Aggressione Mazzola: boss Laera rinviata a giudizio, ammesse sette parti civili

BARI. Aveva aggredito l’inviata del Tg1 con un pugno, per strada. L’aveva querelata due volte: querele archiviate

di Marilù Mastrogiovanni

BARI. Monica Laera, boss del clan Strisciuglio di Bari, e moglie del boss Lorenzo Caldarola, dello stesso clan, è stata rinviata a giudizio, con rito abbreviato, per l’aggressione a Maria Grazia Mazzola, inviata speciale del Tg1.

E’ stata accettata la costituzione di sette parti civili su dieci richieste: Maria Grazia Mazzola, Ordine nazionale dei giornalisti, Federazione della stampa italiana, Associazione Stampa romana, Comune di Bari, Rai, Libera.

La pm Lidia Giorgio della Direzione distrettuale antimafia di Bari contesta a Laera l’articolo del codice penale 416 bis, perché la minaccia di morte e l’aggressione fisica alla Mazzola avevano l’obiettivo di controllare il territorio, cioè il quartiere Libertà, facendo pesare il suo status di mafiosa e di moglie di mafioso.

Laera dopo l’aggressione era stata intervistata dal Tgr Puglia: al microfono di Leonardo Zellino, oggi al Tg2. La boss del quartiere Libertà aveva chiesto scusa per l’aggressione, adducendo come scusante il fatto che fosse sconvolta per la morte della nonna.

Questa intervista è stata utilizzata oggi, nel corso dell’udienza filtro, dall’avvocato dell’imputata, che ha cercato di opporsi alla costituzione di parte civile della Rai, adducendo l’argomentazione che, dal momento che Laera ha chiesto scusa alla giornalista nel corso dell’intervista svoltasi presso la stessa abitazione di Laera, la Rai non si potesse sentire offesa o danneggiata.

Circostanza grave e significativa del fatto che per scrivere di mafia servono attrezzi del mestiere affilati, oltre che memoria storica, per non confondere l’opinione pubblica, omettendo nel racconto dettagli importanti come la condanna definitiva per mafia di Laera.

«La Puglia, Bari, Lecce, Foggia devono emanciparsi dall’emergenza mafie – ha detto la giornalista – Vanno sostenuti i giovanissimi più deboli, dando loro sostegno e alternative lavorative. Vanno sostenuti gli imprenditori e i cittadini minacciati, gli operatori religiosi dei Salesiani di Bari già minacciati per lavorare sulla legalità. L’informazione libera è il presupposto di un Paese democratico con gli occhi aperti. L’opinione pubblica va informata che c’è speranza per tutti: a partire dai giovani reclutati dai clan» ha detto Mazzola.

I praticanti del master in giornalismo dell’Università di Bari hanno collaborato alla realizzazione di uno “speciale” di Radio Radicale che andrà in onda sabato prossimo alle 15.30.

Gli studenti del Master in Giornalismo con i rappresentanti dellANPI, Enza Rando, vicepresidente naziobale di Libera, Maria Grazia Mazzola e Marilù Mastrogiovanni
Con Enza Rando, vicepresidente nazionale di Libera

IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE LO TROVI QUI

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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