Carovigno, inchiesta elezioni: “Se mi porti la foto, 50 euro”. E poi: “Dammi due voti e hai gratis il trenino di Torre Guaceto”

DOSSIER/4 – Da diverse intercettazioni, emerge che Andrea Saponaro, ai domiciliari nell’inchiesta dell’Antimafia, “per il tramite di Daniele Luperti e con il consenso di Massimo Lanzillotti, poi eletto a sindaco, abbia influito sulla formazione delle liste, inserendo persone a lui vicine”. “Su 16, ne ho messi quattro e se tutto va bene vedrai che superiamo i 200 voti”. Inoltre prometteva di intervenire sul prossimo sindaco per assicurare l’esito favorevole di concorsi

 

 

di Stefania De Cristofaro

 

 

CAROVIGNO – Foto della scheda elettorale, a prova del voto dato alla persona giusta, pagamento di 50 euro e in alcuni casi anche di 80 euro, con le dovute precauzioni per non rischiare di essere cacciati dagli sbirri il giorno delle votazioni: “Prendi il telefonino, prima di entrare metti il silenzioso, scatta e manda che ti pago”.

Non solo. Andrea Saponaro, finito agli arresi nell’inchiesta dell’Antimafia di Lecce, sulle elezioni che a Carovigno il 10 giugno 2018 hanno portato alla vittoria di Massimo Lanzillotti come sindaco, prometteva il trenino di Torre Guaceto gratis a una famiglia, in occasione del compleanno del figlio: “In cambio, due o tre voti”. E l’interessamento della futura Amministrazione per lo svolgimento di un concerto in piazza e per un concorso.

LE INTERCETTAZIONI E L’INFLUENZA DI SAPONARO NELLA FORMAZIONE DELLE LISTE DI CENTROSINISTRA

Ci sono decine e decine di conversazioni, fra telefoniche e ambientali, inserite nel fascicolo della pm Paola Palumbo, applicata alla Dda, di cui i difensori Gianvito Lillo, Cosimo Loderserto e Cosimo Deleonardis, hanno chiesto copia per dimostrare come sia stata del tutto fuorviante ed erronea la lettura data dalla Procura e le conclusioni alle quali è arrivata la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Simona Panzera, anche al netto della contestazione relativa all’appartenenza di Saponaro all’associazione di stampo mafioso, Sacra corona unita.

I penalisti, tutti del foro di Brindisi, intendono dimostrare l’estraneità all’accusa mossa nei confronti di Saponaro, e cancellare zone d’ombra che coinvolgono i politici coinvolti nel troncone d’inchiesta, rimasti a piede libero, a partire dall’attuale primo cittadino Massimo Lanzillotti. Nell’elenco ci sono il presidente del Consiglio comunale Francesco Leoci, Daniele Luperti, Franco Iaia, Vincenzo Iaia, Elio Lanzillotti, indicato come presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio per la gestione di Torre Guaceto, e ancora Giovanni Saponaro e Cosimo Saponaro (fratelli di Andrea Saponaro).

“Dalle operazioni di intercettazione è emerso come Andrea Saponaro, per il tramite di Daniele Luperti e con il consenso di Massimo Lanzillotti, abbia influito sulla formazione delle liste che sostenevano la candidatura a sindaco di quest’ultimo, inserendo persone a lui vicine, oltre a Luperti, candidato al quale faceva convergere i voti a suoi disposizione”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare che trattiene ai domiciliari Saponaro.

Nella conservazione ascoltata il 4 maggio, attorno alle 20, nell’auto usata da Saponaro, “si vanta di avere indicato quattro dei sedici candidati nella lista e di disporre di 200 voti”. Nella Fiat Multipla con lui c’è Luperti. La lista a cui i due fanno riferimento è il “Movimento civico ripartiamo dal futuro, della quale era capolista Francesco Leoci”. “Su 16, ne ho messi quattro, cosa vai trovando, quattro candidati ne ho messi io”, dice. E Luperti: “Ci dobbiamo impegnare, non dobbiamo trascurare nulla”. Saponaro: “Se tutto va bene, vedrai che superiamo i 200 voti”. Luperti: “Facciamo finta che ho detto che ne abbiamo 50 e ci dobbiamo impegnare ancora di più. Io sto lavorando, non ti preoccupare, basta che prendiamo e votano”.

“Decisivo è l’incontro fra Andrea Saponaro, Daniele Luperti, Massimo Lanzillotti, Francesco Leoci e altre persone non identificate”, si legge ancora. “Si vedono nei pressi di un locale di Carovigno e discutono ampiamente della campagna elettorale in corso”. Dall’ambientale si sente il saluto del candidato sindaco che poi dice: “Stai fresco per Leoci, una volta lo stavo aspettando da una settimana, una volta che disse arrivo”. Saponaro. “So io perché non sta venendo, che stiamo mangiando a nome suo noi e gli ho detto vieni che devi pagare …si sto venendo ha detto da due ore”. Leoci, secondo quanto è scritto nel provvedimento, alla fine arriva.

Il giorno successivo Saponaro “si vantava con un interlocutore non identificato, del ruolo da protagonista da lui svolto”: “Stiamo facendo da tramezzanti”, con riferimento allo schieramento elettorale che appoggiava Lanzillotti.

Poi conversando con Giovanni Zizza (non indagato, ndr), torna a parlare della questione di Torre Guaceto, “confermando i suoi interessi” perché l’obiettivo di Saponaro era riuscire a ottenere la gestione delle aree parcheggio al servizio della riserva naturale: “Da tutte le persone che sto andando, lo conoscono il mio problema, capito?”.

L’ACCORDO SPIEGATO DA SAPONARO: “IL PROFESSORE SI DEVE SBRIGARE TUTTE LE COSE, LUPERTI ASSESSORE”

Il 10 maggio, Saponaro “discute con Luperti degli accordi che dovevano essere presi con Francesco Leoci e con Massimo Lanzillotti in ordine alla nomina di Luperti”. “Io sto portando una lista, permetti che prendo pure un assessorato, se scatta un consigliere?”. Sei giorno dopo, la conferma dell’esistenza di un accordo, per lo meno nella ricostruzione dei fatti, così come è stata contestata: “E’ già parlato, in poche parole abbiamo già la squadra, Daniele o riesce o non riesce… se riesce è meglio, perché diventa consigliere, ma se non ci riesce, sta fatto un accordo”. Che tipo di accordo? Con quale contenuto? Saponaro spiega: “Un accordo che il professore Elio (Lanzillotti, indagato a piede libero) si deve sbrigare tutte le cose là”. Là è da intendere come “Consorzio di Torre Guaceto”. Sempre Saponaro: “In poche parole, il professore deve decidere chi deve fare il presidente e di deve fare il consigliere di amministrazione, hai capito?”, dice rivolgendosi a un ragazzo.

“E lui deve fare l’assessore con delega a Torre Guaceto. Questo significa che quando ci sta da fare un’assemblea consortile, si deve presentare da padrone del Consorzio, perché il padrone del Consorzio è il Comune di Carovigno”.

 

LA RACCOLTA DI VOTI DA PARTE DI SAPONARO: LA PROMESSA DEL CONCERTO IN PIAZZA

Secondo l’accusa, dal momento della formazione delle liste, Andrea Saponaro “era totalmente coinvolto nella campagna elettorale, nel corso della quale, oltre a promettere somme di denaro in cambio del voto, prometteva l’interessamento degli organi comunali in favore di chi gli avesse procurato voti”. Nell’ordinanza di custodia cautelare, c’è un paragrafo dedicato alla “raccolta dei voti” che inizia con la trascrizione di una intercettazione fra Saponaro e un uomo: è una conversazione ascoltata in auto la mattina del 10 maggio ed in questa occasione che avviene la promessa per un concerto da fare nella piazza di Carovigno. L’uomo dice: “Uehi non ne voglio chiacchiere io, il concerto a me uno me lo ha fatto fare, anzi due persone, uno me lo fece fare Mimmo Mele e l’altro fu Andrea quando era in società con Diavoletto. Basta! Tutti gli altri, numeri vacanti”. Saponaro:

“Ti sto dando la mia parola, te lo faccio fare meglio in piazza”.

Mele è stato sindaco di Carovigno, poi parlamentare.

La stessa sera, attorno alle 19, Saponaro chiama al telefono l’uomo e gli dice: “Ho appena finito di parlare con Massimo per il fatto che abbiamo detto stamattina”. Aggiunge anche: “Ma lo ha detto, a parte il concerto, lo mettiamo in mezzo a noi e gli facciamo fare spesso queste cose qua, perché sa quello che fa, non è che non lo sa”. L’uomo: “No vabbè, ma a parte che Massimo lo conosco, è un ragazzo garbato, ma mi piace il gruppo vostro, mi piace hai capito? Mo a parte tutto, gli altri hanno sempre pensato per loro”. Saponaro: “Hai capito, allora”. L’uomo: “Poi tu, giustamente, pure stai facendo una battaglia personale per il fatto del parcheggio, che lì il fatto è grave proprio”. E Saponaro: “Eh, hai capito, ho detto che questa è l’ultima carta”. L’altro: “E’ la volta buona che te lo prendi di nuovo, speriamo!. Sappi che siamo io, mia madre. Io voto a Carovigno, la mia ragazza non è di qua, è della Basilicata che poi lì tengo un amico sindaco che è del Pd pure”. Saponaro: “Quindi siamo in buone mani”. L’uomo: “No, tengo buone conoscenze, lì tutti amici, l’amministrazione del paese sono del Pd, partirono con una lista civica e poi vinsero, perché quelli che stavano prima era propri come questi che stavano qua e adesso, la verità, stanno aggiustando un poco le cose. Però ci vuole tempo”.

Saponaro: “E’ così, va bene, la parola mia te l’ho data, poi ti faccio parlare pure con Massimo”. “Per quel che interessa in questa sede – si legge nell’ordinanza  – Andrea Saponaro poteva tranquillamente assumere impegni in nome e per conto di Massimo Lanzillotti”.

LA CAMPAGNA ELETTORALE E LE PROMESSE DI PAGAMENTO DEI VOTI

Il 13 maggio Saponaro esortava un familiare ad attivarsi nella ricerca dei consensi: “Mettiamoci a ballare”. “Sin dal 17 maggio raccoglieva promesse di voto in favore di Daniele Luperti da elettori che gli assicuravano di documentare il voto con una fotografia”. “Impegnava tutte le sue energie, unitamente al fratello Giovanni (indagato a piede libero, ndr) stilando elenchi di probabili elettori e illustrando spesso la possibilità di utilizzare il voto disgiunto, dando cioè la preferenza a un candidato del consiglio comunale diverso dal candidato sindaco votato”. Nell’informativa di reato consegnata dai carabinieri del Roni-Comando provinciale di Brindisi, le pagine di rilievo in questo senso, sono dieci, dalla 143 alla 153.

“Questa è l’ultima cartuccia che mi sto giocando. Io sto con Massimo Lanzillotti, lo sai il problema nostro lì giù (il parcheggio, ndr)”, dice a un potenziale elettorale, il quale gli dà la disponibilità dei voti dei suoi due figli.

“Massimo è un ragazzo che si può parlare e poi noi abbiamo fatto una certa situazione che ha detto che dobbiamo sistemare il problema mio”.

Alla fine della conversazione, Saponaro riesce ad avere la promessa di un ulteriore voto.

Nella direzione della raccolta voti, anche il pagamento della colazione al bar per moglie e marito. A un altro residente a Carovigno: “Io ti posso promettere 50 euro, se mi porti la fotografia, te le do’ io, parola mia. Dammi il tuo numero. Non domandare più a nessuno, però mi devi portare la fotografia. Come mi porti la foto, di to’ 50 euro”. “L’offerta di denaro si alterna da parte di Saponaro all’assicurazione di intervenire sul prossimo sindaco, Massimo Lanzillotti, per assicurare l’esito favorevole di concorsi e per il rilascio in loro favore di licenze da parte della futura amministrazione comunale”.

Io sto provando a quattro Comuni, dove sono usciti i bandi”, dice un uomo a Saponaro, raccontando della ricerca di un posto di lavoro. “Sono Latiano, Cellino San Marco e Santa  Cesarea Terme”. Saponaro gli chiede: “Cellino lo hai fatto già?”. Risposta: “No, il bando scade a luglio, però io sono stato uno dei primi che ha mandato la domanda”. E Saponaro: “Fammi vedere chi c’è a Cellino, se c’è qualcuno”. L’uomo: “ A Cellino sei licenze hanno assegnato”. Saponaro: “Se si insedia Massimo, stai tranquillo che faccio fare io, lo faccio fare subito eh”. L’uomo: “Sono 12 anni che non si fa a Carovigno, devono fare il concorso”. Saponaro: “Dipende da chi viene incaricato per quelle cose là… che glielo facciamo fare veloce”.

Più tardi l’incontro con un’altra persona: “Se mi dai mille euro, te li sposto tutti a te i voti” dice l’uomo a Saponaro: “Ho trovato uno a cinquanta euro.

Il voto di scambio si concretizzava anche in altri modi”, secondo quanto accertato dai carabinieri di Brindisi e riportato alla pm della Dda: “Per esempio, promettendo di concedere gratuitamente per il compleanno di un bambino, l’uso del trenino impiegato a Torre Guaceto, del costo di 200-300 euro, in cambio di due voti”. Anche in questo caso, determinanti le intercettazioni nell’auto in suo a Saponaro: “Dammi due voti e te lo mando gratis”. Voto di scambio, pure questo per l’accusa.

 

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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