“In cambio del voto, assunzione nella ditta dei rifiuti”: indagato sindaco di Santa Cesarea Terme

Pasquale Bleve, rieletto alla guida del Comune il 10 giugno 2018, è accusato di corruzione elettorale. Notificato l’avviso di conclusione. La pm della Procura di Lecce: “Prometteva a Filippo Rizzo un posto di lavoro per il figlio nella ditta Ercav srl, per ottenere il suo voto e quello dei componenti della sua famiglia, in favore di un candidato al Consiglio”. La difesa: “Accusa infondata, chiarirò tutto”

Di Stefania De Cristofaro

 


SANTA CESAREA TERME – A distanza di poco più di due anni dalla rielezione a sindaco nel comune di Santa Cesarea Terme, Pasquale Bleve, 47 anni, è finito sotto inchiesta per corruzione elettorale: “Prometteva a Filippo Rizzo un posto di lavoro a tempo indeterminato per il figlio, nella Ercav srl”, titolare dell’appalto per la raccolta dei rifiuti, “in cambio del suo voto e di quello dei componenti della sua famiglia”.

Voto che Bleve, per l’accusa, avrebbe chiesto non già per sé, ma per un candidato consigliere comunale della sua lista civica, in occasione della tornata del 10 giugno 2018.

LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 10 GIUGNO 2018 A SANTA CESAREA TERME: IL BIS DI BLEVE

La pm Roberta Licci della Procura di Lecce ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per Bleve e Rizzo. Rischiano entrambi di finire sotto processo, nel caso in cui la sostituta procuratrice dovesse esercitare l’azione penale formulando la richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale di Lecce, al gup. Sindaco ed elettore, in qualità di indagati, hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.

Per Bleve si tratta del secondo mandato amministrativo: la sua lista civica “Insieme con Responsabilità”, il 10 giugno di due anni addietro, ottenne il 65,82 per cento dei consensi. Sindaco bis, dopo essersi confrontato e scontrato con la candidata Maria Corvaglia, rimasta ferma al 34,17 per cento, con la lista Costruiamo insieme il Futuro. Il comune di Santa Cesarea Terme, una delle località a vocazione turistica del Salento, conta tremila abitanti e qui, così come in altre realtà di piccole dimensioni a fare politica da anni non ci sono più i partiti tradizionali, ma le “civiche”. Nel 2013, Bleve venne eletto primo cittadino con il 62,71 per cento dei voti: in quella occasione, riuscì a imbastire la lista chiamata “Cambiare SI Può” e riuscì a scalzare dalla scena il centrodestra che sembrava intoccabile essendo riuscito a governare per venti anni. Cambiamento epocale, in effetti.

Ricostruendo alcuni passaggi delle settimane di preparazione al voto, tra incontri con i potenziali elettori e comizi, la pm ritiene che ci siano gli estremi per contestare la corruzione in chiave elettorale nei confronti del sindaco Bleve, con riferimento alla frazione di Vitigliano.

L’INIZIO DELLE INDAGINI: ESPOSTO ANONIMO E TELEFONATA REGISTRATA

L’input agli accertamenti è arrivato da un esposto senza firma, al quale è stato allegato un cd contenente la registrazione di una telefonata. La posta è stata recapitata ai carabinieri della compagnia di Maglie, lo scorso mese di ottobre. Nel file audio si sentono due voci maschili: una è stata identificata ed è quella di Filippo Rizzo, l’altra invece è rimasta anonima.

Nell’avviso di conclusione delle indagini notificato a Rizzo e al sindaco Bleve, è stata riportata una parte della conversazione nel corso di un “incontro avvenuto all’interno dell’auto di Bleve”, quando “lo stesso Bleve promise a Rizzo…..poi quando facciamo la gara nuova, ti prometto, ti garantisco che il ragazzo lo inserisco nell’appalto nuovo, lo metto a tempo indeterminato quando facciamo la gara, ma tu devi votare Giunco…vedi che devono uscire sai, che lì tre voti tiene Giunco e i quattro tuoi sono sette”.

Antonio Giunco candidato al consiglio comunale di Santa Cesarea Terme, poi eletto in Assise, ed è del tutto estraneo alle indagini.

Come corrispettivo dei voti in favore del candidato, nella ricostruzione della Procura, c’è stato “un posto di lavoro a tempo indeterminato presso la ditta Eercav srl, a beneficio del figlio di Filippo Rizzo”.

L’assunzione, stando agli atti delle indagini, c’è stata con contratto firmato sei mesi dopo la vittoria elettorale di Bleve, in data 13 dicembre 2018.

IL SINDACO BLEVE: “ACCUSE INFONDATE, CHIARIRO’ OGNI ASPETTO”

Il primo cittadino si dice sereno e ha conferito incarico all’avvocato Francesco Galluccio Mezio:

“Sono tranquillo e respingo categoricamente tutto ciò che mi viene addebitato”, fa sapere. “Spero nei prossimi giorni di poter chiarire la mia posizione in un confronto con gli inquirenti”. Filippo Rizzo è difeso dalla penalista Veronica Merico.

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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