DEA di Lecce, un iter travagliato

DEA Lecce

Il Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) di Lecce nasce nel 2007 con la Delibera della Giunta Regionale n. 73 del 08/02/2007.

A fine dicembre 2019 la struttura, costata 75milioni e 400mila euro, è finalmente pronta.

Dopo più di un decennio di ritardi, appalti contestati, proroghe su proroghe, ben tre perizie di variante, battaglie giudiziarie, annunci di inaugurazione, sospensioni delle opere, cambi di progetto e di mission (propaggine dell’ospedale Vito Fazzi a struttura autonoma di Area Critica), problemi catastali (nessuno s’era accorto che una porzione di immobile ricadeva nel Comune di Lequile), mancati collegamenti logistici fra Dea e Fazzi, carenze di personale e indagini della Procura (senza esito).

Quello che è stato definito l’ospedale più moderno e tecnologico della Puglia è un plesso gigantesco: 52 mila metri quadrati di superficie coperta costruiti su 160 pilastri isolatori e antisismici, cinque piani, produzione di energia da fonti rinnovabili, 330 posti letto in stanze per la degenza dotate di tv e bagno interno, massima attenzione alla qualità del design e alla cromoterapia.

Le sale operatorie sono dodici, con reparti di terapia intensiva e sub-intensiva dedicati.

Il Pronto soccorso dispone di sale di Trauma center e aree di osservazione breve; l’Ortopedia e Traumatologia dispongono di un percorso d’emergenza per i traumi maggiori; è presente una moderna Camera iperbarica e una Diagnostica per immagini con apparecchiature di ultima generazione; un Centro cardiovascolare all’avanguardia con l’Elettrofisiologia, Emodinamica, Sale Angiografiche e Sala Ibrida adatta alla Cardiochirurgia mininvasiva.

E come ogni buona struttura dedicata all’emergenza-urgenza, completano la dotazione i reparti di Neurologia, Neurochirurgia e Stroke-Unit (per l’area neurologica) e la Chirurgia Generale, Toracica e Maxillo-Facciale (per l’area chirurgica).

 

L’opera pubblica, come accennato, è stata protagonista di una serie di peripezie e di un iter estremamente complesso.

 

Poi, nel giugno 2017, la svolta: i vertici dell’Asl di Lecce (Silvana Melli – direttrice generale; Antonio Sanguedolce – direttore sanitario; Antonio Pastore – direttore amministrativo) hanno rimosso dal cantiere dell’ l’ing. Fiorenzo Pisanello, Responsabile unico per il procedimento (Rup) per i troppi ritardi e la mancanza di una visione operativa e strategica nella realizzazione dell’opera.

Contestualmente l’ASL ha nominato a capo del Rup l’ing. Carmelo Negro, affiancato dalla dott.ssa Laura Casto (lato amministrativo) e dall’ing. Massimo Marra (lato tecnico).

Nell’ottobre 2017 l’ASL di Lecce approva “senza alcuna riserva” la perizia da poco meno di sei milioni presentata dal Consorzio Integra. Tale perizia, avallata dall’Assessorato alle Politiche della Salute dalla Regione Puglia, prevede variazioni progettuali legittimate dalla condizione di circostanza “imprevista” ed “imprevedibile” al momento della progettazione e ritenute indispensabili per elevare la qualità prestazionale dell’Ospedale in costruzione, adeguandolo alle necessità di un HUB di 2° livello e dotandolo delle migliori tecnologie esistenti.

Per saperne di più:

15 Marzo 2020 – DEA Lecce senza ossigeno, la vergogna di Emiliano

16 Marzo 2020 – Ossigeno DEA: lavori in corso senza contratto (guarda le foto)

16 Marzo 2020 – Rollo scrive a Emiliano e conferma: lavori senza contratto

16 Marzo 2020 – M5S: il DG dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo faccia chiarezza

16 Marzo 2020 – Fratelli d’Italia: Emiliano faccia chiarezza sul DEA di Lecce

16 Marzo 2020 – TDM di Casarano: sul DEA di Lecce, carenze e fatti gravissimi

16 Marzo 2020 – Affaire DEA: anche Donato De Giorgi si appella a Emiliano

17 Marzo 2020 – DEA ossigeno, due serbatoi, lavori abusivi e nessun contratto

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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