Niente procede come al solito

di Barbara Toma

Settembre è già quasi alle spalle. E niente, niente è andato come al solito. Niente è andato come previsto.

Normalmente Settembre è il periodo dell’anno che più preferisco. La tanto attesa fine della sempre troppo lunga estate, il ritorno in sala, i buoni propositi, i progetti e la messa a punto del calendario di appuntamenti della nuova stagione… Normalmente arrivo a settembre riposata e piena di voglia di ricominciare.

Normalmente, appunto.

Ma non stavolta. Che oramai, si sa: il 2020 non ha proprio nulla di ‘normale’.

Infatti, se per quasi tutta la mia esistenza arrivavo a fine Agosto già pronta e impaziente di dare inizio alle danze, questa volta sono arrivata al 20 settembre senza neanche avere il tempo di accorgermene. Ma, sopratutto, con un bel po’ di stanchezza accumulata.

Settembre è quasi giunto alla fine e forse anch’io.

Il lungo lock down e la prolungata e continua chiusura dei teatri hanno creato un vuoto lavorativo mai visto prima, facendo crollare tutto il castello di carte e ricordandoci quanto siano precarie e poco tutelate le nostre professioni, le nostre vite. Tutto questo mi ha portato a scegliere di dedicare la mia estate 2020 allo studio.

Ecco, è così che ci siamo lasciati i primi di Agosto.

Poi è successo tutto molto velocemente: le improvvise offerte di lavoro, le ore di lezione, lo studio… In un attimo mi sono ritrovata a dover gestire un importante quantità di impegni.

Una serie di nuove, inaspettate e preziose occasioni di lavoro , di crescita e di confronto.

Ho accettato tutto. Ho incastrato ogni cosa nel mio tempo, mi sono abbuffata di impegni nel terrore di tornare a vivere nel vuoto più assoluto.

Eh già, perché il futuro è diventato qualcosa di incerto, di astratto e di ignoto. Anche per noi che abbiamo sempre fatto una vita precaria.

E così, in tanti, hanno optato per un piano B. Io ho scelto di ampliare la mia formazione seguendo una strada che mi ha sempre affascinato, per non morire, ma anche nella speranza che questo possa migliorare e incrementare il mio attuale lavoro e le mie entrate. Ma molti altri invece, purtroppo, hanno optato per qualcosa di più drastico: cambiare lavoro.

Ci sono momenti in cui la stanchezza è tale da aver solo voglia di stendermi e piangere. Ma poi ricordo a me stessa che devo solo essere grata per tutto ciò che mi arriva.

Tra i progetti a cui ho aderito con più entusiasmo in questo periodo c’è stato quello di Giuseppe Semeraro e della compagnia Principio Attivo Teatro: prendere parte ad uno spettacolo itinerante, composto da tanti diversi monologhi, sul tema del corpo umano.

In un tempo di distanziamento sociale, mettere in scena tanti diversi interpreti per una riflessione sul corpo era qualcosa di necessario. Un’esperienza preziosa.

E così, mentre ragionavo sul mio corpo di donna, sui corpi scenici e su corpo politico, tutto intorno la vita continuava a scorrere.

Domenica si torna alle urne. I bambini stanno per tornare a scuola con nuove regole, nuovi orari e mascherine sempre sul volto.

E anche questo pezzo è arrivato alla fine.

Avrei voluto parlare d’altro, avrei voluto fare un ritorno col botto, avrei voluto scrivere con calma…

Ma qui niente procede come al solito.

Ben ritrovati, amici.

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2 Commenti

  1. Avatar
    Roberto

    “il futuro è diventato qualcosa di incerto, di astratto e di ignoto”
    Il futuro lo è sempre stato: è il nostro modo di percepirlo che è cambiato. E se da questo discendesse un minimo di necessaria umiltà sarebbe persino un bene. Purtroppo l’impressione è che stia accadendo esattamente l’opposto: nello sfasamento generale emerge chi più urla le proprie certezze… anche quando l’unica cosa certa è che siano delle emerite cazzate.
    Intanto però io ho avuto la rassicurante certezza che la sua rubrica ci sia ancora (è settembre inoltrato e cominciavo a temere che davvero nulla procedesse come previsto…)
    Benritrovata.

    Reply
    1. Avatar
      Barbara Toma

      Bentrovato lo dico io!

      sono d’accordo su tutto, compreso il fatto che sia molto rassicurante ritrovare chi mi legge e mi segue.
      Come sempre: grazie per la fiducia e grazie per il commento, è bello sapere che c’è chi si preoccupa quando l’Olandese volante manca…

      Reply

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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