Il miracolo di “Pane e pomodoro”

di Luigi Cazzato

In acqua donne indiane fanno abluzioni come fossero nel Gange. Sulla riva opposta, si odono i colpi di un enorme polpo sbattuto da un energico pescatore. In riva, un bambino capriccioso, come soltanto i figli unici lo sono, e tre quattro adulti tutti intenti a esaudire i suoi capricci: (io figlio) voglio fale pipì. Ed eccoti pronta una buchetta scavata per la pipì del bambino… è solo un bambino, ripetevano a turno. E pipì sia, santa, di bambino.

Poco più in là, c’è uno straniero ma fortunatamente è il venditore ambulante di colore a suo agio in mezzo a questi altri colori. C’è anche una turista slava dalla pelle bianco-mozzarella, ancora da dorare, ma è troppo lontana per poter dare un sommario giudizio sui meridionali che scambiano la sabbia della spiaggia per il water di casa. Lo avrebbe dato volentieri, il suo giudizio, una giovane signora barese che ad alta voce vuole far sapere, a quanti più possibile, che lei vive a Milano e che lì le mamme non sono come quelle meridionali che viziano i figli, servendoli in tutto e per tutto. Che razza di uomini diventeranno?

Chi non vive a Bari e provincia sicuramente conosce la spiaggia di Pane e pomodoro, di questo stiamo parlando, ma non così da vicino. Negli oramai lontani primi anni ’90, quando incontrare stranieri era come trovare un ago nel pagliaio, era una spiaggia abbandonata da Dio e dagli dei, ma non dal giro della prostituzione. Da un bel po’ di anni, Pane e pomodoro è diventata la Copacabana beach del capoluogo: una spiaggia in piena città frequentata da grandi e piccini, giovani e anziani, ricchi e poveri. Più poveri che ricchi, ovviamente. Tutto sommato una spiaggia multiclasse ma soprattutto una spiaggia multietnica.

La maggioranza sono nugoli di signore (e signori, in minoranza), ma ci sono anche giovani surfisti che allietano l’orizzonte con le loro tavole. Sui viali i runner corrono, con tanto di tablet legato al braccio, e a volte devono fare lo slalom fra alcune belle tavolate di famiglia. Invece, lontano dalla riva squadre di ragazzi stranieri giocano a beach volley. Quando non sono spagnoli sono francesi o inglesi, fuggiti dai rispettivi post-lockdown nazionali.

Tutto merito della spiaggia di Pane e pomodoro, che accoglie tutti e sta facendo l’impossibile per far trovare gomito a gomito una moltitudine di gente, anche la più disparata. Non so per l’incontro interclassista, ma per il miracolo dell’incontro interetnico è ancora presto. Tuttavia, Bari si sta attrezzando.

Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!