Brindisi, sequestro antimafia per due milioni di euro: quattro prestanomi per l’ex contrabbandiere

Patrimonio riconducibile a Renato De Giorgi, detenuto in Grecia per narcotraffico: cinque società, 16 immobili, conti correnti, nove auto e due moto. “Redditi esigui, tentativo di mascherare i beni attraverso la fittizia interposizione di alcuni familiari e persone fidate”. Il 20 novembre scorso, provvedimento preventivo per una tabaccheria nel centro della città e due terreni: valore 400mila euro

BRINDISI – Quattro prestanomi per mascherare il patrimonio del valore di due milioni di euro, accumulato nel tempo dall’ex contrabbandiere brindisino Renato De Giorgi, 52 anni, attualmente detenuto in Grecia per traffico di droga: in chiave antimafia sono stati sequestrati cinque società, 16 immobili, conti correnti, nove auto e due moto. Beni che si aggiungono alla tabaccheria nel centro di Brindisi e a due terreni, finiti sotto sigillo il 20 novembre scorso.

IL SEQUESTRO ANTIMAFIA DOPO GLI ACCERTAMENTI DELLA GUARDIA DI FINANZA: “REDDITI ESIGUI”

Il provvedimento è stato eseguito oggi, 9 dicembre 2020, dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Brindisi, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Il sequestro preventivo antimafia, finalizzato alla confisca, arriva a conclusione dell’attività di accertamento su conti correnti e immobili riconducibili a De Giorgi, già destinatario di una misura di prevenzione personale.

“Le fiamme gialle hanno ricostruito il patrimonio e hanno accertato la relativa sproporzione rispetto ai redditi dichiarati”

Si legge nella nota stampa diffusa nella mattinata odierna dal Comando provinciale di Brindisi. Redditi esigui. Poche migliaia di euro nel corso degli anni, insufficienti a giustificare la disponibilità di cinque società, tra cui una attiva nel commercio con l’estero, e una sala giochi; nove auto, tra cui un’Audi A8; 15 immobili, tra fabbricati e terreni, conti correnti e due moto.

PRESTANOMI E FAMILIARI PER MASCHERARE IL PATRIMONIO ACCUMULATO

Stando alla ricostruzione condivisa dai pm della Dda di Lecce, c’è stato “un tentativo di mascherare il proprio patrimonio attraverso la fittizia interposizione di prestanomi e stretti familiari”. Quattro sono i nomi venuti a galla durante le verifiche.

“Il sequestro odierno conferma come l’azione del Corpo sia costantemente diretta a ostacolare l’ingresso, sotto qualsiasi forma, degli interessi criminali nell’economia legale e tutelare, al contempo, la correttezza del mercato”

Si legge nel comunicato stampa.

IL SEQUESTRO DEL 20 NOVEMVRE SCORSO: TABACCHERIA E DUE TERRENI

Le indagini sono state svolte parallelamente a quelle che hanno portato lo scorso 20 novembre al sequestro preventivo ordinario, finalizzato alla confisca della tabaccheria nel centro di Brindisi e di due terreni, uno alla periferia della città e l’altro a San Vito dei Normanni, del valore di 400mila euro. In questo caso, le verifiche dei finanzieri, sempre al comando del tenente colonnello Gabriele Gargano, hanno evidenziato portato la Procura di Brindisi a contestare nei confronti di Renato De Giorgi, l’attività di riciclaggio dei proventi delle attività illecite e a carico di due persone, i reati di intestazione fittizia di beni e auto-riciclaggio.

La tabaccheria venne danneggiata da un ordigno fatto esplodere il 17 maggio 2018: anche se le telecamere del sistema di videosorveglianza ripresero un uomo con il cappuccio, poco prima dell’esplosione, l’autore resta ad oggi senza volto. Mistero anche sul movente. Per quale motivo piazzare una bomba davanti alla saracinesca dell’esercizio commerciale?

IL TRAFFICO DI DROGA: LE ACCUSE CONTESTATE A RENATO DE GIORGI

A distanza di un anno, De Giorgi viene arrestato dai militari della Guardia di Finanza di Roma nel blitz Re Mida, scaturito dall’inchiesta condotta dal pool antimafia della Capitale sul traffico di droga con base nel quartiere di Montespaccato. Ruolo di primo piano contestato a Costantino Sgambati, 42 anni, a sua volta ritenuto legato a consorterie di stampo mafioso, per le quali si occupava della fornitura di droga. Cocaina, soprattutto.

Cento chili di cocaina, business del valore di almeno quattro milioni di euro. L’ordinanza di custodia cautelare viene notificata al brindisino nel carcere di Preveza, in Grecia. Le autorità elleniche lo arrestano nel 2017 con l’accusa di narcotraffico, in seguito alla scoperta di quasi 30 chili di cocaina in un negozio a lui riconducibile. De Giorgi è sotto processo in Grecia.

Leggi anche:

Il comunicato stampa del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi

Droga e contrabbando, sequestrati tabaccheria e terreni a Brindisi: “Intestazione fittizia del valore di 400mila euro”

Scu, il welfare della cocaina

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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