Evasi dal carcere di Foggia, Sinisi e Borromeo si consegnano a Brindisi

di Stefania De Cristofaro

BRINDISI – In fuga per quasi 48 ore: dopo essere evasi dal carcere di Foggia la mattina del 9 marzo scorso, Angelo Sinisi, 33 anni, e Antonio Borromeo, 27 anni, fratellastri, entrambi di Brindisi, si sono presentati ai carabinieri della loro città, nella serata di ieri, 10 marzo. Erano braccati dalle forze dell’ordine.

Hanno scelto di consegnarsi ai militari della stazione Casale, varcando la soglia a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Il primo è stato Sinisi, attorno alle 20,30 e 15 minuti dopo è arrivato Borromeo. Entrambi sono stati immediatamente trasferiti nel carcere di Brindisi, con l’accusa di evasione aggravata dalla circostanza che è avvenuta nel corso di una protesta scoppiata all’interno del penitenziario di Foggia, dopo che ai detenuti era stata comunicata la sospensione dei colloqui con i familiari, in seguito alle misure restrittive disposte dal Governo Conte, per limitare il contagio da Coronavirus.

Stando a quanto si apprende, i due brindisini hanno fornito ai carabinieri la stessa versione dei fatti, escludendo che la loro fosse una reale volontà di fuga. “In quelle condizioni era più facile uscire dal carcere che non rientrare”, hanno detto subito dopo essersi consegnati, descrivendo il contesto in cui si sono venuti a trovare in coincidenza con la protesta. Non risulta che abbiano rubato auto per arrivare da Foggia a Brindisi. Verosimile che abbiamo viaggiato su mezzi pubblici, bus e treno. Tale versione è oggetto di verifica da parte dei carabinieri. I due hanno escluso di aver avuto l’aiuto di familiari.

Angelo Sinisi
Antonio Borromeo

Sono in corso di valutazione altri elementi legati all’evasione e alla protesta dei detenuti all’interno del penitenziario di Foggia per verificare chi abbia organizzato la protesta, chi ne abbia preso parte e chi abbia danneggiato diversi ambienti, compreso l’ufficio matricole.

Sinisi era ristretto per reati di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, evasione, minaccia, violenza privata, lesione personale, danneggiamento, concorso in rapina pluriaggravata, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, concorso in ricettazione di arma provento del delitto di alterazione, concorso in ricettazione di bene provento del delitto di riciclaggio.

Borromeo stava espiando la pena per i reati di concorso in detenzione e porto illegale di armi o parti di esse, accensioni ed esplosioni pericolose e violenza privata.

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