Studio 100 tv: prima del fallimento, istanza di una deputata, ex giornalista dell’emittente

DOSSIER/2 -Per la società Jet srl procedura avviata nel 2018:  richiesta iniziale di Rosalba De Giorgi, eletta nella lista dei 5Stelle, poi passata al gruppo Misto della Camera, che ha poi desistito. Nel passivo anche il Ministero dopo la revoca del contributo pari a 386.092,44. Con sentenza dello scorso ottobre, fallimento esteso alla Mastermedia Club.  La televisione tarantina di recente rilevata da Db editore, terzo in buona fede, per 572mila euro: subentrano gli imprenditori Luigi Blasi, al 55 per cento, e a Domenico Distante, al 45

 

Di Stefania De Cristofaro

 

 

TARANTO- Dalla richiesta di concordato preventivo in bianco, al fallimento della società Jet srl, editrice di Studio 100 tv: una delle prime istanze risulta essere stata presentata da una parlamentare, l’onorevole Rosalba De Giorgi, ex giornalista dell’emittente tarantina che ha poi desistito: è approdata alla Camera dei deputati dopo l’elezione nella lista del Movimento 5Stelle (dagli inizi dello scorso mese di maggio è nel gruppo Misto).

 

LA DEPUTATA E LA TV: AVVIO DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE

La Guardia di Finanza di Taranto ha raccolto tutte le tessere del complesso puzzle relativo alla recente storia della tv locale che mai – nonostante il fallimento – è stata “spenta”. Giornalisti (per lo meno la maggior parte, tecnici e personale amministrativo) hanno sempre continuato a lavorare, garantendo all’emittente la continuità che le ha consentito di arrivare regolarmente a casa dei pugliesi. Tg e trasmissioni sono andare in onda ogni giorno, sia dalla sede centrale di Taranto che dalla redazione di Brindisi, in piazza Cairoli.

Dagli atti emerge che la società Jet srl ha presentato alla cancelleria del Tribunale di Taranto una domanda di concordato preventivo, cosiddetta in bianco: istanza ammessa, con fissazione del termine del 12 maggio 2018 per depositare il piano di rientro, nominando il commissario giudiziale. I documenti sono allegati al  fascicolo dell’inchiesta che ha portato a contestare la bancarotta fraudolenta ai fratelli Gaspare e Giancarlo Cardamone, con contestuale sequestro di beni del valore di quasi un milione di euro.

E’ in questa primissima fase che il commissario accerta la cessione del ramo d’azienda, vale a dire il passaggio di mano di Studio 100 tv, dalla Jet a un’altra società sempre dei fratelli Cardamone, la Mastermedia Club. La vendita è del primo dicembre 2017. O almeno questa è la data riportata. In ogni caso, “in pendenza di procedura fallimentare”, scrive il giudice per le indagini preliminari del Tribunale tarantino, Benedetto Ruberto.

L’altra di rilievo nella vicenda è il 4 giugno 2018 perché la Jet deposita presso la cancelleria della sezione fallimentare del Tribunale, una istanza con cui chiede di “dichiarare la improcedibilità della domanda di concordato per espressa rinuncia della proponente e di archiviare la procedura fallimentare del 2017, tra l’altro già sospesa per intervenuta desistenza di tutte le parti creditrici”. Il Tribunale, il 4 luglio 2018, dispone l’archiviazione degli atti della procedura prefallimentare e prende atto della rinuncia al concordato. E’ a questo punto che arriva una “ulteriore istanza di fallimento, prodotta da Rosalba De Giorgi”, una delle giornaliste per anni è stata uno dei volti della tv.

In occasione della prima udienza di comparazione, avvenuta il 20 settembre 2018, la Jet srl chiede un rinvio ed esibisce “un verbale dell’assemblea ordinaria di Mastermedia Club, dal quale si evinceva che la seconda si impegnava a soddisfare i creditori della Jet con le risorse derivante dai contributi ministeriali”. Fondi che da lì a poco sarebbero arrivati. Il 18 ottobre, nuovo rinvio. La Jet deposita, nell’udienza successiva alla fine del mese, le desistenze di cinque creditori, fra i quali c’è quella di De Giorgi, poi eletta alla Camera dei Deputati. In questa sede, il pubblico ministero, “essendo emerso lo stato di insolvenza della società Jet deposita istanza di fallimento, poi dichiarato dal Tribunale di Taranto con sentenza quello stesso giorno il 29 ottobre 2018”.

Dalla documentazione depositata dal curatore fallimentare, si evince che la Jets rl ha conseguito un “risultato d’esercizio positivo pari a 572.298 euro almeno sino al 27 novembre 2017”. Secondo quanto riferito da Gaspare Cardamone, in qualità di amministratore unico, “successivamente, per effetto della cessione di Studio 100 tv, la Jet non ha più svolto alcuna attività”.

IL CURATORE FALLIMENTARE ASCOLTATO DALLA GUARDIA DI FINANZA

Il curatore, a sua volta, ascoltato dai militari della Guardia di Finanza di Taranto, ha messo in evidenza tre aspetti: il primo relativo ai debiti e crediti della Jet, sostanzialmente costante nel periodo oggetto delle indagini; il secondo legato alla posizione debitoria della Jet nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, pari a 5.296.194,46 euro; il terzo riferito alla flessione dei ricavi della srl che non è stata determinante nel fallimento, “trattandosi al più di una concausa, potendo l’esercizio dell’impresa essere remunerativo anche in assenza di contributi ministeriali”. Per il curatore, “causa definitiva del dissesto” è stata proprio “la cessione dell’azienda Studio 100 tv alla Mastermedia, decisa dai fratelli Cardamone perché proprio l’emittente era

“unica fonte di ricavi in grado di generare flussi di liquidità per la Jet srl”.

La cessione è avvenuta al prezzo si 34.500 euro (come si è visto nel Dossier 2 pubblicato da Il Tacco d’Italia).

I CONTRIBUTI DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

La finanza ha acquisito anche tutta la documentazione relativa ai contributi del Ministero dello Sviluppo economico per le emittenti televisive locali commerciali presso la sede del Mise allo scopo di delineare la posizione delle due società dei fratelli Cardamone. E ha scoperto che il 20 giugno 2018, con delibera, il Corecom della Puglia ha “annullato la delibera precedente del 24 febbraio del 2016, estromettendo dalla graduatoria relativa all’annualità 2013 Studio 100”. Il Ministero, in seguito, il 20 febbraio 2019, ha “revocato alla Jet srl il contributo pari a 386.092,44 euro, già erogato e ha provveduto a insinuarsi nel passivo, trovandosi la stessa società in fallimento”.

La società Mastermedia, a sua volta, ha “presentato varie domande di ammissione al contributo previsto per le tv”: sono state trovate quella del 20 dicembre 2017 per l’annualità 2016; del 22 gennaio 2018 per l’anno precedente; del 15 febbraio 2018 per il 2018 e, infine, quella del 28 febbraio 2019 per l’anno 2019. In tutte c’era la dichiarazione del possesso dei requisiti di ammissioni previsti dal Decreto del presidente della Repubblica  146 (quello per il riconoscimento dei fondi statali).

Gli importi riconosciuti sono stati i seguenti: 780.156,71 euro per il 2016; 768.757,99 per il 2017. Per i due anni successivi l’iter era in corso, ma per effetto delle indagini è stato congelato. Nei confronti della Mastermedia, il Ministero sulla base del decreto del Tribunale di Taranto (sezione civile) emesso il 27 novembre 2018 “non ha erogato le somme, avendo sospeso in via cautelativa ogni pagamento, sino alla concorrenza di due milioni e 400mila euro, su richiesta del curatore fallimentare”.

La società, a sua volta, ha fatto presente che il provvedimento del giudice era riferito a 900mila euro e, di conseguenza, ha chiesto il pagamento dei contributi spettanti in eccedenza. Il Ministero, a sua volta, ha chiesto un parere all’avvocatura dello Stato e ha sospeso anche l’erogazione delle somme già riconosciute.

IL FALLIMENTO ESTESO ALLA MASTERMEDIA CLUB SRL

Sempre su ricorso del curatore fallimentare, il Tribunale lo scorso 28 ottobre 2019 ha “esteso il fallimento alla Mastermedia Club srl, senza procedere a verifica dell’insolvenza di quest’ultimo”, ma sul presupposto dell’esistenza di una società di fatto (il cui fallimento è stato contestualmente dichiarato) costituita tra le due persone giuridiche, trattandosi della medesima realtà aziendale trasferita dalla Jet srl alla Mastermedia”. La documentazione è stata depositata in Procura e inserita agli atti del fascicolo d’inchiesta per bancarotta fraudolenta.

In quella sede, il Tribunale civile ha rappresentato due aspetti: innanzitutto il fatto che le due società hanno avuto lo stesso amministratore unico, ossia Gaspare Cardamone, a sua volta socio della Mastermedia al 50 per cento e della Jet al 33 per cento. L’altro aspetto è che con la cessione del ramo d’azienda, è stata possibile la fornitura dei servizi media audiovisivi, assieme ai beni usati per lo svolgimento dell’attività (questo ulteriore passaggio è avvenuto il 19 gennaio 2018, attraverso una locazione).

Sempre il Tribunale ha rilevato che la “Mastermedia, ben prima dell’acquisito del ramo di azienda, con sistematicità aveva effettuato pagamenti, anche di importi rilevanti, in favore dei creditori della Jet e poi ha pagato o si è accollata i debiti della cedente, non compresi nelle passività cedute”. Secondo questa lettura dei fatti, c’è stata una “scelta aziendale della Mastermedia di mettere a disposizione della Jet tutte le risorse correlate all’attività di radiodiffusione”. Per il giudice sono

“elementi che dimostrano l’esistenza di un sodalizio di fatto volto all’esercizio in comune dell’impresa televisiva Studio 100”.

In tal modo i fratelli Cardamone hanno mantenuto la disponibilità di beni e risorse per la prosecuzione dell’impresa proseguendo con gli stessi dipendenti e negli stessi locali: tale condotte “integrano un artificio che può senza dubbio essere definito fraudolento, idoneo a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva” che avrebbe comportato una sensibile riduzione della liquidità della società.

STUDIO 100 AGGIUDICATA ALLA SOCIETA’ BD EDITORE, TERZO IN BUONA FEDE PER 572MILA EURO

Nella storia di Studio 100, di recente, si è aggiunto un nuovo tassello ritenuto importante per i lavoratori: l’aggiudicazione in favore della società Bd editore, riconosciuto tanto dal pm quanto dal giudice per le indagini preliminari, come “terzo un buona fede”.

“Nella vicenda non è perseguibile la via della confisca diretta dei beni riconducibili al profitto del reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica”, ha scritto il gip nel decreto con il quale è stato ordinato il sequestro per equivalente di un milione di euro, a titolo di tasse non versate. “Tale profitto -si legge – non è, allo stato attuale, né nella disponibilità della società Jet srl, né della Mastermedia, poiché in base agli atti tramessi dal pubblico ministero, risulta che c’è stata l’aggiudicazione di Studio 100” in favore di un editore nuovo che nulla ha a che vedere con i fratelli Cardamone.

La proprietà dell’emittente tarantina è adesso della società che fa capo a Luigi Blasi, al 55 per cento, e a Domenico Distante, al 45 per cento. Distante è amministratore unico. I due imprenditori si sono aggiudicati l’asta fallimentare che si è svolta il 15 aprile, a fronte dell’importo pari a 572mila euro. La cordata ha battuto quella di Antonio Albanese, industriale di Massafra.

Distante e Blasi  hanno in comune, prima della tv, la passione per il calcio: Blasi è stato presidente del Taranto per cinque stagioni, mentre Distante ha guidato il Francavilla in Serie D, squadra portata alle soglie della C, poi conquistata da Antonio Magrì. Distante, a sua volta, è editore di altri emittenti, Canale 85 e Antenna Sud, ed è nome noto nel mondo delle slot: è presidente dell’associazione nazionale di rappresentanza degli operatori di apparecchi da intrattenimento (Sapar, servizi e apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative).

Leggi anche:

DOSSIER/1 – Bancarotta fraudolenta, indagati i fratelli Cardamone editori di Studio 100: sequestro per un milione di euro

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Info sull'autore

Stefania De Cristofaro

Giornalista per passione e professione. Nata a Napoli, brindisina d'adozione, laurea in Scienze politiche e relazione internazionali all'Università del Salento

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