DEA Lecce: interrogazione dei senatori del M5S al Ministro della Salute

I senatori Iunio Valerio Romano, Cataldo Mininno e Barbara Lezzi chiedono lumi sulla vicenda del DEA Lecce

I parlamentari del Movimento 5 stelle hanno formalizzato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute Roberto Speranza. La riportiamo integralmente. Qui il link dell’Atto di Sindacato Ispettivo.

“Premesso che, per quanto si apprende dagli organi di stampa:

– il Dipartimento di emergenza e accettazione (Dea) di Lecce, inaugurato lo scorso dicembre e attualmente adibito ad ospedale Covid-19, presenterebbe da circa un mese una perdita nell’impianto di gas medicali, che rifornisce i reparti, tale da richiedere l’interruzione del servizio al fine di consentire le riparazioni del caso;

– tale perdita sarebbe causata da una lesione in uno dei giunti che servono per le dilatazioni antisismiche e che si trovano nell’impianto di ossigeno;

– l’azienda che ha costruito l’impianto di gas medicali del Dea leccese, in ottemperanza ad una ordinanza della Regione Puglia, avrebbe smantellato il serbatoio criogenico utilizzato per effettuare le prove di funzionamento dell’impianto, onde consentire l’installazione di un serbatoio da parte di un’altra ditta;

– dopo lo smontaggio l’Asl locale, in contrasto con quanto disposto dall’ordinanza, invece che provvedere all’installazione del nuovo serbatoio, avrebbe fatto realizzare una condotta di collegamento tra la centrale di gas medicali del vicino ospedale “Vito Fazzi” e lo stesso Dea, permettendo l’approvvigionamento d’ossigeno direttamente dal primo plesso ospedaliero ed estendendo di fatto il rifornimento di ossigeno del Dea alla ditta fornitrice del “Vito Fazzi”;

– tale opera di collegamento non sarebbe prevista nel progetto autorizzato del Dea e sinora non avrebbe ottenuto il nulla osta da parte dei Vigili del fuoco, che a dicembre scorso avrebbero prescritto all’Azienda sanitaria di installare nell’impianto del Dea due serbatoi di gas, come previsto nel progetto originario;

la variante avrebbe determinato la perdita della garanzia sull’impianto ed impedito la riparazione del danno nel giunto senza chiudere il Dea, atteso che la bretella di collegamento realizzata avrebbe compromesso il sistema originario, pensato ad anello proprio per garantire l’erogazione di ossigeno anche in caso di perdita attraverso l’isolamento del tratto di tubazione danneggiato;

– a causa della chiusura del Dea i più giovani dei venti pazienti ricoverati, non più intubati ma pur sempre positivi, sarebbero stati dimessi, mentre gli altri dovrebbero essere trasferiti altrove, probabilmente proprio nel vicino “Vito Fazzi”, che ha già visto la chiusura di due reparti (pneumologia e medicina 1) a causa di un focolaio del virus, con il fondato timore di collocamento in reparti nei quali mancherebbero ad oggi percorsi specifici per malati Covid-19 e con dispositivi di protezione non adeguati in confronto a quelli previsti nel Dea;

si chiede di sapere

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti in premessa e quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza, e se, inoltre, ritenga di dover verificare la legittimità amministrativa del progetto della condotta di collegamento tra i due ospedali e dell’affidamento dell’appalto per l’erogazione di gas medicali nel Dea, se la stessa opera è stata collaudata e se vi è la garanzia che la quantità di ossigeno sia sufficiente per entrambi i nosocomi.”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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