Oggetto fuori fuoco

Da un mese a questa parte vive con noi Theresa, la nostra nuova ragazza alla pari. Scegliere una sconosciuta da accogliere in casa, come membro della famiglia, e a cui affidare i tuoi figli, non è semplice. Nonostante accurate ricerche e selezioni alla fine sei sempre un po’ nelle mani del destino. Chi sarà? Come si comporterà? Ci troveremo bene?

Ma è un’ esperienza molto salutare.

Tra i tanti vantaggi dell’accogliere una ‘straniera’ in famiglia c’è n’è uno che a me sembra davvero prezioso: la grande possibilità di prendere consapevolezza dei miei comportamenti.

Perché, ammettiamolo, siamo tutti influenzati dal giudizio o dallo sguardo altrui. Non agiamo allo stesso modo in cui agiremmo nell’intimo della nostra casa quando siamo in un luogo pubblico. Non sgridiamo i nostri figli con la stessa naturalezza, se qualcuno ci osserva, tendiamo ad essere quantomeno consapevoli di come potrebbe essere giudicato il nostro agire. Non è vero?

Ecco perché, tra le altre cose, vivere il mio quotidiano con una ‘straniera’ in casa è un’esperienza estremamente positiva. Perché mi costringe a valutare il mio agire e le mie consuetudini osservandomi da un altro punto di vista.

E questo mi sembra un’esercizio molto salutare.

Osservare le cose da diversi punti di vista è sempre una buona idea.

A volte faccio lo sforzo di spostare il punto di vista.

Ecco allora che, in queste settimane di folle panico che attraversa il Bel Paese, trovo conforto nel leggere i quotidiani Olandesi.

Qui siamo stati letteralmente travolti dallo Tsunami coronavirus. I nostri canali di informazione si sono divertiti a terrorizzare la gente spargendo panico e il risultato è stato un crescente delirio generale.

Il nord Italia si è fermato: scuole, bar, musei, luoghi di aggregazione vari, tutto chiuso, tutto il mondo dello spettacolo si è fermato, costringendo gli operatori del settore a dichiarare lo stato di crisi.

Intanto mascherine e disinfettanti per le mani sono diventati ricercatissimi beni di lusso e la gente correva a fare provviste svuotando gli scaffali dei supermercati. Non c’è più controllo. Le persone di origine asiatica vengono guardate con sospetto, se non direttamente cacciate e insultate per strada, la gente corre ai ripari con metodi alquanto contestabili (signore che fanno la spesa avvolte nel cellofan, passeggeri di un autobus con la testa infilata in una busta di plastica, gente che cammina per strada con un’inutile mascherina. Di tutto di più…)

L’ignoranza e la paura sono una brutta combinazione, e in un attimo ci siamo ritrovati ‘untori’ d’Europa, terzo focolaio al mondo di Coronavirus. Un popolo messo in ginocchio dal panico che corre ai ripari facendo cose insensate viaggiando su e giù per lo stivale.

E nel frattempo il coronavirus è arrivato anche in Olanda, a Tilburg per l’esattezza, e ci è arrivato, appunto, grazie a un signore che aveva di recente fatto un viaggio di lavoro in Lombardia.

Nei Paesi Bassi però la reazione è decisamente diversa. Non stiamo parlando di un popolo istintivo e passionale, questo è risaputo, per cui le loro reazioni sono sempre e comunque contenute rispetto alle nostre.

Ma non si tratta solo di questo. La differenza fondamentale la fanno i media e le autorità.

I primi si limitano a dare informazioni utili e fare reportage di informazione reale.

I secondi sono rassicuranti. Le autorità Olandesi sono certe di essere attrezzate al meglio per affrontare un eventuale focolaio e anche, nel caso dovesse succedere, per far fronte ad un’epidemia. In altre parole: non mancano attrezzature adeguate e posti letto.

Al momento i miei concittadini sembrano più preoccupati per le loro vacanze in Italia che per altro.

Ma, nel caso ci dovessero essere direttive contrarie ai viaggi in Italia, lo Stato Olandese ha già annunciato che provvederà a rimborsare i biglietti dei viaggi annullati.

Intanto, mentre noi siamo costretti ad assistere al triste spettacolo del Presidente della regione Lombardia in lotta con un’inutile mascherina davanti alle telecamere, Ira Helsloot, il massimo esperto di sicurezza nei Paesi Bassi, ha dichiarato al Volkskrant:

Francamente: se i cinesi non avessero mai scoperto che si trattava di un nuovo virus, una sorta di grave raffreddore avrebbe attraversato il mondo inosservato e ci saremmo risparmiati tutto questo clamore. Ciò che sta accadendo ora in Europa rischia di essere una ripetizione dello scenario influenzale messicano: decine di miliardi spesi inutilmente. Ricordiamoci che questa non è unebola. In caso di grave influenza, muoiono anche mille persone. Non è certo piacevole, ma alcune cose sono come sono.’

Qui un’ esilarante Barbara D’Urso va in onda, truccata come un trans e con tanti di quei filtri video da risultare quasi senza naso, con un assurdo tutorial. su come lavarsi le mani ( talmente ridicolo da esser diventato virale in men che non si dica) e in Olanda tutte le fonti ufficiali rassicurano sulla pericolosità del Virus e ricordano che è trasmettibile SOLO per via aerea o se si entra in contatto con oggetti DA POCO contaminati ( a quanto pare il virus non resiste a lungo sulle superfici).

In Italia i danni già non si contano e sono destinati a salire: secondo i dati Siae la sola chiusura di teatri, musei e sale da concerto recherà circa 10,1 milioni di euro di perdita ogni 7 giorni. La situazione è aggravata dal fatto che oltre alla sospensione delle serate per decisione delle istituzioni, vanno aggiunte tutte quelle persone che, per prudenza o paura, disertano le sale anche se non si trovano in zone “a rischio”, nel nord Italia.

E poi c’è il turismo: è una corsa alle cancellazioni per i turisti che avevano in programma un viaggio in Italia.

Uno scempio. Una vera e propria sciagura che, come al solito, ricadrà interamente sulle spalle dei più deboli. Come i tecnici, gli attori, i danzatori, gli operatori dello spettacolo dal vivo e le piccole strutture turistiche e le piccole imprese che di turismo vivono.

Anche la settimana più importante di Milano, quella dedicata al Design, è saltata.

Sale il senso generale di impotenza di fronte alla vita, come anche la consapevolezza del potere dei media. Sono loro a decidere cosa è importante e cosa no, di cosa dobbiamo avere paura, quando e in che misura. Su quali notizie mettere a fuoco l’obbiettivo…

E così, mentre gonfiano a dismisura una notizia seminando il panico, lasciano che passi inosservata la morte di 8 bambini nelle ultime 2 settimane (il bambino più grande aveva solo 11 anni e la vittima più piccola 7 mesi! ). Dove? Qui, a un passo da me, a Taranto, sempre e ancora terra dei fuochi. Dove le centraline Arcelor Mittal (ex Ilva), nonostante le promesse fatte, continuano ad inquinare indisturbate.

E sempre a Taranto, per denunciare un’emergenza sanitaria e ambientale ancora irrisolta, proprio in questi giorni, ha avuto luogo la seconda fiaccolata degli angeli, in ricordo dei piccoli scomparsi a causa dell’inquinamento. A capo del corteo uno striscione bianco su cui capeggiava la scritta:

«Tutto lacciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino».

Un virus non si può fermare.

Ma quei bambini si potevano salvare. Così come si possono salvare gli altri bambini di Taranto.

Se è possibile chiudere tutti i teatri, fermare tutti i lavoratori dello spettacolo, bloccare il turismo e cancellare fiere procurando milioni di danni all’economia, allora perché non è possibile chiudere una maledetta fabbrica?

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Barbara Toma

Agitatrice, Animale da palco, Coreografa, drammaturga e mamma single salentina-olandese. In equilibrio precario, sul filo della vita, con due figlie e una sola vocazione: la danza. Non per forza sincera, ma dannatamente vera. Fuori luogo ovunque, tranne sul palco, l’unico posto dove il suo modo di agire non è controproducente.

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!