Estate 2020

Agosto e io mi sento come se l’estate dovesse ancora iniziare.

 

È come se qualcosa fosse rimasto impagliato nel tempo sospeso della quarantena. Permane la sensazione di aver perso un pezzo: di inverno, di storia, di vita…

Anche se intenso e pieno di scoperte, il lockdown ha lasciato un retrogusto strano. Tutto ha ripreso la sua corsa e ognuno è tornato a inseguire la carota appesa al bastone, quasi come se nulla fosse mai accaduto, come cercando di rimuovere l’esperienza vissuta. Nessuno ne parla più, se non in termini di minaccia per il futuro prossimo.

Ma intanto i conti non tornano.

Abbiamo perso tanto: un pezzo di inverno, la primavera, lavoro, soldi, fiducia in chi ci governa prendendo decisioni a dir poco contrastanti e illogiche, forse abbiamo perso anche la paura (a giudicare dalle spiagge affollate e la gente in giro direi proprio di sì).

Sicuramente abbiamo perso una possibilità.

Dopo la scoperta che uno stop globale è possibile e la prova inconfutabile che la vita, così come la viviamo ora, è letale per l’ecosistema e quindi per noi tutti, abbiamo perso la possibilità di cambiare.

Abbiamo perso la nostra chance di agire tutti insieme per imporre cambiamenti radicali, necessari e oramai urgenti.

E così, perdendo un pezzo dopo l’altro, lasciando lungo il cammino briciole di speranza e lezioni di vita sprecate, siamo arrivati al primo agosto e, per molti,

l’estate deve ancora iniziare’”.

E non inizierà. O almeno, non come al solito. Sicuramente non per me.

Sarà un ‘estate diversa questa: niente viaggi, niente pausa relax in hotel con le bambine, niente fughe, anche brevi, per staccare la spina e rilassarci lontano dalla nostra routine. Niente di niente. Ma, sopratutto, nemmeno un festival o un lavoro fuori dal Salento.

Questa estate resteremo qui, a casa, dove tutti i sogni hanno luogo e dove ci ripariamo dalle intemperie. Qui dove siamo sempre state e dove abbiamo vissuto il lock down, giocando e fingendo di essere altrove.

 

‘Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito.

Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai.’

Giorgio Caproni

 

Sarà un agosto dedito al lavoro e allo studio, per me, e molto più calmo e casalingo per le piccole.

Ci rifaremo poi.

Per ora sono estremamente grata alla vita per avere la possibilità di lavorare fino a metà mese, per il resto, visto che saremo qui, ne approfitterò per dedicarmi allo studio e realizzare un mio intimo desiderio di crescita personale e professionale. Insomma: per mettere a frutto qualcosa regalatami dall’esperienza della vita in distanziamento sociale e lockdown.

Tutto questo proprio all’indomani della partenza di Theresa, la ragazza alla pari con la quale abbiamo condiviso il nostro tempo sospeso e che non scorderemo mai…

Rinuncerò al mare che ho vicino e alle giornate spensierate a giocare nella natura con le mie bimbe, per un po’ di tempo rinuncerò addirittura alla loro preziosa presenza.

Dunque un’estate all’insegna dell’impegno e dei sacrifici e, anche se a volte vengo sopraffatta dalla paura di non farcela e di aver chiesto troppo a me stessa, sono felice che sia così!

La vita scorre e uno degli insegnamenti più importanti, nonché più difficili, è proprio quello di accettare questa verità e di lasciare che accada. Non è mai bene forzare le cose, imporre le proprie scelte o le proprie aspettative incuranti dei segnali contrari…

Cerco di restare aperta a ciò che la vita mi riserva e di lasciare che tutto segua il suo corso, mentre lavoro a rinforzare la mia consapevolezza e raggiungere i miei obbiettivi.

 

Il tempo? Quello c’è sempre, basta saperlo usare bene.

Sostituire un’ora di attività sui social con un’ora di sonno in più o, al contrario, aggiungendo un’ora di studio alla giornata. Approfittare dei momenti di pausa, semplicemente, scegliere di usare meglio il tempo a disposizione (attività sempre utile, dal momento che siamo qui solo temporaneamente e che non sappiamo quanto tempo ci è dato restare).

La mia estate 2020 sarà, spero, l’estate in cui avrò messo a frutto l’abilità perfezionata grazie al coronavirus. Ovvero quella di utilizzare al meglio il mio tempo e di ritagliarmi un tempo per me nonostante i miei doveri di mamma single con due figlie piccole.

Sarà l’estate in cui innaffierò con cura i tanti semi piantati in questi ultimi anni, imparando a non spazientirmi di fronte ai piccoli germogli che esitano a crescere e sbocciare in tutto il loro splendore.

Negli ultimi anni ho passato un bel po’ di tempo ad imparare lezioni dalla vita. Ora posso finalmente dedicarmi allo studio sui libri e sul corpo. Non più in balia dei traumi da gestire, bensì guidata da maestr* , non autodidatta per necessità, bensì allieva per scelta.

 

Spaventoso ed entusiasmante al tempo spesso. Ma così necessario!

D’altronde, come potrei pretendere di propormi come educatrice, e trasmettere dei saperi, senza continuare a studiare e approfondire la materia regolarmente io stessa?

 

E allora, nonostante tutto, compresa la mia innata pigrizia, incurante delle mie stesse resistenze o di ciò che si possa pensare delle mie scelte, io mi butto.

Affronto le mie paure e i miei limiti e scelgo la strada più difficile, quella dettata da istinto e intuito.

Per non disperdere quel poco di buono che mi ha regalato l’esperienza vissuta quest’anno. Per riappropriarmi di qualcosa in mezzo a tutto questo vuoto a perdere e cogliere la possibilità di trasformare una piccola parte di quel tempo sospeso in agire positivo e duraturo.

A voi tutti auguro di fare lo stesso, cercate di non cadere nella tentazione di rimuovere l’esperienza vissuta e di individuare un seme da poter coltivare per far crescere qualcosa al posto di quello spazio vuoto rimasto…

 

Io resto qui, ma torno a Settembre.

Passate un estate all’insegna dei sorrisi e della pace interiore.

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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