Scuola, la ministra a Emiliano: “Ordinanza da ritirare o rivedere”. La risposta: “No, rischio contagio elevato”

Azzolina: “La Costituzione non prevede una indiscriminata e pericolosa regionalizzazione del sistema di Istruzione”. Il governatore insiste: “Didattica a distanza strumento di tutela della salute pubblica temporaneamente insostituibile, data la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per pandemia. In Puglia in un mese dall’apertura, positivi almeno 417 studenti, 151 positivi tra docenti e personale scolastico”

 

di Stefania De Cristofaro

 

BARI – “Ordinanza da ritirare o rivedere”. La ministra dell’Istruzione ha chiesto al governatore della Puglia di adeguarsi alle misure relative alla scuola, contenute nell’ultimo Dpcm, perché riconoscere ai genitori degli alunni del primo ciclo la scelta tra lezioni in classe o a distanza rappresenta una deriva pericolosa: “La Costituzione non prevede una indiscriminata regionalizzazione del sistema di Istruzione”. Ma Michele Emiliano di rivedere quel che ha deciso e scritto non he ha alcuna intenzione: “Qui il rischio di contagio è alto e la didattica a distanza è uno strumento di tutela della salute pubblica”.

LO STRAPPO TRA LA MINISTRA AZZOLINA E IL GOVERNATORE EMILIANO

Lo strappo fra la ministra e il governatore è diventato ancora più evidente nelle ultime ore, conseguenza diretta e immediata dell’ultima ordinanza che Emiliano ha firmato il 7 novembre scorso, nel tentativo di ricomporre il caos che in Puglia si era venuto a creare per effetto di due pronunce opposte dei giudici del Tar: da un lato la sezione di Bari con annullamento della precedenze ordinanza (quella del 28 ottobre scorso) del governatore di blocco delle lezioni in presenza per le scuole di ogni ordine e grado (ad eccezione di quelle dell’infanzia) e quindi sospensione temporanea degli effetti; dall’altra quella di Lecce con conferma del provvedimento regionale (del 28 ottobre scorso).

In un contesto di questo tipo, con l’aggravante costituita dall’elevato numero di contagi in ambito scolastico, per Emiliano possono essere solo i genitori a decidere se mandare in classe i propri figli oppure tenerli a casa optando per la didattica a distanza. Tale opzione riguarda i bambini e i ragazzi del primo ciclo d’istruzione, vale a dire le elementari e la prima media. Questo sino al prossimo 3 dicembre, data che coincide con l’ultimo giorno in cui resterà in vigore il Dpcm. Con il decreto Conte, invece, le lezioni sono state previste in classe per il primo ciclo, ad eccezione delle regioni che rientrano nelle cosiddette “zone rosse”, vale a dire quelle in cui è altissimo il contagio da Covid: in questo caso, la didattica a distanza è prevista anche per gli studenti della seconda e della terza media, in aggiunta a quelli del secondo ciclo di istruzione.

IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE FORMALIZZERA’ RICHIESTA DI RITIRO O REVISIONE DELL’ORDINANZA

Per il ministero la differenza che di fatto si determina in Puglia non può essere ammessa: “Stanno pervenendo al Ministero dell’Istruzione numerose segnalazioni da parte della comunità scolastica pugliese e delle famiglie che manifestano confusione e disorientamento rispetto ad alcuni contenuti dell’ordinanza emanata dalla Regione e alle pronunce di diverso segno da parte del giudice amministrativo pugliese dei giorni scorsi”, si legge nella nota stampa.

“Nelle prossime ore, nell’ambito dell’esercizio dei consueti canoni di leale cooperazione tra Istituzioni, verrà formalizzata da parte del Ministero dell’Istruzione una richiesta di ritiro o revisione dell’ordinanza regionale che tenga conto di quanto previsto, con grande chiarezza, dal Dpcm dello scorso 3 novembre per le zone cosiddette ‘arancioni’, Puglia compresa, a tutela del diritto all’istruzione delle studentesse e degli studenti pugliesi, dell’autonomia scolastica, nonché dei principi che sono alla base del Sistema Nazionale di Istruzione”, prosegue la nota stampa.

 

Ministra Lucia Azzolina

AZZOLINA: “LA COSTITUZIONE NON PREVEDE UNA INDISCRIMANATA E PERICOLOSA REGIONALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE”

La situazione, per il Ministero, è grave perché può diventare pericolosa per gli studenti e per le famiglie e non è ammissibile in relazione alla Carta costituzionale. “L’obiettivo è scongiurare un insostenibile conflitto tra scuole e famiglie, alimentato da indicazioni che incentivano scelte unilaterali da parte di queste ultime sull’attivazione della didattica a distanza. Una modalità che rischia di costituire un’interruzione di quel dialogo e di quella ricerca di soluzioni condivise su cui si basa da sempre la comunità scolastica stessa, oltre che di trasformare l’Istruzione in un servizio a domanda, quale non è e non può essere, specie nella fascia dell’obbligo. A dirlo è la Costituzione, che non prevede una indiscriminata e pericolosa regionalizzazione del sistema di Istruzione”.

Dal Ministero spiegano che c’è dell’altro:

“C’è poi la necessità di preservare l’autonomia delle Istituzioni scolastiche da interventi di dubbia legittimità e congruità previsti dall’ordinanza. Verrà richiesta anche la condivisione di tutti i dati che hanno motivato la decisione regionale, insieme ad una relazione sugli interventi compiuti da parte delle autorità sanitarie e locali competenti per un’adeguata organizzazione complessiva del nuovo anno scolastico, secondo le indicazioni contenute nel cosiddetto “Piano scuola”, approvato a giugno anche dalle Regioni, Puglia compresa”.

La relazione “dovrà contenere, inoltre, una puntuale indicazione in merito alle iniziative poste in essere per garantire modalità efficienti di organizzazione del trasporto locale correlato alle esigenze di riapertura delle scuole, all’utilizzo delle risorse stanziate e all’attuale attività di programmazione in vista del futuro ritorno a scuola anche delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria di secondo grado”.

I FONDI STANZIATI PER LE SCUOLE DELLA REGIONE PUGLIA

Intanto il Ministero ha voluto ricordare che quest’anno sono stati già oltre 510 i milioni di euro stanziati per le scuole pugliesi, tra fondi per l’edilizia e risorse per l’emergenza. Anche questa puntualizzazione fa riferimento diretto “alle parole pronunciate dal presidente Michele Emiliano nei confronti del sistema scolastico e, in particolare, del Ministero stesso, accusati di non essersi preparati a sufficienza per la ripartenza e per l’eventuale ricorso alla didattica digitale, compresa quella a distanza”. Per Azzolina sono “parole che non rendono giustizia al grande lavoro portato avanti fin qui dai docenti, dai dirigenti scolastici, dal personale della scuola tutto, compresi i funzionari e i dirigenti del Ministero e dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, che questa estate hanno lavorato incessantemente per un rientro in sicurezza e anche per preparare il sistema scuola all’eventuale ritorno alla didattica digitale a distanza”.

L’impegno nel mondo della scuola è testimoniato da tavoli regionali e la documentazione prodotta, “comprese le Linee guida per la didattica digitale integrata fornite alle scuole già in agosto sia per poterla utilizzare, in modo complementare, fin da settembre, nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, sia per fronteggiare un eventuale ritorno alla didattica a distanza”. Questo sempre il Ministero che, nella stessa nota stampa ha riportato una serie di numeri. Il primo:  “oltre 47,5 i milioni stanziati per la didattica digitale nelle scuole pugliesi per investimenti su piattaforme, formazione del personale, per l’acquisto di tablet, pc, connessioni, kit digitali per gli studenti meno abbienti e non solo”.

Il secondo numero: “Il fabbisogno di circa 20mila dispositivi e strumenti digitali per studenti e studentesse in difficoltà registrato in Puglia per la didattica a distanza è stato soddisfatto: grazie alle risorse nazionali e del PON ne sono già stati acquistati, ad oggi, 27.634. E altre risorse sono in arrivo”. Il terzo dato numerico: “Oltre 24 milioni sono stati assegnati alle scuole della Puglia per la ripartenza, attraverso il decreto “Rilancio”. Fondi che hanno consentito di attrezzare gli edifici scolastici con igienizzanti, segnaletica, di fare piccoli interventi di manutenzione, di acquistare ulteriori strumenti digitali per le classi”.

E ancora, sempre fonte Ministero: “Altri 3 milioni erano già stati assegnati in precedenza con il decreto Cura Italia, per garantire idonee condizioni igienico-sanitarie dei locali e dispositivi di protezione e igiene personale per l’intera comunità scolastica, anche durante gli Esami di Stato del secondo ciclo”. Quanto, poi, ai contestati nuovi banchi monoposto sono “155.439 i nuovi banchi monoposto e 45.269 le sedute innovative per le scuole pugliesi”. Sempre per l’emergenza e la ripartenza, alla Puglia sono stati assegnati “oltre 152 milioni per assumere organico aggiuntivo a tempo determinato fra Ata e docenti”. Quasi 34 milioni sono stati assegnati agli Enti locali per interventi di edilizia leggera, affitto di spazi aggiuntivi per l’emergenza e per il loro adeguamento all’uso per la didattica. Risorse che si sommano agli oltre 234 milioni assegnati quest’anno alla Regione e agli Enti locali per l’edilizia scolastica intesa come manutenzione straordinaria, piani di messa in sicurezza, antincendio, indagini sui solai.

Il Ministero sta monitorando la spesa relativa ai fondi per l’edilizia leggera da parte degli Enti locali. “In Puglia, ad oggi è stato speso il 61,94 per cento delle risorse assegnate rispetto al totale”, fanno sapere dal Ministero. “Quanto alle risorse per affitti, noleggi e adeguamento spazi, solo il 42 per cento degli enti locali beneficiari della Regione Puglia che sono stati autorizzati ha attivato ad oggi contratti di affitto e noleggio per garantire il distanziamento imposto dall’emergenza Covid”.

EMILIANO: “NON VOGLIO FARE POLEMICHE, MA DAD NECESSARIA PER TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA”

Il governatore Emiliano ribadisce le ragioni alla base della nuova ordinanza e, in modo particolare, i motivi per i quali

ha reso immediatamente e temporaneamente obbligatoria l’organizzazione della Didattica a Distanza sincrona anche nelle scuole del ciclo primario.

Il mio provvedimento è stato reso necessario ed urgente dall’elevato numero di studenti, insegnanti, personale scolastico e loro familiari contagiati e posti in quarantena, che ha determinato una situazione di rischio epidemiologico elevato. Parliamo di migliaia di persone”, spiega.

“Come si può da parte di una ministra preannunciare con un comunicato stampa, senza anticipare alcuna motivazione, una richiesta di modifica o ritiro di un provvedimento urgente emesso da un presidente di regione con grande sofferenza e rispetto verso il mondo della scuola al solo fine di prevenire ulteriori contagi?”, chiede Emiliano.

“Nella pubblica amministrazione si agisce per atti. La Regione Puglia è sicura di avere adempiuto in ogni modo possibile al dovere di collaborazione con la scuola pugliese e continuerà a farlo sempre. E nonostante non condivida toni e contenuto della nota della Ministra, proverò in ogni modo a non polemizzare, ma a collaborare al fine di garantire la tutela di studenti, docenti, personale scolastico e famiglie pugliesi”.

La risposta, già mandata alla ministra Azzolina, si dirama in 12 punti tra ricostruzione della situazione e attuale andamento della curva epidemiologica.

IL CASO DELLE PRONUNCE OPPOSTE DEL TAR: DA UN LATO LA SEZIONE DI BARI, DALL’ALTRA QUELLA DI BARI

Emiliano ha voluto ricordare innanzitutto che “alla luce dei dati epidemiologici”, ha disposto con ordinanza n. 407 del 28 ottobre 2020 la sospensione temporanea della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni organo e grado. Il punto di partenza dello strappo con Azzolina. “Il Tar di Bari il 6 novembre ha sospeso la mia ordinanza n. 407 con decreto monocratico del giudice. L’effetto di tale pronunciamento è stato la ripresa della didattica in presenza nelle scuole”, ha ricordato il presidente. “Il Tar di Bari ha sospeso l’ordinanza n. 407 avendo “Rilevato il profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la Dad”:  queste non sono parole del Presidente Emiliano, come erroneamente riporta la nota del ministero, bensì sono parole pubblicate nel decreto monocratico del Tar di Bari (consultabile cliccando qui)”.

“Lo giorno stesso, nell’adeguarmi al decreto monocratico del Tar di Bari, ho emanato l’ordinanza n. 413 del 6 novembre, per consentire agli studenti che lo richiedano di scegliere la Didattica a distanza, disponendo altresì che tutte le scuole attivino la Dad”, si legge nella nota di Emiliano. “Sottolineo che la mia ordinanza n. 407 di divieto temporaneo della didattica in presenza, non è stata annullata, ma solo sospesa dal Tar di Bari e nulla esclude che il Tar muti orientamento quando si svolgerà la Camera di consiglio collegiale, fissata il prossimo 3 dicembre”.

 “ORDINANZA TEMPORANEA E NON ALTERNATIVA A MODELLO COSTITUZIONALE”

“Le mie parole rivolte al personale scolastico, agli alunni e studenti, ai dirigenti, alle famiglie sono sempre state di estremo rispetto e gratitudine per l’enorme impegno messo nell’attuazione delle misure di prevenzione. Un impegno che purtroppo non è bastato a tenere fuori dalle classi il virus, come dimostrano i dati epidemiologici”, ha voluto sottolineare Emiliano. “La disponibilità a dialogare con il Ministero è massima al fine di garantire l’equilibrio tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, in tempo di pandemia”.

La nostra ordinanza – prosegue –  ha carattere temporaneo e quindi non può definire un modello scolastico alternativo a quello individuato dalla Costituzione. L’ordinanza si limita a definire la Didattica a distanza come uno strumento di tutela della salute pubblica temporaneamente insostituibile, data la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per pandemia e gli alti contagi che il mondo della scuola, e più in generale la Regione Puglia, registra nel periodo di vigenza dell’ordinanza stessa”.

Poi il riferimento al piano scuola del Ministero: “L’ordinanza n. 413 è scritta in pedissequa applicazione del Piano: “Qualora l’andamento epidemiologico dovesse configurare nuove situazioni emergenziali a livello nazionale o locale sulla base di un tempestivo provvedimento normativo, potrebbe essere disposta nuovamente la sospensione della didattica in presenza e la ripresa dell’attività a distanza, attraverso la modalità di didattica digitale integrata. […] Si dovranno necessariamente e preliminarmente individuare le modalità e le strategie operative per garantire a tutti gli studenti le stesse possibilità, in termini di accesso agli strumenti necessari per una piena partecipazione. Allo stesso fine, il Piano annuale di lavoro del personale Ata è integrato con le previsioni per il lavoro agile.  […] L’Amministrazione attiva inoltre la prosecuzione degli specifici protocolli con gli ordini degli psicologi per la gestione degli effetti emotivi del Lockdown sugli alunni, sul personale della scuola e sulle famiglie […]. (Per leggere il testo completo del Piano scolastico per la Didattica digitale integrata clicca qui)”.

Emiliano prosegue: “Il Ministero ha scelto di erogare tutte le risorse citate nel comunicato stampa, quali quelle per la didattica digitale, per interventi di edilizia leggera o per l’affitto di spazi aggiuntivi, direttamente alle Istituzioni Scolastiche, a Comuni e Province senza prevedere alcun ruolo programmatorio o di coordinamento in capo alla Regione”. E spiega: “Relativamente agli stanziamenti per le manutenzioni straordinarie previste nell’ambito del Piano Regionale per l’Edilizia Scolastica, non vi è, al momento, alcun ritardo, imputabile alla Regione, detti finanziamenti sono stati assegnati agli enti locali. Per dare il segno della nostra costante vicinanza alla scuola pugliese cito per tutti il caso del grande istituto scolastico Nervi, Fermi, Cassandro di Barletta, che aveva presentato lesioni delle strutture portanti tali da non consentire l’inizio dell’anno scolastico per più di 1800 alunni: la Regione Puglia e in particolare il Presidente esercitando i poteri di protezione civile è intervenuto realizzando i lavori di consolidamento in meno di due mesi investendo 4 milioni di euro di pertinenza della Regione Puglia (in sostituzione del Ministero dell’Istruzione)”.

SITUAZIONE TRASPORTI E ANALISI EPIDEMIOLOGICA

In tema di trasporti:

“Se ce ne sarà bisogno, la Regione è pronta a stanziare risorse aggiuntive per incentivare il numero di corse e di mezzi per tutelare dal rischio del contagio da Covid gli studenti che frequentano le lezioni in presenza, adeguando l’offerta sulla base della domanda, anche ricorrendo al supporto delle società private”

Ha scritto Emiliano.

L’ultimo riferimento è il punto di vista epidemiologico: “In un solo mese dall’apertura delle scuole sono risultati positivi almeno 417 studenti, 151 positivi tra docenti e personale scolastico e almeno 286 scuole sono entrate in contatto con casi Covid.  E migliaia e migliaia sono gli studenti e il personale scolastico attualmente in isolamento per contatto stretto avvenuto a scuola con casi positivi”. In Puglia, quindi, almeno sino al prossimo 3 dicembre, per gli studenti più piccoli, tra lezioni in classe o a casa, gli unici a decidere restano i genitori.

 

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