.p.a. in a.s. (già RIVA FIRE S.p.a. in liquidazione).

Imputati

1° marzo 2021: Avv. Madio per Veste Angelo, Avv. Bruni per Donato Pentassuglia, Avv. Marzullo per Antonello Antonicelli, Avv. Modesti per Massimo Blonda, Avv. Del Corso e Avv. Zaccaria per Nicola Frantojanni;

2 marzo 2021: Avv. Sanguigno e Avv. Raffo per Manna Francesco, Avv. Mongelli e Avv. Raffo per Ippazio Stafàno;

3 marzo 2021: Avv. Laforgia per Pellegrino Davide Filippo, Avv. Laforgia e Sborgia per Giorgio Assennato, Avv. Sapia per De Michele Cataldo, Avv. Napolitano e Avv. Vancheri per Ticali Dario;

8 marzo 2021: Avv. Luca Italiano per Pierfrancesco Palmisano, Avv. Viviani e Avv. Della Valle per Perli Francesco;

9 marzo 2021: Avv. Muscatiello per Vendola Nicola, Avv. Carlo Petrone e Avv. Claudio Petrone per Giovanni Florido, Avv. Rossetti e Avv. Palomba per Michele Conserva, Avv. Sambati per Specchia Vincenzo;

10 marzo 2021: Avv. Pesare e Avv. Pasanisi per Dinoi Giuseppe, Avv. Santoro per Raffaelli Giovanni, Avv. Albanese per Giovinazzi Cosimo, Avv. Marrazza per Colucci Antonio, Avv. Mattesi e Avv. Bana per Pelaggi Luigi;

15 marzo 2021: Avv. Errico e Avv. Lisco per Adelmi Marco, Palmisano Sergio, Dimastromatteo Vincenzo e Ferrante Bruno;

16 marzo 2021: Avv. Centonze e Avv. Beduschi per Cavallo Angelo, Dimaggio Ivan e Dalò Salvatore, Avv. Baccaredda Boy per Dimaggio Ivan;

17 marzo 2021: Avv. Mariucci e Avv. Sirotti per Legnani Gianfranco, Avv. Sirotti e Avv. Rada per Romeo Caterina Vittoria, Avv. Lanucara e Avv. Ragno per De Felice Salvatore;

22 marzo 2021: Avv. Ippedico e Avv. Sassi per Buffo Adolfo, Avv. Feno e Avv. Melucci per Casartelli Giuseppe, Avv. Melucci per Ceriani Alfredo e Bessone Enrico;

23 marzo 2021: Avv. Melucci e Avv. Urso per Pastorino Agostino, Avv. Lojacono e Avv. Convertino per Rabaioli Giovanni, Avv. Lojacono per Ceriani Alfredo;

24 marzo 2021: Avv. Vozza per Enrico Bessone, Corti Cesare e Luigi Capogrosso;

29 marzo 2021: Avv. Caiazza per Archinà Girolamo, Avv. Carlo Raffo per Lorenzo Liberti;

30 marzo 2021: Avv. Perrone per Riva Fabio Arturo;

31 marzo 2021: Avv. Garzone per Partecipazioni Industriali s.p.a. in a.s., Avv. Loreto e Avv. Di Nacci per Ilva s.p.a. in a.s.;

12 aprile 2021: Avv. Annicchiarico per Riva Nicola e Riva Forni Elettrici S.p.a., sia come ente incolpato che come responsabile civile;

13-14, 19-21 aprile 2021: per repliche.

Prossima udienza: lunedì 22 febbraio, ore 9.00, presso l’aula Bunker, viale Giuseppe Cannata, quartiere Paolo VI, Taranto.

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