Confessioni religione. Parte 4.

Gesù caccia i mercanti dal tempio

Al sud la religione ha ancora un valore sociale e politico forte. Spesso questo genera mostri, come me. Vent’anni di tormenti religiosi raccontati apertamente. Un viaggio a puntate in una mente malata.

 

Parte 1. L’incongruenza finale. https://www.iltaccoditalia.info/2020/05/11/confessioni-religiose-parte-1/

Parte 2. Riflessioni sull’esclusività italiana. https://www.iltaccoditalia.info/2020/05/18/confessioni-religiose-parte-2/

Parte 3. The last chierichietto. https://www.iltaccoditalia.info/2020/05/25/

 

Parte 4. Preghiamo per il lavoro.

Nei dipartimenti di fisica e matematica sono in tanti a credere in dio. Non scherzo: ho incontrato molti fisici e molti matematici profondamente religiosi. Non penso che il rigore scientifico necessariamente porti al contrasto con la religione. Lo ha fatto con me. Ma non con tanti altri. L’impatto della logica, della matematica, del metodo scientifico su di me fu devastante. Passai i terribili esami di matematica e sentii come una nuova dimensione di pensiero aprirsi nella mia mente. Il cervello viaggiava a velocità mai sperimentate e molti dei discorsi ascoltati per strada iniziarono ad annoiarmi velocemente. Tornerò ad intrattenermi su questi pensieri più avanti negli anni. Siamo agli inizi del 2000, con l’11 settembre 2001 che ha cambiato il nostro mondo più di quanto ancora abbiamo realizzato. Prima di quegli eventi, si discuteva di una possibile riappacificazione mondiale, il comunismo era caduto e il capitalismo era finalmente libero di sfruttare chiunque, anche in Italia. Ma l’11 settembre ci fece ripiombare in una violenza verbale e sociale che avevamo dimenticato. Loro, i musulmani ci odiavano e ci odiano. Noi, i cristiani siamo i migliori. Loro, gli arabi, sono barbari, noi siamo civilizzati.

I miei pensieri sguazzavano allora nel razionalismo scientifico degli studi universitari. Tornando a casa, accendevo la tv, e ascoltavo Berlusconi e Bush figlio, che da sempre si dichiaravano paladini del cristianesimo, parlare di guerre da combattere in nome di dio. E pensavo a quando all’oratorio mi insegnavano che dio è pace, che dio è amore. Politica e religione: entrambe assassine di dio da sempre.

Continuavo gli studi universitari e un poco mi appassionavo alla politica e al sindacato. E vedevo politici e imprenditori dichiarare di ispirarsi ai valori cristiani, le radici cristiane dell’occidente continuano a chiamarle. Fa sempre bene ricordare che, storicamente, le radici dell’occidente sono pagane e non cristiane. Tornando al presente, invece, non riuscivo a trovare nulla nel Vangelo che giustificasse lo sfruttamento dei lavoratori, i tirocini in azienda non pagati, le raccomandazioni per avere un posto di lavoro e l’accesso ai consigli di amministrazione per diritto di nascita come avviene ancora oggi per chi è nato nella famiglia giusta. Anzi, Gesù si incazzò non poco con i mercanti che approfittavano della sacralità del tempio per i loro commerci e li accusò di aver trasformato, parole sue, una “casa di preghiera” in un “covo di ladroni”.

A questo proposito, mi fa piacere ricordare una leggenda, con più di un fondo di verità, che racconta come uno dei primi comunisti del mio paese divenne tale alla metà del secolo scorso. All’epoca, per chi non possedeva alcun terreno, l’unica speranza di sostentamento della famiglia era il lavoro nei campi a giornata. Ci si recava la mattina presto in piazza sperando che il fattore del barone locale giungesse per offrire qualche ora di lavoro. Un giorno capitò che il futuro militante comunista venne ingaggiato per una giornata di lavoro, una fortuna in quegli anni di povertà e fatica. Ma proprio mentre stava per recarsi nel podere assegnato, l’arciprete passò di lì e chiese al fattore di offrire quella giornata di lavoro ad un suo protetto usurpandola al futuro primo compagno di Collepasso che, per reazione, divenne comunista. Anche questo è stata la chiesa cattolica per millenni in Italia e in molte nazioni del mondo. Soprusi, raccomandazioni, spintarelle. E ciò ancora accade.

Quando lavoravo a Milano ho incontrato diversi colleghi e conoscenti appartenenti a Comunione e Liberazione. Alcuni si vantavano pubblicamente di aver ottenuto il loro posto lavoro grazie a cielle. Spesso in strutture pubbliche. Cioè avevano vinto un concorso pubblico grazie all’aiuto di una rete di amicizie. Una bella dimostrazione di mafia. Una pratica molto diffusa. E anche se al sud cielle non è così potente come al nord, altre associazioni cattoliche la sostituiscono degnamente. E’ la chiesa cattolica l’unica a favorire questo tipo di sostegno sociale approfittando della fame di lavoro? Certamente no. La politica fa altrettanto. La criminalità organizzata fa lo stesso. Ma la chiesa è l’unica ad essere talmente impudica da dichiarare apertamente di fare ciò nel nome di dio. E’ abbastanza come incongruenza?

Continua…

Marcia di protesta dei contadini in Puglia. Dal film Pane e Libertà.

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2 Commenti

  1. Avatar
    Bianchi

    Seguo questo blog dall’inizio, e da subito mi è venuto voglia di fare qualche commento. Poi mi dico che conviene aspettare la fine, ma forse è meglio cominciare strada facendo, poi si vedrà.
    L’argomento mi stimola molto perché sento di patire anch’io, pur partendo da una situazione (attuale) diversa, per un problema molto simile: mi capita a volte di bestemmiare, pur essendo cattolico, anche se non praticante, con una storia molto simile a quella di Francesco. Francesco ha messo Dio da parte, io ci credo, eppure l’esito è lo stesso: ci capita di bestemmiare, e da lì in poi la fatica di accettarlo. Da parte sua perché, da uomo di scienza, non accetta l’incongruenza. Da parte mia non tanto per l’uomo di scienza che è in me, anche se in misura minore, ma dall’uomo di fede.
    Allora la prima cosa che constato è questa: se Francesco si tormenta con certe questioni, e io pure, forse non siamo così “matti” o “sbagliati”; forse tanti patiscono di cose simili, la differenza è che abbiamo preso la decisione di uscire allo scoperto e di parlarne.
    La seconda cosa che mi viene da pensare è che non siamo solo mente razionale, logica; quella parte di noi che porta in certi casi a quell’esito finale –la bestemmia- è un’altra. Chiamiamola secondo cervello, pancia, istinto, fatto sta che a volte prevale quello sulla nostra parte razionale, e ci porta ad essere incongruenti.
    Quindi, che si fa? Una volta individuato e messo a nudo, il problema non è risolto. E credo che nemmeno sia risolvibile del tutto. Negli ultimi anni, però, ho allargato un po’ il mio modo di vedere venendo a contatto, senza perdere la mia identità, con il buddismo. Senza “convertirmi” (a parte il fatto che il buddismo non è una religione, ma una pratica di vita), ma toccando con mano quanto possa essere salutare un giro ampio per poterti comprendere meglio, e alla fine confermare i tuoi valori di fondo che ne escono rafforzati.
    Già è un passo avanti capire che non si è un’eccezione. C’è una realtà che ci accomuna, quella di essere uomini, con tutto il bagaglio che ci portiamo appresso. Il buddismo porta a valutare (non me ne vogliano gli esperti, i guru, cerco solo di esprimere le poche cose che ho capito) le azioni che si fanno non in base ad un giudizio etico come ci è stato insegnato nell’educazione cristiana: è “bene”, è “male”, è “giusto”, è “sbagliato”. Piuttosto, un’azione può essere “salutare” oppure “non salutare”. E già qui si tira un bel sospiro di sollievo: non c’è un Dio nascosto che mi osserva, pronto ad incenerirmi se faccio qualcosa di sbagliato, a premiarmi se faccio qualcosa di giusto. Dentro di me ho, piuttosto, una coscienza che mi può aiutare, se ben coltivata, a discernere fra ciò che “mi fa bene” e ciò che “mi fa male”. Per arrivare a scoprire, alla fine, che ciò che mi fa bene coincide con ciò che è etico, e ciò che mi fa male con ciò che è non etico. Molto simile a quando al cristiano che vive seguendo il bene già in questa vita avrà il centuplo, un anticipo del paradiso.

    Continua…

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  2. Avatar
    Lorenzo

    Continuo il mio commento di ieri (Bianchi).

    Prima di essere scienziati, uomini di fede religiosa, atei, siamo UOMINI. Un tutt’uno di corpo, mente, spirito…la divisione netta fatta a suo tempo da Certesio (res cogitans e res extensa) si è rivelata artificiosa, inadeguata a descriverci. Proprio come quando un modello in fisica cambia perché se ne è trovato uno che spiega meglio il fenomeno oggetto di studio. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno contribuito in modo essenziale a collegare tutto in noi: la nostra fisicità, la natura senziente, la nostra mente, emozioni, pensieri. E si è capito molto bene che a volte non è certo la mente a pilotare le nostre azioni; il nostro cervello attraverso le esperienze si è plasmato, le connessioni fra neuroni dopo anni sono dei veri e propri sentieri che percorriamo, dalla sensazione alla percezione all’elaborazione all’azione che facciamo. Non ci deve supire, quindi, se ci capita di fare cose che non approviamo, che riteniamo non abbiano nessun senso…incluso il bestemmiare, o il rispondere come non vorremmo a un collega, un amico, alla nostra partner.
    Tutto ciò non vuole dire che siamo destinati a essere sempre così; non possiamo certo cambiare i tratti essenziali della nostra personalità, che viene plasmata dalle esperienze fatte nei primi anni di vita. Possiamo però modificare il nostro modo di approcciare la vita, le nostre reazioni, in modo tale da “attenuare” ciò che non ci va. Scendendo sul piano tecnico, le soluzioni sono tante: dalla millenaria meditazione vipassana,a un suo prodotto più recente come la mindfulness. Impariamo a percepire la reazione sul nascere, a creare quel momento che ci serve per osservare la nostra sensazione fisica (cos’è? rabbia, gioia, tristezza? Dov’è? Nella testa, nelle viscere, nello stomaco?) e i pensieri associati. Ecco, già concederci questo spazio ci aiuta a conoscerci meglio, a diminuire l’intensità delle reazioni. Alla fine, a vivere meglio.
    La consuetudine a guardarci come siamo, con gentilezza, senza giudicarci (non siamo poi tanto diversi uno dall’altro!), ad accettare la mutevolezza delle cose e dei nostri umori, ci dà un grande sollievo, e ci permette di gustare meglio la vita, tanto ricca. Ad accettare e amare gli altri per come sono. Sdoganando, una volta per tutte, l’idea che se vuoi amare realmente l’altro, accettandolo così com’è, devi prima farlo con te stesso. Ama il prossimo tuto come te stesso, e avrai il paradiso…questa la buona novella, l’ipotesi di partenza, storpiata poi nei millenni a seguire da una chiesa che si è appropriata del “lasciapassare” per il paradiso. Spostando l’attenzione dall’amore, unica legge, al giudizio, che ancora oggi ci portiamo dentro, come un peso, una vera zavorra che ci condiziona in ogni istante.
    Dalla teoria alla pratica ce ne passa…comunque, richiamando Bertrand Russel, la scienza è esatta, non lasciamoci traviare dai fatti!
    Mi scuso di essermi dilungato, ma l’argomento toccato in questo blog mi coinvolge molto profondamente, mi stimola, e credo che sia importante condividerlo, per le nostre vite. Per questo ringrazio Francesco e concludo con un…let’s keep in touch!

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Info sull'autore

Francesco Ria

Ricercatore in una prestigiosa Università americana. Come il sottomarino sovietico di "Caccia a Ottobre Rosso" usa cambiare improvvisamente e senza motivo direzione. Di solito polemico solo per passare il tempo.

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