“Favori ai detenuti mafiosi”: arrestata l’ex direttrice del carcere di Reggio Calabria

Ai domiciliari Maria Carmela Longo, attualmente alla guida della sezione femminile del penitenziario di Rebibbia: secondo l’accusa “concorreva al mantenimento e al rafforzamento delle associazioni per delinquere di tipo ‘ndranghetistico”. Nel periodo del lock down aveva organizzato con le detenute una raccolta fondi da destinare all’Istituto Spallanzani e alla Protezione Civile

 

Di Stefania De Cristofaro

 

REGGIO CALABRIA – Favori ai detenuti accusati o già condannati di essere affiliati alla ‘Ndrangheta, ristretti nel carcere di Reggio Calabria: con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa è stata arrestata l’ex direttrice del penitenziario calabrese, Maria Carmela Longo, ora alla guida del braccio femminile di Rebibbia. E’ ai domiciliari da ieri pomeriggio.

 

L’INCHIESTA DEL NUCLEO INVESTIGATIVO CENTRALE DEL DAP SULLA GESTIONE DEL CARCERE

L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nella giornata di ieri nell’ambito delle indagini condotte dal Nucleo investigativo del Dap (il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, uno dei quattro in cui si divide il Ministero della giustizia italiano) sulla casa circondariale Giuseppe Panzera che Longo ha diretto per 15 anni di fila, prima di chiedere e ottenere il trasferimento a Roma. Gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari hanno convinto il giudice per le indagini preliminari ad accogliere la richiesta di arresto avanzata dal procuratore Giovanni Bombardieri e dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Stefano Musolino (titolare, fra gli altri, del fascicolo d’inchiesta chiamata Gotha, su alcune cosche della ‘Ndrangheta di Reggio Calabria) e Sabrina Fornaro.

 

LE CONDOTTE CONTESTATE ALL’EX DIRETTRICE: FAVORI AD ALCUNI DETENUTI

Secondo l’accusa, c’è stata

“una sistematica violazione delle norme dell’ordinamento penitenziario e delle circolari del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria”

da parte di Longo, nel periodo in cui è stata direttrice del carcere di Reggio Calabria. Attraverso tali condotte, la direttrice “concorreva al mantenimento e al rafforzamento delle associazioni per delinquere di tipo ‘ndranghetistico“, accogliendo le richieste avanzate da alcuni detenuti e accordando alcuni favori a quelli ristretti nel circuito “alta sicurezza”, indagati o già imputati per associazione di stampo mafioso o reati aggravati dalle modalità mafiose. 

Tra le contestazioni mosse nel capo di imputazione provvisorio, ci sono una serie di autorizzazioni firmate dall’ex direttrice: quelle che si riferiscono alle autorizzazioni per i colloqui tra detenuti e familiari, ritenuti ben al di fuori dal perimetro previsto dalle disposizioni di legge in vigore, e quelle per lo svolgimento del lavoro intramurario ed esterno, queste ultime da sottoporre al magistrato di sorveglianza. Contestata, infine, “la collocazione di detenuti ristretti in circuito di Alta sicurezza legati da rapporti di parentela o appartenenti allo stesso sodalizio criminoso nelle medesime celle”.

 

Stando a quanto riportato dall’Ansa, fra i detenuti destinatari di trattamenti di riguardo, ci sono stati alcuni affiliati alle famiglie mafiose di Reggio Calabria e provincia, come Cosimo Alvaro, Maurizio Cortese, Michele Crudo, Domenico Bellocco e Giovanni Battista Cacciola. E c’è stato anche l’avvocato Paolo Romeo, ex parlamentate e rinviato a giudizio a conclusione delle indagini su alcune cosche della ‘Ndrangheta (processo “Gotha”), pendente dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria.

Elementi, al momento sotto forma di indizi, sui quali è stata imbastita e contestata l’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa (così come si apprende dall’Ansa). L’ex direttrice, quindi, al momento è ristretta nella sua abitazione in attesa dell’interrogatorio dinanzi al gip.

 

IL CURRICULUM DELL’EX DIRETTRICE: ANCHE UNA RACCOLTA FONDI PER LO SPALLANZANI

Maria Carmela Longo è stata la più longeva direttrice del carcere di Reggio Calabria: 15 anni di fila, come si diceva. In media i suoi predecessori sono stati al timone della casa circondariale due anni. Di quel periodo di tempo, del suo lavoro e degli obiettivi raggiunti, l’ex direttrice ebbe modo di raccontare alla fine del 2018, alla testata giornalistica on line Strillit, quotidiano calabrese fondato nel 2006. All’epoca già circolava la notizia della sua richiesta di trasferimento a Rebibbia che la stessa Longo confermò, spiegandone anche le ragioni.

“Sì è vero e ci spero”, disse.

“Perché dopo tanti anni, quando sai che hai realizzato gli obiettivi che ti eri prefissata, vuoi altri stimoli e non ti accontenti della banalità quotidiana. Stare a Reggio Calabria non è facile e ho il primato di essere il direttore che è stato più a lungo in questa città, il periodo di permanenza dei miei predecessori è di due anni. Non nego che per questa lunga permanenza, ho pagato un prezzo a titolo personale e privato elevatissimo quindi, è inevitabile che io adesso voglia cambiare. Certo, forse andrò in un contesto ancora più difficile e gravoso però avrò nuovi stimoli. Questa decisione mi pesa tantissimo anche perché San Pietro e in particolar modo Arghillà, sono la mia famiglia. Arghillà l’ho creata io, è come se fosse un figlio mio. Però, ci sono momenti in cui bisogna cambiare”.

A Rebibbia, in piena pandemia, durante i mesi del lock down imposti dal Governo Conte per impedire la diffusione del contagio da Covid 19, Longo, in qualità di direttrice della sezione femminile nel carcere, si è fatta promotrice di una raccolta fondi da destinare all’Istituto Nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e alla Protezione Civile, coinvolgendo le detenute e le loro famiglie. Tutti uniti, diceva. Messaggio semplice, ma dirompente. Così come dirompente è stata la notizia dell’accusa che i pm della Dda hanno mosso nei suoi confronti.

 

Fonte: Ansa.it

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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