Prima l’interesse dei minori, poi lo scoop

Per tutelare i minori non pubblichiamo dettagli importanti di una notizia

 

di Marilù Mastrogiovanni

 

Questo fattaccio è accaduto a Mesagne. Abbiamo deciso di pubblicare il nome del paese, questo sì. Abbiamo pubblicato anche il nome dell’uomo accusato di tentato omicidio. Non abbiamo pubblicato il nome della vittima, l’uomo accoltellato, né quello della donna accusata di essere la mandante, cioè sua moglie.

Il movente, secondo la procura di Brindisi, è da ritrovarsi nel fatto che la vittima non pagava gli alimenti alla donna, madre di due bambini e lei, dunque, ha voluto dargli una lezione.

C’è sullo sfondo un contesto di disagio, che probabilmente ha già causato tensione e dolore ai due bambini. Tenendo la barra dritta sempre e solo sulla tutela del più debole, un obiettivo che deve essere un faro nella professione giornalistica, abbiamo perciò deciso di non rendere pubblico né il nome della madre né quello del padre dei bambini: secondo la procura rispettivamente mandante e vittima del tentato omicidio.

Sappiamo che la maggior parte delle testate ha pubblicato i nomi e anche le foto, con tanto di fascetta nera sugli occhi.

Noi invece preferiamo arretrare e far andare avanti l’interesse dei bambini a vivere in un contesto più sereno o quantomeno non più drammatico a causa di un giornalismo sciatto e insensibile.

La nostra coscienza, il rispetto del codice deontologico e dei più deboli vengono prima di ogni scoop. Il nostro, è un mestiere di servizio e al servizio.

Scusateci, siamo fatte così.

 

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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