Il risveglio delle dee

Di Barbara Toma

E poi è apparsa lei: completamente nuda, con solo un cappuccio e una mascherina neri. E’ avanzata danzando tra i fumi dei lacrimogeni e, incurante dei proiettili di gomma, dopo aver eseguito delle posizioni yoga, in un estremo gesto di sfida, si è seduta a terra di fronte ai poliziotti antisommossa, che la guardavano attoniti.

E’ restata li, ferma, a gambe divaricate, mostrando loro il suo corpo in tutta la sua forza e tutta la sua fragilità.

 

Le immagini di questa surreale performance, che ha avuto luogo a Portland, dove le strade continuano ad essere invase dai manifestanti di Black Lives Matters, hanno ha fatto il giro del mondo e la misteriosa donna in questione è stata ribattezzata “The Naked Athena”, in omaggio all’antica pratica Illenica dell’ Anasyrma, in cui durante i riti propiziatori dedicati ad Atena, le donne mostravano la loro vagina.

A Portland il nudismo in pubblico come segno di protesta simbolica sembra essere una tradizione consolidata e consentita dalla legge. Ciò nonostante la cosa ha stranito i poliziotti al punto da spingerli a ritirarsi di fronte alla donna.

 

Dunque la storia si ripete: emulando un rito sacro di origini arcaiche, per cui ben precedenti alla cultura Ellenica, praticato in ogni parte del mondo e di cui si ritrovano tracce in Egitto, in India, tra i Maya e addirittura in Giappone, la nostra Dea Nuda contemporanea ha vinto.

Ha dimostrato al mondo intero che una donna, da sola, può difendere migliaia di manifestanti. Semplicemente mostrandosi in tutta la sua potenza. Non corpo oggetto, non vulva da riempire, ma custode di mistero e potenza divina.

 

La potenza misteriosa della donna, la Yoni, l’origine del mondo, di fronte alla violenza della forza maschile.

 

Sempre a Portland, in questi giorni, a 50 giorni dall’uccisione di George Floyd, decine di mamme sono scese in strada per unirsi alle manifestazioni creando un vero e proprio «muro di mamme» che si è frapposto tra i manifestanti e le forze federali mandate dall’amministrazione Trump per fermare le proteste, urlando:

Moms are here ( “Le mamme sono qui”).

Intanto, qui in Italia, quattro fratelli e sorelle di Cuneo, tra i 6 e i 14 anni, come spesso accade, dopo aver denunciato il padre per abusi sessuali e violenza, sono stati allontanati non solo da lui, ma anche dalla madre protettiva e, addirittura, l’uno dall’altra, trasferiti contro la loro volontà in strutture diverse solo perché ‘troppo uniti’.

L’unica richiesta dei ragazzi è tornare tutti insieme dalla madre. Chi doveva ascoltarli non l’ha fatto e ora sono tutti in sciopero della fame.

E sono le donne, ancora una volta, a muoversi in loro difesa, a fare la differenza. Infatti, un gruppo sempre più numeroso, di madri e non, tra cui esponenti della lotta contro la violenza istituzionale, donne comuni, ma anche la cantante Fiorella Mannoia e l’Onorevole Veronica Giannone, si sono unite allo sciopero della fame a staffetta indetto da Movimentiamoci a sostegno dei bambini di Cuneo.

Nel frattempo 25 minuti di evento hanno letteralmente messo a subbuglio la mia piccola città. Lecce ha ospitato la sfilata di Christian Dior. Sono arrivate star del cinema, della moda e della musica, il centro è stato invaso e blindato, piazza Duomo si è trasformata prima in un cantiere e poi in una passerella internazionale.

Insomma: la capitale del Barocco ha avuto i suoi 25 minuti di fama.

(Chiusi al pubblico per via del COVID, ma tanto per i poveri cittadini senza privilegi non sarebbe cambiato nulla, figuriamoci).

 

Ma, al di là delle polemiche possibili, che sono anche tante, a me oggi interessa solo sottolineare il fatto che sia tutto avvenuto grazie ad una donna. Una donna che è riuscita a farsi strada fino ai vertici del mondo dell’alta moda scegliendo di lavorare solo con altre donne, che ha parlato di donne e potere femminile in conferenze stampa e interviste e che ha creato una collezione ispirata alla nostra tradizione, usando i pregiati tessuti creati dalle donne di Fondazione le Costantine e una scenografia fatta di coloratissime luminarie tradizionali, rivisitate da un’artista, Marinella Senatore, su cui capeggiavano slogan femministi.

 

Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica di Dior, di origini salentine, ha scelto di portare un po’ del suo mondo e della sua visibilità qui, nella sua terra di origine, e ha allestito una sfilata incentrata sul potere femminile.

Certo, tutto parte di un grande tritacarne che usa i nostri luoghi, i nostri prodotti e le nostre tradizioni a suo piacere in nome del consumismo.

Certo, difficilmente una sfilata di alta moda potrà contribuire alla lotta femminista con degli slogan.

 

Ma poco importa, a me oggi, se questa sfilata sia stata tutta incentrata sul potere delle donne per furbizia e per moda o se sia nata per un sano, bensì alquanto ingenuo, tentativo di cambiare le cose ‘da dentro’, il risultato non cambia: qui si è parlato di donne, sono apparsi slogan femministi e si è sentito una donna di potere parlare di potenza femminile e parità di genere.

(Oltre ad aver avuto la città invasa da comitive di giovanissime modelle di ogni possibile nazionalità e avvenenza ma, per fortuna, mai spaventosamente magre, anzi, immagine di salute e bellezza).

 

La misteriosa Atena Nuda, le mamme di Portland, lo sciopero della fame per i bambini di Cuneo, la sfilata di Dior…io metto tutto insieme, e vedo donne, donne, sempre e ancora donne! Sono io oppure sta accadendo qualcosa?

Non lo so. Ma, in un periodo in cui sono sempre più incentrata sullo studio e la pratica dello yoga, e quindi sulla conoscenza di me stessa, tutto sembra pian piano trovare un suo posto.

Compreso il libro che sto leggendo: “Il risveglio della Dea” di Vicky Noble, che parla del potere sciamanico delle donne e della via femminile alla guarigione. E che ha già tutti i presupposti per diventare una delle mie bibbie.

Sono talmente rapita dalla lettura di questo testo che in realtà non vorrei fare altro, ma a volte sono costretta a distogliere lo sguardo dalle sue pagine e allora vedo: vedo donne tutto intorno a me svegliarsi, diventare consapevoli, unirsi. E un senso di positività mi pervade.

Allora, oggi che scrivo di donne, dedico alle donne le parole di Vicky Noble:

‘E’ necessario che ciascuna di noi rivolga la propria attenzione dentro di sé e che tutte incominciamo a creare in modo attivo e intelligente il mondo che vogliamo.’

Io credo che sia necessario e anche possibile. Lasciamo da parte le lotte contro chi non capisce, le critiche poco costruttive e le polemiche e mettiamoci al lavoro. Più affrontiamo noi stesse, più potremo conoscere e usare la nostra forza, una forza potente, magica e misteriosa. Una forza guaritrice.

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Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

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