Confessioni religiose. Parte 2.

betoniera

Al sud la religione ha ancora un valore sociale e politico forte. Spesso questo genera mostri, come me. Vent’anni di tormenti religiosi raccontati apertamente. Un viaggio a puntate in una mente malata.

 

Parte 1. L’incongruenza finale. https://www.iltaccoditalia.info/2020/05/11/confessioni-religiose-parte-1/

 

Parte 2. Riflessioni sull’esclusività italiana.

Riflettendo sul perchè la bestemmia sia diventata una parte integrante della mia vita, la prima considerazione riguarda il diverso modo di coniugare la dissacrazione della divinità in diverse nazioni, cosa che impatta anche l’uso del linguaggio. Limitandomi al mondo cristiano che è l’unico che ho potuto vivere dal punto di vista religioso. Vivendo all’estero ho avuto modo di scoprire una certa esclusività italiana della bestemmia. Difficile persino tradurre il termine in altre lingue.

In inglese la parola che meglio traduce il concetto è blasphemy, blasfemo. E fin qui ci siamo. Ma converrete con me che non trasmette lo stesso disgusto della parola bestemmia. Un altro termine utilizzato in inglese è curse, ma in questo caso si tratta più di un significato di maledizione verso qualcuno, incluso il semplice vaffa. Discorsi analoghi valgono per spagnolo e francese che, comunque, conosco molto meno. E se per certi ultra-bigotti a stelle e strisce che incontro persino dire “mio Dio!” è considerato inappropriato (tanto è vero che lo sostituiscono con Oh my gosh! oppure con Oh my goodness!), l’unica bestemmia in quanto tale che sento ripetere da queste parti è Jesus fucking Christ! Nulla a che vedere con la creatività dei marchigiani in materia o con la conoscenza del Medioevo espressa da quel nostro conterraneo, e diffusa nel web mondiale tramite youtube, che, incontrando problemi tecnici con la sua betoniera, invoca Sandru Masi D’Aquinu. In aggiunta, Jesus f. Christ è un’espressione talmente sdoganata che è ripetuta persino nei film. Quando guardate qualche Rambo o qualche Die Hard e sentite l’attore esclamare “dio santo!” oppure “cristo santo!”, sappiate che il più delle volte nella versione originale avrà detto “Jesus f. Christ!”, poi edulcorato per il doppiaggio italiano. Dunque, sembrerebbe che la bestemmia sia così socialmente deprecabile solo in Italia. E ha senso se consideriamo quanto la religione, e la chiesa cattolica in particolare, siano state influenti per la nostra cultura negli ultimi due millenni.

Un secondo aspetto dell’esclusività italica, riguarda la varietà. Il cattolicesimo è ricco di santi e madonne, nemmeno tanto velato richiamo alla religione pagana classica e ai suoi molteplici dei. Di conseguenza, anche le imprecazioni cercano di coprire il vasto spettro di personaggi ai quali i fedeli rivolgono le loro preghiere. Il mondo protestante, invece, non riconosce nulla di tutto ciò riducendo drasticamente la fantasia degli individui più blasfemi.

Ultima caratteristica nazionale che mi preme sottolineare riguarda la regionalità del fenomeno. Al sud siamo molto aggressivi nelle nostre bestemmie. La volgarità è sommata alla violenza verbale nel pronunciare frasi blasfeme che, spesso, risultano anche sgradevoli all’ascolto. Il nord-est, invece, è più musicale con il troncamento dell’ultima vocale tipico del Veneto e del Friuli. Le vette più alte, dal mio umile punto di vista, si raggiungono in alcune regioni del centro Italia. Toscana, Umbria e Marche in particolare. I toscani, credo, per la naturale tendenza a dissacrare qualsiasi autorità costituita. Umbri e marchigiani, mi piace pensare, come reazione ai secoli di dominazione papale. Ho lavorato nelle marche per un breve periodo, e con marchigiani per anni e il loro usare l’imprecazione alla divinità come semplice intercalare non ha eguali nel mondo.

Queste riflessioni preliminari credo siano importanti nell’analisi del mio rapporto con la bestemmia. Come detto nella Puntata 1, la domanda è semplice, ma brutale: se ritengo che la religione sia nulla di importante, perché diventa così fondamentale per me imprecare contro di essa? Enorme ipocrisia la mia.

Forse una risposta può essere cercata nel ricordo della mia infanzia immersa nella religione.

Continua…

idoli chiesa cattolica

 

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Info sull'autore

Francesco Ria

Ricercatore in una prestigiosa Università americana. Come il sottomarino sovietico di "Caccia a Ottobre Rosso" usa cambiare improvvisamente e senza motivo direzione. Di solito polemico solo per passare il tempo.

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