Comune di Brindisi, tre filoni d’inchiesta per corruzione: 9 indagati, anche ex sindaco

Avviso di conclusione indagine notificato a Mimmo Consales, nel 2015 e 2016 primo cittadino, all’ex assessore all’Urbanistica, all’ex capogruppo del Pd e a un ex consigliere comunale. Secondo l’accusa, in cambio della nomina del figlio di quest’ultimo nello staff, il padre votò la delibera di assestamento di bilancio. Accertamenti partiti dall’intercettazione di un Sms in cui Massimiliano Oggiano, esponente di minoranza, sollevava dubbi sull’effettivo valore di immobile ceduto dall’Ente alla partecipata Multiservizi per ripianare le perdite

 

di Stefania De Cristofaro

 

BRINDISI – Tre filoni d’inchiesta, coordinati dalla procura di Brindisi, per corruzione partiti dall’intercettazione di un messaggio telefonico di un consigliere comunale, nemico giurato dell’Amministrazione comunale di Brindisi a cavallo tra il 2015 e il 2016. Risultato: nove indagati a Brindisi, dall’ex sindaco eletto in quota Pd, all’ex assessore all’Urbanistica, all’allora capogruppo del Partito democratico, a un consigliere comunale diventato protagonista delle cronache politiche locali per un valzer tra maggioranza e minoranza e  l’inserimento del figlio nello staff del primo cittadino, per qualche giorno. E poi dirigenti e funzionari del Palazzo. Tutti a rischio processo ora che sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini.

GLI AVVISI DI CONCLUSIONE DEI TRE FILONI D’INCHIESTA

L’avviso di chiusura, firmato dal procuratore aggiunto Antonio Negro, è stato notificato nella mattinata di ieri a Mimmo Consales, giornalista, ex sindaco di Brindisi nel periodo in cui si sono concentrate le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria; Salvatore Brigante, medico, ex consigliere comunale e capogruppo del primo partito di maggioranza, il Pd; Costantino Del Citerna, già vice segretario generale del Comune di Brindisi; Luigi Dell’Atti, architetto, libero professionista, di San Pietro Vernotico (Brindisi); Fabio Stefano Lacinio, architetto, in quel periodo dirigente del settore Urbanistica del comune di Brindisi, responsabile dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) e del servizio ecologia e controllo ambientale; Pasquale Luperti, ex assessore all’Urbanistica, espressione del Pd; Marina Mautarelli, geometra del comune di Brindisi, istruttore tecnico presso il settore Urbanistica; Gregorio Paladini, architetto libero professionista di Brindisi, e Luigi Sergi, ex consigliere comunale di Brindisi.

L’INSERIMENTO DEL FIGLIO DEL CONSIGLIERE NELLO STAFF DEL SINDACO

Il troncone nel quale è indagato per corruzione l’ex sindaco Consales è quello scaturito dall’inserimento del figlio dell’ex consigliere comunale Luigi Sergi nello staff dell’allora primo cittadino. Nomina che sollevò un vespaio di polemiche tra gli esponenti dei partiti di minoranza perché arrivò dopo che la maggioranza di centrosinistra riuscì a raccogliere last minute i voti necessari per approvare la delibera dell’assestamento di bilancio. Era una manovra necessaria per l’istituzione di un capitolo ad hoc nel quale inserire un milione di euro per l’aumento del capitale della società Multiservizi, partecipata dell’Amministrazione a rischio deficit.

Quello di Sergi fu il voto  decisivo e arrivò a distanza di qualche giorno da uno scontro con Consales, in conseguenza del quale il consigliere decise di dichiararsi indipendente. Fulmini e saette a Palazzo di città, sullo sfondo delle sorti della Multiservizi, in favore della quale a dicembre 2014 venne assegnato, sempre con delibera del consiglio comunale, un immobile del valore di quasi due milioni per ripianare le perdite degli anni 2012 e 2013.

I DUBBI DEL CONSIGLIERE COMUNALE MASSIMILIANO OGGIANO E LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI

Il primo a sollevare dubbi fu il consigliere Massimiliano Oggiano, commercialista, eletto nella fila del centrodestra. In quel periodo contestatore numero uno della gestione Consales. Espresse pubblicamente i dubbi su alcune delibere e in privato, scrivendo un Sms a un collega di minoranza, scese più nel dettaglio sostenendo di essere rimasto perplesso per la perizia sull’immobile conferito alla Multiservizi, perché c’era più qualche elemento che, a suo avviso, alimentave i dubbi di una sopravvalutazione. Quel messaggio è finito nella rete delle intercettazioni e ha dato il via a una serie di verifiche: i finanzieri hanno voluto approfondire gli aspetti sollevati da Oggiano e hanno iniziato a raccogliere documentazione e parallelamente ad ascoltare a distanza. Fonti di prova, infatti, sono anche le intercettazioni ambientali.

LA DELIBERA SULLO STAFF DEL SINDACO E IL VOTO DEL CONSIGLIERE SERGI

Nel fascicolo del pm, è finita la delibera di nomina del figlio del consigliere comunale Sergi nello staff del sindaco Consales, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, inizialmente per la durata di tre mesi, a fronte di una spesa complessiva di 8.300 euro. “Collaborazione esterna necessaria, vista la significativa carenza di personale”, c’era scritto nella delibera di conferimento incarico al consulente fiscale, laureato alla Bocconi (il professionista non è indagato).

Nella ricostruzione dell’accusa, così come è stata prospettata nell’avviso di conclusione delle indagini, c’è stata all’epoca un’azione in concorso tra “Salvatore Brigante, Mimmo Consales, Costantino Del Citerna e Luigi Sergi”. Un’azione corruttiva per atti contrari ai doveri d’uffici perché “Sergi – si legge – accettava la promessa e poi riceveva dagli altri utilità in favore del figlio”. In particolare “Consales e Brigante, dapprima promettevano a Sergi di nominare il figlio quale assessore al Patrimonio e alla Casa”, poi “solo Consales prometteva a Sergi di nominare il figlio nel consiglio di amministrazione della Società trasporti pubblici (Stp)”, e infine “Consales e Del Citerna nominavano il figlio nello staff” il 18 gennaio 2016.

“Sergi in cambio ritornava a votare in modo determinante per decisioni e delibere consiliari, con la maggioranza, in violazione del suo dovere di votare in piena libertà e secondo scienza e coscienza”.

L’EX SINDACO CONSALES: “PRONTO A FORNIRE TUTTI I CHIARIMENTI”

Consales ha già fatto sapere di essere pronto a fornire tutti i chiarimenti sulla vicenda: “Il mio coinvolgimento riguarda esclusivamente la nomina del dottor Antonio Sergi quale componente dello staff del sindaco. Funzione svolta, peraltro, per pochi giorni. Vale la pena ricordare che un primo cittadino ha la possibilità di inserire chiunque nel suo staff. Nel caso specifico, io scelsi di avvalermi della preziosa collaborazione del dottor  Sergi il quale è un tributarista, laureato con il massimo dei voti all’Università Bocconi di Milano”, ha scritto Consales in una nota.

“Il problema sarebbe quello della presenza sui banchi del Consiglio Comunale di suo padre Luigi? Su questo aspetto, è sufficiente ricordare che proprio Luigi Sergi era stato eletto nella mia maggioranza, nelle file del Partito Repubblicano. Un percorso interrotto esclusivamente per un breve periodo, prima della ritrovata condivisione nell’ambito della maggioranza e senza che mai tra i due dati vi sia stata alcuna interdipendenza”, prosegue l’ex sindaco.

“Questi ed altri chiarimenti sono pronto a fornire nel corso dell’eventuale udienza preliminare e, nel caso, nelle successive fasi processuali”, conclude.

IL SECONDO TRONCONE: RESTYLING  DELLE TORRI COSTIERE DI BRINDISI

L’altro troncone d’inchiesta è relativo al progetto di restauro e valorizzazione delle torri che si trova lungo la costa a Nord di Brindisi, con riferimento al quale sono indagati l’architetto Luigi Dell’Atti, l’ex assessore all’Urbanistica Pasquale Luperti, il dirigente della ripartizione, Fabio Lacinio e la geometra dell’ufficio, Marina Mautarelli. In questo caso, la Procura contesta i reati di falso e corruzione.

Lacinio e Mautarelli, in qualità di pubblici ufficiali, e Dell’atti come “determinatore e beneficiario” secondo il pm “attestavano falsamente che l’ufficio intersettoriale Lavori Pubblici e Urbanistica” aveva redatto il progetto definitivo per l’intervento di restauro, valorizzazione e fruizione delle torri costiere Torre testa e Torre Punta Penne, per un milione di euro, Iva compresa”. Il progetto, invece, “era stato redatto senza incarico da altri professionisti estranei al Comune, coordinati da Luigi Dell’Atti” il quale stando all’accusa

“intendeva accaparrarsi così l’incarico formale di progettazione esecutiva e direzione dei lavori”.

Lacinio e Luperti, pubblici ufficiali, attestavano falsamente nella proposta du delibera della giunta, portata al vaglio degli assessori il 28 settembre 2015, che l’ufficio tecnico intersettoriale Lavori Pubblici e Urbanistica aveva redatto il progetto definitivo. Lacinio, Luperti e Mautarelli, “ricevevano da Dell’Atti utilità consistenti nella consegna del progetto definitivo e in cambio di adoperavano per far attribuire all’architetto l’incarico, assieme ad altri affidamenti professionali “in violazione di quanto previsto dalle disposizioni di legge”. I tre sollecitavano i dirigenti e i funzionari del settore Finanze del Comune di Brindisi affinché procedessero al “tempestivo e senza motivo prima degli altri pagamento di alcune fatture in favore di Dell’Atti”.

IL TERZO TRONCONE: AUTORIZZAZIONE IMPIANTO GAS METANO

L’ultimo filone d’indagine si riferisce al procedimento per l’autorizzazione di un impianto per la distribuzione del gas: sono indagati il dirigente Lacinio e l’architetto Paladini per corruzione. Secondo l’accusa, c’è stata una “somma di denaro imprecisata, pari a diverse centinaia di euro.  Per effetto di quel pagamento, Lacinio il 19 gennaio 2016 firmava il parere favorevole integrativo di quello contrario espresso il 20 ottobre 2015 dalla geometra Mautarelli e poi il provvedimento di autorizzazione unica il 19 gennaio 2016.

Tutti gli indagati possono chiedere, entro venti giorni dalla notifica, di essere interrogati, possono presentare memorie o produrre documenti e chiedere al pm ulteriori atti di indagine.

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One Thought to “Comune di Brindisi, tre filoni d’inchiesta per corruzione: 9 indagati, anche ex sindaco”

  1. Giuseppe

    Nel frattempo , con l’indifferenza di tutti i successivi amministratori,le Torti Costiere continuano tranquillamente a crollare. Complimenti a tutti.

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