Vivere ora

Siamo tornati a correre.

Si corre per star dietro alle notizie, ai decreti, ai divieti che si susseguono a ritmo sempre più serrato. E si corre per vivere il più possibile, ma col freno a mano.

Una grossa spada di Damocle pende sulla nostra testa e l’agitazione, almeno dentro, si fa sentire.

Ora la domenica è il giorno dei decreti.

Difficile passare un week-end spensierato aspettando di scoprire cosa accadrà.

Si continua a lavorare o ci si ferma (rendendo vani tutti gli sforzi fatti fino ad ora per riuscire a ricostruire qualcosa)? Coprifuoco? Lock down? Dad?

L’ultima volta che si è sentito parlare di sussidi era a Giugno. Siamo a fine Ottobre e non èarrivato nulla. Come vivremo se ci fermano di nuovo? 

Intanto qui c’è una bocca in più da sfamare: abbiamo deciso di tenere con noi Theresina, un’agitatissima gattina salvata da morte certa. Salta qua e là, sale sulla tastiera del computer, continua a girarmi intorno e a salire ovunque alternando fusa e miagolii. Oggi è più agitata del solito, forse anche lei sente la tensione pre-decreto.

Sicuramente la sua presenza mi ricorda molto ciò che sto vivendo dentro di me mentre scrivo:

combattuta tra il desiderio di cambiare argomento e l’impossibilità a farlo, oggi l’unico argomento possibile, purtroppo, è la pandemia che stiamo vivendo. Ogni altro argomento mi scivola addosso mio malgrado.

Ricevo un messaggio in lacrime di Justina, la nostra ex ragazza alla pari, la Polonia ha appena varato una nuova legge che rende illegale l’aborto anche in caso di gravi malformità del feto (ovvero anche in caso di morte certa del bambino). Justina è sconvolta. Vorrebbe emigrare. Ma non potrà nemmeno raggiungere la sua famiglia per festeggiare il suo 22mo compleanno, perché è in isolamento per essere stata a contatto con una persona positiva al Covid-19. Figurati.

Nemmeno mia figlia potrà festeggiare il suo compleanno. Martedì scorso ha compiuto 10 anni, un età importante, la prima con due numeri! Domani ci sarebbe dovuta essere una grande festa, l’ultima con i compagni di scuola delle elementari e anche l’ultima nella nostra amata casa, che presto lasceremo.

Nella mia famiglia, per tradizione, le feste sono una cosa molto seria. Dopo la festa dei pirati, la festa rock e la festa nel paese delle meraviglie di Alice, avevamo optato per un tema adatto al traguardo dei 10 anni. Avremmo fatto una festa a tema ORO.

( i pacchi amazon con decorazioni dorate sono già arrivati)

Quello che mia figlia non immagina è che sto raccogliendo brevi messaggi video di auguri da parte di tutti i nostri amici , vicini e lontani. Domani si sveglierà comunque in una casa tutta d’oro e, sul suo nuovo computer, potrà vedere una lunga sfilza di video dedicati a lei.

Perché è importante che capisca che la distanza è solo fisica, e che lei è circondata da amore.

Questo week end avrebbe dovuto tenersi anche un altro festeggiamento: quello dedicato ai 10 anni di lavoro e di vita dei miei amici della Compagnia Transadriatica Factory.

Avrebbero dovuto esserci 3 giorni di spettacolo, incontri, la presentazione di un libro e una festa, appunto. Avrebbe dovuto essere un occasione gioiosa.

Ma è stata annullata già 2 decreti fa.

Mentre scrivo arriva l’ennesima notizia minacciosa: il governo valuta se proclamare una nuova forma di lock down, ovvero vietare tutti gli spostamenti che non siano per lavoro, scuola o negozi. La decisione entro una settimana.

In Lombardia e Campania si vive già col coprifuoco.

A Milano i teatri si sono subito attrezzati per anticipare gli orari degli spettacoli, così che, i temerari spettatori capaci di recarsi a teatro nonostante il clima di terrore, possano tutti tornare a casa in tempo.

E, proprio in questi giorni, sono in scena a Milano i miei amici Gigi Gherzi e Giuseppe Semeraro. Pare abbiano debuttato davanti a una sala piena, raccontano di essere rimasti felicemente sorpresi dell’affluenza e dall’entusiasmo del pubblico.

E anch’io, mentre aspetto di scoprire se settimana prossima dovrò adeguare gli orari delle lezioni a un coprifuoco oppure annullarle tutte direttamente, continuo a ricevere messaggi di persone che vorrebbero prenotare la prossima lezione con me. Non ho mai avuto tante richieste come ora.

Ho l’impressione che la gente stia disperatamente cercando di vivere il più possibile e a dispetto di tutto.

VIVERE

danzare, sudare, seguire le proprie passioni, fare un attività con le amiche, uscire, respirare.. finché possibile.

Cerco di trovare una soluzione che possa accontentare tutti coloro che hanno voglia di danzare con me, aggiungendo ore di insegnamento e ipotizzando doppi turni di lezioni. Non si può stare tutti insieme, dobbiamo mantenere la distanza fisica: serve uno spazio di 2 metri per 2 intorno ad ogni allievo. Dovrò limitare il numero di allievi a massimo 9 a lezione.

Ho paura, sento un groppo in gola e un peso sul petto. Ma, nonostante me lo sconsigli anche il mio più fidato amico e sostenitore, procedo imperterrita nell’organizzare le lezioni extra per settimana prossima.

Dovremmo fare ORA tutto ciò che è possibile fare, prima che ci venga negato.

E’ importante.

E a un tratto anche il parrucchiere, che è sempre infondo alla mia lista di priorità, diventa urgente.

Come la gita allo zoo, la visita alla zia, un saluto al mare…

Porterò le mie figlie fuori casa questo week end.

Non possiamo rimandare niente.

Soprattutto la felicità.

Nessuno è felice senza avere unillusione, le illusioni sono necessarie alla nostra felicità quanto le cose reali.

(Christian Nestell Bovee)

 

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3 Commenti

  1. Avatar
    Roberto

    Messa così sembra che questa pandemia abbia anche un effetto positivo: la ri-scoperta che il presente è l’unico tempo certo. Il passato non esiste più e il futuro è solo un’ipotesi incerta. Ha mai fatto caso che nel nostro dialetto non è previsto il tempo futuro? “Farò” diventa “aggiu fare” o “tocca fazzu”, devo fare, che esprime un’intenzione o una necessità presente. I nostri avi erano dei saggi.

    Reply
  2. Avatar
    uesta

    Roberto,
    hai proprio ragione: se la pandemia ci ha insegnato qualcosa è che il presente è l’unico tempo certo.
    I nostri avi erano saggi eccome!

    Oggi però siamo già qualche giorno dopo questo mio scritto e, purtroppo, il presente è sicruamente negativo.
    Cerco ancora di elaborare il colpo dell’ultimo decreto che, anche se prevedibile, stavolta ha avuto un effetto inaspettatamente pesante su di me.
    Oggi, il presente, mi affatica.
    Ma domani, domani è un altro giorno!

    Reply
    1. Avatar
      Roberto

      Sono tornato su questo post dopo aver letto delle precisazioni del ministero dello sport riguardo il dpcm (traendone per altro la spiazzante senzazione che chiudere o non chudere le scuole di danza dipenda non da precise necessità socio-sanitarie ma dalla definizione che si dà di danza: sport o circolo culturale-ricreativo? https://www.repubblica.it/cronaca/2020/10/26/news/dilettanti_e_amatori_ecco_gli_sport_permessi_e_quelli_vietati_dal_nuovo_decreto-271948202/?ref=RHTP-BH-I271771521-P4-S3-T1)
      In effetti credo mi aspettassi una sua risposta… ma meno gentile. Perché non avevo colto la gravità della situazione dal suo punto di vista e più in generale dal punto di vista di tutti coloro che sono stati colpiti dall’ultimo decreto: io appartengo ai privilegiati, a coloro che possono continuare a lavorare da casa e anzi la pandemia mi ha fatto un favore liberandomi dal vincolo dell’ufficio.
      Così è troppo facile trarre lezioni “filosofiche” sul tempo e sul modo di viverlo e il rischio è che in questo momento appaia come un esercizio inutile, saccente e persino irrispettoso. E invece la fatica che costa l’andare avanti merita sempre il massimo rispetto.

      Reply

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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