Ve la diamo gratis

di Thomas Pistoia

Ve la diamo gratis.
La lista di donne uccise negli ultimi anni da mariti, fidanzati, compagni, qualche volta perfino da sconosciuti. Ne viene uccisa almeno una al giorno, di donna, a volte anche di più. Ne hanno ammazzate un paio anche oggi, sapete?
Vi diamo gratis anche i referti ospedalieri di altre donne che invece sono sopravvissute a stupri, botte e sevizie. Così potete leggerli. Vi diamo gratis le loro radiografie.
Vi diamo gratis un ingresso in un centro antiviolenza. Non siete mica degni di entrarci, ma facciamo un’eccezione, perché possiate vedere con i vostri occhi come rinasce un fiore calpestato.
Non vogliamo in cambio nemmeno un euro.

Vi diamo gratis i cedolini degli stipendi di impiegate, operaie, dirigenti d’azienda, professioniste in tutti i campi, più competenti, più brave di voi in ogni lavoro. I salari sono più bassi dei vostri, vedrete. Che strano.
Vi diamo gratis una storia, una delle tante.
Ci limitiamo a una, ma possiamo darvene quante volete di testimonianze di donne molestate, palpeggiate, ricattate sessualmente da chi, in qualunque contesto, si trova gerarchicamente sopra di loro. Da chi vorrebbe star sopra di loro anche in un altro modo.
Vi diamo gratis i vostri insulti, tutti con riferimenti sessisti. “Puttana”, “troia”, “maiala”…e altri. Apostrofate le donne con questi termini quando indossano un vestito più corto, magari una scollatura. Oppure quando vi rifiutano.
Spesso… Spesso addirittura per il motivo contrario. Perché anche alle donne piace il sesso, come piace a voi, e molte lo fanno (finalmente) con chi vogliono, quando vogliono, quante volte vogliono.
Ma è lo stesso. Che la diano o non la diano sono sempre troie, le chiamate comunque così, anche in altre occasioni, anche durante un semplice litigio, una discussione, è sufficiente che non siano d’accordo con voi.

Allora ascoltate, vi diamo gratis anche altro.
Vi diamo gratis dei libri, che forse ne avete letti pochi. E chissà, magari saranno loro a darvi, sempre gratis, un po’ di rispetto, di sensibilità. Ma dovete leggerne proprio tanti.
Vi diamo gratis un minuto per guardare una faccia sfregiata dall’acido. Mettete quella, sui vostri manifesti pubblicitari, nei vostri spot televisivi, provateci.
Vi diamo gratis la festa della donna e le pari opportunità, anzi, meglio dire che ve le restituiamo, perché è assurdo che servano una festa e un ministero, per ricordarvi, ogni tanto, che le donne sono (ovviamente) persone come voi.
Ma no, a voi tutte queste offerte non interessano.
Voi gratis volete solo una cosa.

La fica.
Sì. E’ così che la chiamate, no? Spiritosi, buontemponi, fini cultori di umorismo goliardico! Suvvia, tutte queste tragedie, stavate solo scherzando!
Invece no. La fica, quella volete. E non vi interessa se è attaccata a una persona, è irrilevante.
La vorreste gratis.
Sì, è il vostro sogno, trovarvi davanti una donna che, senza perdere tempo in chiacchiere, apre le gambe e ve la dà.
Va bene. Vi accontentiamo.
Ve la diamo gratis.

Quella di vostra madre.
Sisì, quella della vostra mammina che vi cucina, vi lava, vi stira, vi fa il caffé e vi vuole tanto bene. La stessa da cui siete venuti al mondo.
Ve la diamo gratis insieme a quella di vostra sorella.
Ma udite, udite, se vi sbrigate a telefonare, vi diamo gratis anche quella di vostra figlia. Lei è uguale a vostra madre e a vostra sorella e, tutte e tre, sono uguali a tutte le altre donne del pianeta.

Come? Non gradite?
Avete ragione. Vostra madre, anche se anziana, dovrebbe piuttosto trovare la forza di darvi ancora, gratis, una carica di mazzate di quelle vere, con lo zoccolo, lasciandovi lividi in ogni dove. Darvi oggi la punizione che non vi ha dato tanti anni fa, la prima volta che vi ha sentito mancare di rispetto a una donna.
E vostra sorella non dovrebbe guardarvi in faccia mai più.

Vostra figlia, invece, dovrebbe provare a fare una cosa, una soltanto, la più difficile.
Perdonarvi.
Gratis.
Non lo meritate per niente, ma lei è una donna.
E’ l’unica che può riuscirci.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Thomas Pistoia

Nato a Torino nel 1971, ha vissuto la sua giovinezza in quel di Presicce. Scrittore, sceneggiatore e poeta, ha pubblicato racconti, poesie e canzoni. Per Ofelia Editrice ha pubblicato il romanzo "La leggenda del Burqa". Per la Sergio Bonelli Editore ha scritto storie per Nathan Never e Zagor. Ha collaborato con Astorina per alcune storie di Diabolik.

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!