“Così do ossigeno ai malati di Covid19”

Dal guinness mondiale per l’arte marziale, alle maschere da sub per i medici: la storia di Vito Zaccaria. Originario di San Vito dei Normanni, laurea in Ingegneria meccanica: ha messo a disposizione la sua azienda per stampare in 3D e produrre gratuitamente le valvole che trasformano il prodotto Decathlon per lo snorkeling. “Il primo test l’ho fatto sul mio boccaglio. Se avete altre maschere da sub, inviatecele. In questo momento, l’unione fa la forza”

di Stefania De Cristofaro

SAN VITO DEI NORMANNI – “Bisogna essere sempre ottimisti”, dice Vito Zaccaria, 33 anni, origini pugliesi, radici paterne a San Vito dei Normanni che porta nel cuore assieme a Specchiolla, da quando la sua famiglia si è trasferita a Cento, in provincia di Ferrara. Dodici anni fa, ha conquistato la medaglia di bronzo ai campionati mondiali di ju jitsu, arte marziale giapponese, oggi con lo stesso entusiasmo e identica determinazione realizza valvole di raccordo che permettono di trasformare le maschere da snorkeling prodotte dalla società Decathlon, al servizio di medici e infermieri impegnati nella lotta contro il Covid-19.

Le stampa in 3D, le realizza e le consegna agli ospedali. Tutto gratuitamente.

La storia

“Ho iniziato con un test sulla mia maschera di snorkeling, quella che la scorsa estate ho usato parecchie volte. E’ una di quelle molto diffuse. I primi 200 pezzi sono stati consegnati all’ospedale di Sassuolo, in provincia di Modena” dice. Vive in Emilia Romagna da anni, ma fino a qualche mese fa, prima che ci fosse il lockdown, in Puglia “scendeva” appena gli era possibile. Parte della sua famiglia è ancora a San Vito dei Normanni. “Ho anche uno zio che lavora in ospedale, al Perrino di Brindisi, di conseguenza seguo con attenzione gli ultimi eventi. So che anche lì la situazione sta iniziando a diventare complessa, noi siamo pronti a dare il nostro contributo anche in questo caso”, fa sapere.

Stampanti e scanner in 3D

“Abbiamo già messo a disposizione le nostre stampanti e gli scanner 3D e tutti i materiali del magazzino della società perché mai come in questo momento è necessario che ciascuno faccia la sua parte. Lavoriamo con le tecnologie in 3D e vogliamo fare la nostra parte”, dice al telefono in un momento di pausa. Parla al plurale perché questa avventura la sta vivendo assieme all’amico-socio Claudio Padovan, ingegnere anche lui, di Rovigo.

Alcune valvole stampate

In tandem hanno dato vita a una società, si chiama Solid Energy, ha sede legale a Cento, nel Ferrarese, ed è il risultato di quattro anni di lavoro nel laboratorio di meccanica della facoltà di Ingegneria dell’università di Ferrara. Percorso di studi che ha scelto perché durante gli anni del liceo scientifico, rimase incuriosito a affascinato dal lavoro necessario per fare muovere i carri allegorici. “Sono veramente belli quelli del carnevale di Cento”. Terminato il contratto con l’Ateneo, lui e il socio si sono chiesti: “Cosa sappiamo fare?” E poi: “Cosa possiamo fare?”.

Con l’esperienza del passato e lo sguardo al futuro, hanno iniziato a pedalare battendo palmo a palmo il territorio: “Chiedevamo alle aziende se erano interessate al nostro progetto con tecnologie e strumenti in 3D”, racconta. Molte hanno detto sì. Qualcosa è cambiato nell’ultimo periodo.

La richiesta dell’ospedale

“Una settimana fa, siamo stati contattati dall’ospedale di Sassuolo: i medici e gli infermieri ci chiedevano aiuto, avevano bisogno di sentirsi protetti mentre lavoravano, li abbiamo visti spaventati e noi non ci abbiamo pensato due volte”, racconta. Probabilmente più rapidi della burocrazia che talvolta (o forse spesso) costringe a rallentare, Vito Zaccaria e il socio hanno iniziato a stampare i raccordi per le maschere facciali da snorkeling con un obiettivo: “Renderle compatibili con l’uso medico, in modo tale da permettere a tutti i medici e più in generale agli operatori sanitari di lavorare in piena sicurezza”.
“Siamo partiti dal progetto open source di Isinnova, abbiamo rivisto il design del raccordo con l’obiettivo di adattarlo alle attrezzature dell’Ospedale di Sassuolo e di renderlo più robusto e durevole”. È stata fondamentale la collaborazione con Marco Bortolotti, Responsabile Servizio Informativo Aziendale Ospedale di Sassuolo, come si legge sul sito internet della società, perché ha fatto da tramite per comprendere le necessità degli operatori sanitari.

Da questo confronto è emerso che la criticità maggiore era la mancanza di dispositivi di sicurezza per i medici e gli infermieri.

“Abbiamo quindi cercato di dare risposta al problema trasformando queste apparecchiature in dispositivi di protezione non convenzionali”, spiega Zaccaria. “Seguendo lo stesso procedimento abbiamo realizzato un secondo tipo di connettore stampato in 3D per collegare la maschera Decathlon a due filtri FFP3 facilmente reperibili in commercio, avendone prima scansionato l’attacco. Questa maschera copre perfettamente le aree del viso attraverso cui si si diffonde il contagio, bocca naso e occhi, e consente di respirare in sicurezza pur continuando la propria attività in prima linea a fianco dei pazienti malati di Coronavirus”.

Il raccordo Arta

Il raccordo è stato tenuto a battesimo con il nome “Arta”: “Non l’abbiamo brevettato”, precisa. “Abbiamo deciso di distribuire a tutti coloro i quali ne fanno richiesta, i file di stampa”. I file possono essere scaricati dal sito solidenergy.it

“Arta l’ho scelto pensando a un viaggio fatto con un caro amico negli Emirati Arabi: mi ha portato a fare un giro nel deserto e nel mezzo del tour ho visto una pianta, una pianta che, stando a quanto mi hanno spiegato, cresce nelle zone più aride. Nonostante tutto germoglia. Che sia di buon auspicio per il progetto e per la lotta al Covid-19”.

Il progetto Arta

Le maschere da snorkeling, così come modificate con Arta, continuano a essere richieste: “Molte di quelle che ci sono già arrivate, avevano dei biglietti e dei disegni fatti dai bambini. Sono messaggi di speranza che dobbiamo e possiamo raccogliere. Proprio questa mattina mi ha contattato un’associazione di San Vito dei Normanni, la Fratellanza popolare, per chiedere se fosse possibile modificare cinque maschere Decathlon che sono riusciti ad avere. Siamo a disposizione, così come siamo aperti a ogni altra richiesta”, dice Zaccaria. “Magari possono essere utili al personale medico e infermieristico che opera nell’ospedale Perrino o in altre strutture della Puglia: noi ci siamo, siamo pronti, l’importante è raccogliere le maschere. Immagino che anche lì ci siano persone o famiglie che ne hanno: si può pensare di organizzare una raccolta affidata alla protezione civile”.

La raccolta fondi

Si tratta di un progetto che va in scia con altri, come quelli portati avanti da La 3DP World e La Fabbrica degli olivi, con la produzione della valvola chiamata Charlotte.

Intanto la società Solid Energy ha avviato una campagna per la raccolta fondi con l’obiettivo di arrivare a mezzo milione di euro, da destinare interamente alla produzione di valvole e raccordi Arta (per saperne di più e per fare una donazione).

La medaglia di bronzo ai campionati mondiali

“Anche in questo caso sono ottimista. La mia idea è sempre stata questa: se qualcuno sa fare qualcosa, che lo faccia; se qualcuno può dare una mano, che la dia. Non bisogna mai arrendersi. Crederci, sempre”.

Non è cambiato Vito Zaccaria rispetto agli anni in cui è stato protagonista anche mondiale dello sport, atleta professionista di ju jitsu, un’arte marziale giapponese. E’ ancora oggi detentore del Guinness World Record per il maggior numero di atterramenti della stessa persona in un minuto: il primato lo ha ottenuto sul set de Lo show dei record nel 2009 ed è stato riportato nel libro ufficiale del Guinness nel 2011.

La prima medaglia a livello europeo l’ha conquistata alla Coppa Europa di Anversa nel maggio del 2008 vincendo il bronzo. Gradino più basso del podio anche ai Campionati del Mondo di Malmö, il successivo mese di novembre. E ancora nel 2009 bronzo europeo nel duo maschile ai Campionati Europei 2009 a Podgorica. “E’ una passione di quando ero più giovane”. Chissà che non ritorni ad allenarsi e gareggiare quando finirà l’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19.

Il saluto di Vito Zaccaria

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